A tu per tu con… Isabel Harper

isabel harperIl Salone Internazionale del Libro di Torino è anche libri per bambini: il padiglione 5 è interamente dedicato ai lettori più piccoli, a cui sono dedicati un gran numero di iniziative e laboratori. Tra  questi, c’era il Cappello delle Idee di Isabel Harper, lo pseudonimo sotto cui scrivono Marco e Isabella, autori della saga fantasy Il fuoco segreto di Altea. Con il loro Cappello delle Idee sono riusciti a coinvolgere i bambini nella creazione di un nuovo eroe letterario, pieno di caratteristiche originali e molto particolari. A evento terminato siamo riusciti a fare qualche domanda a questi autori, per capire qualcosa di più sui loro lavori.

Parliamo del cappello delle idee, un’idea davvero originale: a cosa vi siete ispirati per crearla?

Marco: Ci serviva uno strumento per catalizzare l’attenzione dei bambini e cercare di convincerli e invogliarli a partecipare in caso si bloccassero per l’emozione.

Isabella: E’ collegato alle vicende del libro, in cui c’è un personaggio che si chiama Dedalus che è un artigiano che ha una sua bottega delle meraviglie. Noi diciamo ai bambini che questo cappello arriva direttamente da lui e aiuta sia noi che loro a essere creativi. Effettivamente aiuta molto, perché, visto che grazie a lui le rotelle si mettono in moto, i bambini entrano in uno spirito giocoso e si sentono molto  più coinvolti.

La scelta del genere fantasy è molto particolare, di solito i libri per bambini puntano maggiormente su storie di bambini o animali. Come mai avete puntato su questo genere?

Marco: La nostra è un’ambientazione fantasy, con forti note steampunk. Quando abbiamo iniziato a scrivere questa saga abbiamo fatto una sorta di brainstorming, come facciamo per tutti i romanzi, in cui abbiamo lasciato uscire le idee a ruota libera e abbiamo deciso che questo era il genere di storia che più si adattava alle nostre idee.

So che scrivete insieme da molti anni, ma non vi chiederò se vi capita di litigare! È nata prima la coppia o Isabel Harper?il fuoco segreto di altea

Isabella: In realtà credo che siano nate praticamente insieme! Lavoriamo insieme da moltissimi anni e già in viaggio di nozze abbiamo scritto insieme e il fatto di aver vinto alcuni premi prestigiosi come il Premio Andersen Baia delle Favole ci ha invogliato a continuare. E comunque sì, ogni tanto litighiamo e ci lanciamo in forti discussioni letterarie, ma poi troviamo sempre un compromesso! (ridono)

Oltre alla vostra iniziativa del Cappello delle idee, come si può cercare di invogliare i bambini piccoli alla lettura?

Isabella: Sicuramente non è molto semplice, anche perché dipende molto dall’età, perché anche a distanza di un anno i gusti variano moltissimo. La cosa migliore è accompagnare i bambini nella lettura già da piccoli: leggere loro delle favole prima di andare a dormire, far scegliere loro la storia; tutto questo li aiuterà, quando saranno più grandi, a ritrovarsi nella lettura.

Marco: L’importante secondo me è non forzarli nella scelta, ma accompagnarli nella scelta portandoli in libreria per far scegliere loro liberamente. Ognuno sceglierà la storia che più gli si addice, i libri ci parlano e lo faranno anche con loro.

Ho visto che nei vostri libri le illustrazioni sono molto importanti; come vi siete trovati con Silvia Bigolin?

Isabella: Silvia è stata scelta dalla nostra Casa Editrice, ma noi siamo stati molto soddisfatti, perché le sono piaciuti i nostri libri e ha colto perfettamente lo spirito della storia e quello che volevamo trasmettere ai nostri lettori.

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Sara Papetti

Anna Vivarelli, scrittrice per bambini, ha dichiarato durante una mia intervista: «Nella vita bisogna darsi una chance, non sai mai quando arriverà il libro che ti farà amare la lettura». Per me è stato così: avevo sei anni e accompagnavo mia mamma, una divoratrice di libri, in biblioteca. Ho accettato su suo consiglio “Gastone ha paura dell’acqua” della serie del “Battello a vapore” e da allora non ho mai smesso di leggere e cercare nuovi generi, nuove ispirazioni. Da appassionata di crime, solo legata ai gialli, soprattutto quelli di Camilla Lackberg, ma non rifiuto mai nessun libro, soprattutto se posso leggerlo in compagnia di un buon dolce.

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