Blasfema – Aisa Bibi

Titolo: Blasfema
Autore: Bibi Aisa
Casa Editrice: Mondadori editore
Pagine: 108
Prezzo: 1690
 

Blasfema: una parola, una condanna. Asia Bibi, contadina pakistana analfabeta appartenente alla minoranza cristiana della popolazione, conduce una vita tranquilla dividendosi tra il lavoro e la famiglia, quando, in un giorno apparentemente uguale a tutti gli altri, l’incontro/scontro con alcune donne musulmane ed un’ingiusta accusa di blasfemia la costringono a dire addio al suo piccolo universo e a subire la prigione, in attesa di una sentenza che la dichiara colpevole e la vede destinata all’impiccagione. Accusata per un crimine non commesso, colpevole soltanto di aver dimostrato un’incorruttibile fedeltà verso il suo Dio, Asia è vittima dell’intolleranza religiosa, una piaga che questa umile contadina si impegna a combattere appigliandosi ancora più saldamente alla propria fede. Aiutata dalla giornalista Anne-Isabelle Tollet, Asia Bibi racconta…
la sua incredibile storia, che colpisce il lettore in tutta la sua sconvolgente tragicità. Il racconto si divide in nove brevi capitoli, incentrati sugli eventi che risalgono agli ultimi due anni della vita di Asia. 


La protagonista, che è anche narratrice, si affida alla forza dei ricordi e rivive attraverso intensi flashback i momenti che l’hanno portata alla prigione, alla condanna e all’isolamento… Sensazioni di timore, di angoscia e di tormento si alternano a preghiere e ad attimi in cui la donna, in cerca di conforto, riporta alla mente episodi di vita passata insieme alla famiglia, simpatici aneddoti che tuttavia mano a mano che il racconto procede si fanno sempre più rari, e vengono sostituiti da amare considerazioni sul destino al quale Asia sta andando incontro. 

Il libro si conclude con un grido d’aiuto della stessa Asia Bibi, un appello affinché attraverso un intenso passaparola la comunità internazionale possa trovare la forza per intervenire, non soltanto per impedire che una donna innocente venga uccisa, ma affinché nel XXI secolo non sia concesso che simili ingiustizie possano ancora verificarsi.
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