All’ombra di Julius – Elizabeth Jane Howard

Titolo: All'ombra di Julius
Autore: Elizabeth Jane Howard
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Fazi editore
Genere: Narrativa
Traduttore: Manuela Francescon
Pagine: 326
Prezzo: Euro 20,00

“Il senso di colpa è ciò che si prova quando uno non si rivela all’altezza di un’immagine presuntuosa che si è fatto di se stesso. Non c’entra niente il dispiacere di aver fatto qualcosa di brutto. E’ solo il dispiacere di non essere ciò che si credeva.” (Pag. 183)

Noi, amanti alla luce del sole della saga de “I Cazalet”, scritta da Elizabeth Jane Howard e pubblicata in Italia da Fazi Editore in cinque splendidi volumi, siamo estasiati di poter leggere un nuovo romanzo di Elizabeth, per la precisione “All’ombra di Julius”, sempre edito da Fazi, e tradotto da Manuela Francescon.
Parto dalla copertina, bellissima, una copertina che parla, pur contenendo l’immagine di una donna che riposa. Questa donna, che ciascuno dei lettori deciderà quale dei numerosi personaggi femminili del romanzo possa essere, esprime il primo e principale messaggio che io ho tratto dall’intera saga de I Cazalet, e che si riconferma ora come un prodotto, o meglio un regalo inequivocabile della scrittura di E. Jane.
Questa autrice, con il suo modo di scrivere, mi fa stare bene. Altro che noia, altro che mattoni, altro che fatica a leggere, ma quali silenzio e solitudine?! Io, quando leggo i libri di E. J. Howard, non potrei desiderare di meglio.
Quali saranno gli elementi che producono un tale stato di benessere?!
L’autrice ci racconta un’ ordinaria storia d’amore principale, che coinvolge numerosi personaggi, e che si rivela incubatore di altre storie di contorno.
Il titolo, a differenza dell’immagine di copertina, parla al maschile, ma il romanzo intero è una storia al femminile. Non a caso il titolo è così azzeccato. All’OMBRA di Julius.
Bene in vista, baciate dal sole, dall’amore, dalle infatuazioni, e anche dagli uomini, sono invece le donne, le vere protagoniste del romanzo.
Julius e’ sposato con Esma, la quale gli ha dato due figlie, Emma e Cressy, ma la seconda guerra mondiale che tanto ha pesato sui Cazalet, anche qui lascia segni pesanti.
La guerra, al fronte, la fanno gli uomini, ma un’altra guerra, molto faticosa, dura, esigente la fanno le loro mogli amanti figlie sorelle e madri.
Anche ad Esma tocca la sua parte, deve gestire due figlie che pur residenti non più in casa con lei perche adulte, periodicamente tornano alla casa natia per il week end e non sempre da sole.
Emma e’ la più giovane, e rispetto a ciò che accade ai giorni nostri, non è la prediletta, non è quella a cui vanno le maggiori attenzioni anzi, spesso viene proprio denigrata, a differenza di Cressy, già sposatasi e sfortunatamente vedova dopo un solo anno di matrimonio.

In un andirivieni continuo tra spazi e tempi diversi, l’autrice sembra ricamare all’uncinetto un centro tavola stupendo, fatto appunto di intrecci di storie, di vite, di fatti, descritti con una attenzione, una finezza, una delicatezza ineguagliabili. Io non sono un insegnante di scrittura ma credo che chi lo fa di mestiere potrebbero attingere molto dalle capacità di E. J. Howard.
I personaggi stessi, inoltre, sembrano legati tra loro come anelli di una catena, ognuno dipende un po’ da tutti gli altri, ammiriamo un albero genealogico anomalo, fatto più che di ramificazioni, di nodi, di incroci e perché no, di abbracci. Ancora due cose belle.
La prima consiste nel farvi notare un personaggio che fa parte del coro, non è il solista, ma a me è piaciuto moltissimo: Mrs Hanwell, cuoca, governante, tuttofare anche parafulmine di fulmini non celesti.
Seconda: questo romanzo che, con abilità pregevole, racconta la vita intera di un gruppo, possiamo dire allargandoci un po’, familiare, condensandola in uno dei loro tipici week end, dall’alba del venerdì mattino alla sera della domenica, mi ha ricordato per un particolare, i telefilm di un personaggio tutt’altro che inglese, ma tedesco: l’ispettore Derrick. Ho ricordato quando da ragazzo questa serie mi appassionava perché ad ogni episodio l’assassino o malvivente che dir si voglia, faceva la sua comparsa in modo evidente e repentino, nei primi minuti della puntata, salvo poi lasciarti a bocca aperta alla fine quando, dall’ombra e come un’ombra, appariva chi non ti aspetti.

Avrete compreso quindi che in soli tre giorni accadranno molte cose, forse più di quelle accadute in una vita intera, e che E. J. Howard le racconta con passione e grazia inimitabili. Ho cercato di dirvi quanto io mi trovi bene nei luoghi di E. Jane, quanto io chiacchieri volentieri con i protagonisti delle sue storie, quanto percepisca suoni, profumi e colori che lei ci regala. Spero sia così per molti altri lettori, specie uomini. Buona lettura.

 

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