A tu per tu con…Volker Weidermann

Foto 16-05-15 16 10 47La Germania è stata il paese ospite del Salone del libro, per questo non poteva assolutamente mancare Volker Weidermann autore del noto romanzo “L’estate dell’amicizia” edito da Neri Pozza. Un libro che racconta l’amicizia tra due grandi scrittori, Joseph Roth e Stefan Zweig e della loro esiliata estate del 1936 ad Ostenda.

Perché ha deciso di raccontare le vicende degli esiliati di Ostenda?

Perché adoro moltissimo soprattutto i due protagonisti, Roth e Zweig, in particolar modo il libro che raccoglie il loro scambio epistolare di quel periodo.

Cosa ti ha affascinato così tanto di questa amicizia da arrivare addirittura a scriverne un libro?

Beh, forse il fatto che non si trattasse di un’amicizia o di un’empatia data dal fatto che svolgessero lo stesso lavoro, ma era veramente un sentimento vissuto nel proprio intimo, un’empatia straordinaria che si basa sulla vita di tutti i giorni e non dipende semplicemente dal lavoro di scrittore.

La Germania quest’anno è il paese ospite del Salone, crede che questo possa finalmente spingere i lettori verso la letteratura tedesca? C’è qualche autore che si sente di consigliare al pubblico italiano?

Sono molto contento, ovviamente, che la Germania sia il pese ospite di quest’evento così importante. In realtà ritengo sarebbe bello se ci fosse un maggiore scambio tra le varie letterature dei vari paesi in generale, non solo della Germania. La scrittrice che voglio consigliare a tutti e Katja Petrowskaja, russa di nascita, si è trasferita in Germania quando aveva diciotto anni, quindi è interessante vedere quanto si è applicata per abbattere la barriera linguistica. Ha scritto un libro molto bello che in Italia si intitola “Forse Esther”, la storia di una famiglia ebrea che viaggia e che abbraccia tutto il continente, esattamente come l’amicizia di Roth e Zweig  abbraccia un’intera epoca.

Il libro è ambientato nel 1936, da tedesco come ti sei sentito a rivivere tramite il tuo libro quegli anni che pcover (1)recedono gli orrori che purtroppo hanno caratterizzato la storia mondiale?

Questo libro rientra nella “letteratura dell’esilio” che in Germania è una porzione di letteratura estremamente importante oggi. È molto importante raccontare di quegli anni soprattutto perché gli ultimi testimoni oculari di quel periodo ormai sono morti e questo ci dice che noi siamo effettivamente i nipoti di quelli che hanno preso parte in modo attivo alla tragedia del nazismo. Occorre interrogarsi su cos’era, su cosa è stato fatto, che cosa si è perso e cosa si può fare oggi in termini di educazione per evitare le contrapposizioni ideologiche. Ormai noi non abbiamo più niente contro cui combattere, ora occorre capire il passato.

Che massaggio vuole lasciare con raccontando questa storia, in altre parole, perché la gente dovrebbe leggere questo libro?

Indipendentemente dal mio libro io credo che bisogna leggere tutto, perché se ci si crede davvero la letteratura può cambiare il mondo. Questo libro in particolare può rafforzare la convinzione che l’Europa unita deve diventare una realtà, cosa che non è oggi, e poi anche perché attraverso la lettura di questo libro si possono scoprire le opere straordinarie degli autori presenti al suo interno.

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