Aulularia: il prototipo di tutti gli avari. Intervista al protagonista

Titolo: Aulularia
Autore: Plauto
Genere: Commedia, Teatro

Oggi parliamo di una delle più celebri e spassose commedie dei tempi antichi, che vanta più tentativi di imitazione della Settimana Enigmistica, che riesce a far sorridere e ridere anche a distanza di ventidue secoli: l’Aulularia di Tito Maccio Plauto.

La trama non è delle più originali, ma d’altra parte è noto che l’autore vi teneva talmente poco da “spoilerare” subito tutto, in un prologo-riassunto, che non manca nemmeno qui. Del resto, è ovvio che, come in ogni commedia che si rispetti, alla fine lei sposa lui (giovane), a discapito di lui (vecchio). E così (lo sappiamo sebbene il finale sia andato perduto) anche nell’Aulularia, che per inciso vuol dire “commedia della pentola”, quella pentola che viene ritrovata, all’inizio della vicenda, dal vecchio e avaro Euclione, che da quel momento vive nel terrore che gli venga sottratto il suo tesoro (da pronunciare con l’intonazione di Gollum). Ad essere onesti, il vero titolo avrebbe dovuto essere “L’avaro” (proprio come avrebbe fatto Molière, ispirandosi a questa commedia per scriverne una nuova 18 secoli dopo), perché il centro dell’attenzione e della comicità è proprio lui, Euclione, l’uomo così avaro da piangere mentre si lava (il minimo indispensabile) per l’acqua che scorre via. Il che, insieme ad alcuni spassosissimi equivoci, tra l’altro spiega il duraturo successo dell’opera: gli avari sono sempre esistiti e sempre esisteranno.

Ebbene, abbiamo la fortuna di poter intervistare proprio lui, Euclione. Già, perché se gli autori muoiono, i personaggi sono immortali.

GLI AMANTI DEI LIBRI: Buonasera, signor Euclione. È onorato di essere protagonista di una delle opere teatrali più celebri della storia della letteratura?

EUCLIONE: Onorato! Giovanotto, lo sa che non ho mai visto un centesimo di diritti? Le pare corretto, questo?

GLI AMANTI DEI LIBRI: Ehm, no, certo. Ma del resto, ha avuto una pentola piena d’oro…

EUCLIONE: Pentola? Io sono povero.

GLI AMANTI DEI LIBRI: Suvvia, signor Euclione, sono state stampate migliaia di copie dell’Aulularia ed è stata rappresentata in mille teatri…

EUCLIONE (si getta a terra, piangendo disperato): Grande Zeus! Ora tutti sanno! La mia fortuna è perduta! Voi autori, voi scribacchini…ora tutti i ladri del mondo si precipiteranno nella mia casupola! Dove, dove potrò nascondere la mia pentola?

GLI AMANTI DEI LIBRI: Calmo, calmo, non si preoccupi. Plauto ha reso impossibile capire dove si svolga la scena. Sembra in Grecia, ma ci sono riferimenti al mondo romano. Del resto, non si è mai preoccupato troppo della verosimiglianza. Ma, detto fra noi, lei dove abita?

EUCLIONE: In casa mia.

GLI AMANTI DEI LIBRI: …casa che si trova?

EUCLIONE: In piazza.

GLI AMANTI DEI LIBRI: Capisco, non vuole rivelarci nulla sull’ubicazione della pentola. Passiamo ad altro. A molti lettori pare strano che sua figlia, nella commedia, sia incinta oramai all’ottavo mese e lei non si sia accorto di nulla. Come lo spiega?

EUCLIONE: L’avete vista, mia figlia?

GLI AMANTI DEI LIBRI: In realtà no. Non compare mai in scena. Si sente solo una volta parlare fuori campo!

EUCLIONE: Ecco! Non l’avete mai vista, e non avevate nemmeno da pensare alla pentola! Come avrei dovuto pensarci io? Io ho da proteggere il mio oro!

GLI AMANTI DEI LIBRI: Almeno, ci dica se è contento che sua figlia sposi Licinio.

EUCLIONE: Sono contento che se la prenda senza dote.

GLI AMANTI DEI LIBRI: Anche se lui l’ha messa incinta da ubriaco davanti a un baccanale?

EUCLIONE: Giovanotto, lei vive in tempi degenerati. Ai nostri tempi, non c’era nulla di così strano in questo. La sposa, no? Dove sta il problema? So che fino al 1981 il matrimonio riparatore era ancora previsto dalla legge in quel brandello di dominio romano che si chiama Italia. Ora, se mi volete scusare, devo trovare un nascondiglio sicuro per la mia pentola.

Salutiamo Euclione, che nemmeno ci risponde: borbotta di luoghi dove nascondere il suo tesoro. Chissà se leggendo l’Aulularia potremo saperne di più. Senza dubbio, ci divertiremo.

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