A Tu per Tu con…Igor Sibaldi

826D67F4-8E21-4D42-95D8-DE70184FA069L’incontro con Igor Sibaldi è stato sorprendente, curioso, entusiasmante, ha generato non solo in me, ma in tutti coloro che erano seduti attorno al tavolo, sentimenti prevalentemente di gioia e di stupore per le parole che uscivano dalla sua bocca come lo scorrere di un ruscello inarrestabile, solamente solleticato dalle nostre domande, poste qua e là nel suo percorso.

L’autore è uno studioso di temi profondissimi, di temi che toccano la vita di ogni essere umano, studia le religioni, la filosofia, la psicologia del profondo, esplora i miti e i territori dell’aldilà, è una persona di grande cultura, e poi è dotato di una capacità divulgativa notevole, espressa nei suoi numerosi e diffusissimi scritti, e di una dialettica affascinante, che ti cattura e ti porta ipnoticamente a seguirlo.

Il tema del nostro incontro era forse il più grande, il tema con la F maiuscola, la felicità. Al centro del tavolo l’ultimo libro di Igor Sibaldi, intitolato Il coraggio di essere idiota, pubblicato da Mondadori. Sottotitolo: la felicità secondo Dostoevskij.

La prima domanda che allora ti nasce dentro è: Cosa ha a che fare un idiota con la felicità?
I significati che la parola idiota ha in russo e in greco sono profondamente diversi, ci è stato spiegato. Se la prima lingua con la parola idiota esprime un disprezzo fortissimo per la persona a cui è indirizzata, in greco il significato vira da tutt’altra parte: l’idiota greco è colui che sta per conto suo. Potremmo tradurre: una persona diversa. E Dostoevskij, protagonista di questo testo, è una persona profondamente diversa da tutti le altre del suo tempo, così diversa da non essere mai compresa in vita, a differenza del collega Tolstoj, diversa così tanto da essere rivalutata solo dopo la morte, come capita a molti geni. E così l’autore ha subito legato tra loro i quattro elementi portanti di questo suo nuovo lavoro: essere diverso (idiota) e mantenersi diverso, presuppone una buona dose di coraggio, e solo in questo modo, secondo Dostoevskij saremo in grado di raggiungere la desiderata felicità.

Non vi ho già svelato il colpevole, non vi ho assolutamente “spoilerato” come si dice oggi, il finale del libro, che si palesa proprio all’ultima pagina come fa’ ogni grande scrittore che si rispetti. Mi sarebbe impossibile del resto, perché come leggerete nelle prime pagine, Sibaldi ci svela che ogni grande autore letterario non ha come idea fissa, come tema fondante delle sue opere la felicità perché sappia cosa sia, ma perché non si accontenta di non 9788804675280_0_0_0_80saperlo. Non si accontenta il grande autore, non si accontentano gli studiosi come Igor Sibaldi, a differenza di ciò che Kant di fatto sosteneva: accontentarsi, proprio così, non serve essere felici, ma basta essere contenti. Il grande autore invece non vuole che tu ti accontenti, che tu desista dall’essere diverso dal mondo che c’è già. Vuole che tu lotti, che non ti rassegni, perché essere diverso, idiota, è sinonimo di felicità.

Cosa significa avere il coraggio di essere idioti?
Significa avere il coraggio di opporsi a quello che c’è già, il coraggio di produrre cose nuove. In inglese si traduce più correttamente “happyness”, la capacità di far succedere cose, di non mettere confini al far succedere cose.
Ma a me non bastava. Come ho detto all’inizio, questo incontro è apparso subito spumeggiante, generatore appunto di cose, happyness, potente, impossibile accontentarsi, e allora mi è nata dentro una nuova domanda per il nostro autore:

Come la mettiamo con coloro che in questo periodo storico sono contrari a tutto, dicono no a tutto, si lamentano di tutto, coloro per cui qualsiasi cosa è sbagliata e si sentono appunto totalmente diversi dalla massa conformista?Domanda pesante la mia, risposta, al solito, diversa e semplice la sua:
Anche quelle persone sono potenziali cercatori di felicità. Potenziali però. Cercatori veri e seri diventerebbero il giorno che smettessero di lamentarsi ed iniziassero a cercare.

Questo testo di Igor Sibaldi, che traccia un percorso chiaro, preciso, che azzarda spesso risposte inequivocabili a domande altrettanto definite, è nonostante le scelte dell’autore, una grande possibilità. E’ un grande palcoscenico, una immensa tavola rotonda dove è possibile confrontarsi con le principali concezioni filosofiche, con due autori letterari giganteschi quali Dostoevskij e il suo più giovane e più famoso collega Tolstoj, una possibilità di dare soddisfazione alla seguente considerazione:

Ci deve pur essere una soluzione diversa e migliore di un mondo in cui (come negarlo?) siamo tutti carcerati in attesa della nostra esecuzione, che ogni giorno viene rimandata.
Qual è? Leggete Il coraggio di essere idioti.

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