A tu per tu con… Giovanni Negri

In Vino Veritas“, letteralmente “nel vino è la verità”. Questa celebre frase rappresenta il cuore dell’intervista a Giovanni Negri e non perchè bisogna essere alticci per comprenderne il significato, ma proprio perchè è nel vino che si trovano le risposte a molte domande sulla sua vita e sulle sue scelte. Prima uomo politico, poi produttore di vino ed infine scrittore, Giovanni Negri si è rivelato essere una persona estramente schietta, e dall’alto della sua esperienza sicura di sè, simpatica e con un pizzico di sarcasmo che non guasta mai. 

Come nasce l’idea di scrivere dopo la carriera politica?

Con il termine della mia carriera politica, ho chiuso con quel mondo, soprattutto perché a parer mio “si è interrotta la politica”. Mi sono dedicato quindi all’attività famigliare di produzione di vino, che erroneamente consideravo un mondo noioso e poco ricco di stimoli. Scrivere, dunque, nasce come un’esigenza di salvezza da questo pregiudizio. Ho iniziato le prime pubblicazioni per Piemme con libri sui vini. In seguito Einaudi Stile Libero mi ha contattato per chiedermi se avessi in mente di scrivere un romanzo e così ho iniziato questo percorso.

Alcuni sommelier ed esperti del settore vinicolo sostengono che nei suoi libri lei trasporti la sua vita e le dia poi un tocco romanzato. Cosa ne pensa di questa affermazione?

Sicuramente riverso nei miei libri sensazioni, atteggiamenti e vicende che vivo quotidianamente ed i miei personaggi crescono con il passare del romanzo. Per dare la possibilità a tutti di conoscere il mondo vinicolo, ho creato il commissario Cosulich, come <<ignorante del settore>>, che si affianca ad un universo per lui sconosciuto e piano piano diventa sempre più sensibile a determinati aspetti. Io però ho poca affinità con lui.

Quanto c’è di vero e quanto c’è di inventato nei suoi libri?

Termino sempre i libri con una piccola parte chiamata il vero, il falso, il verosimile proprio perché prendo spunto dalla realtà, anzi dalla mia realtà. I personaggi sono fortemente verosimili ed “ogni riferimento a cose o persone non è puramente casuale“. Per uno dei miei personaggi, potrei citare almeno tre nomi e cognomi reali. Certamente il forte legame tra vino e cristianità e il fenomeno del surriscaldamento terrestre sono aspetti veri ed ormai conosciuti.

Dalla sua scrittura emerge chiaramente un forte apprezzamento per le donne. Vero o Falso?

Vero, anzi verissimo. Sono molto sensibile all’aspetto della donna come creatura indipendente. L’essere “femmina” per me è un mistero. Non a caso le parole Luna, Terra e Mare (in francese la mer) sono femminili. Credo nella bellezza femminile come un mistero, come qualcosa di inafferrabile come un felino.

Se i suoi romanzi sono legati alle sue vigne, dopo Montalcino e la Franciacorta dove vorrà ambientare il prossimo libro (se ne vorrà scrivere un altro)?

Sto allargando i miei orizzonti. Il prossimo libro che sto già scrivendo avrà come oggetto il tartufo e dunque sarà ambientato in Piemonte, specialmente ad Alba. Sono rimasto ispirato da un film che ho visto di recente e sto sfruttando l’idea dell’odore come causa per uccidere.

Se dovesse scegliere in quale attività ha trovato più soddisfazione personale ed economica cosa sceglierebbe: politica, produzione di vini o scrittura?

Come soddisfazione personale sicuramente scelgo a pari merito scrittura e politica ed in fondo il vino. La motivazione è legata al mio carattere ed al rapporto che ho con la vita: mi piace essere non solo attivo, ma anche proattivo. Come soddisfazione economica non c’è partita: produrre vino corrisponde al 95% dei miei introiti, visto che sono stato un politico onesto e, come si sa, la scrittura non è sempre ripagata a dovere. Tuttavia sono felice perché i miei libri sono stati tradotti in spagnolo ed ora verranno tradotti anche in tedesco.

Cosa consiglierebbe a tre giovani che volessero avvicinarsi oggi a questi tre mondi così apparentemente distanti tra loro?

Certamente per la politica e la scrittura consiglierei di andare all’estero. In Italia non c’è spazio e non c’è mercato soprattutto. Per quanto riguarda il vino, invece, suggerirei di avvicinarsi all’agricoltura, rapportandosi in modo valorizzato con la terra. “Ricominciare non significa tornare indietro”.

Ovviamente il mio consiglio più grande è quello di inseguire un sogno, ma in modo intelligente. Se uno si accorge che la strada non porta da nessuna parte, è meglio fermarsi. Infine di fare attenzione che non è sempre oro quello che luccica e di non farsi ingolosire con cifre assurde e falsi rating, soprattutto senza esperienza e consapevolezza di quello che si sta facendo. 

Con questa intervista ha la possibilità di lanciare un messaggio ai suoi lettori, cosa vorrebbe dire loro?

Spero che si approdi di nuovo sia alla lettura, sia alla letteratura dei classici. “Scrivere e viaggiare senza l’ingombro di un bagaglio”. Basta con i finti intellettuali. Il genio rimane nell’idea che porta il lettore a sognare, anche da una soffitta impolverata.

Leggi anche la recensione di “Prendete e bevetene tutti” di Giovanni Negri 

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