A tu per tu con… Giovanni Bignami

Il Professor Giovanni Bignami, astrofisico di fama mondiale, accademico linceo e membro dell’Accademia di Francia, crede nel progresso, nella ricerca e nel futuro. Ottimista per indole, curioso per natura e professione, ci parla del suo libro Cosa resta da scoprire, edito da Mondadori. http://www.cosarestadascoprire.it/

Professore, nel suo libro, Cosa resta da scoprire, lei individua un metronomo d’eccezione: la cometa di Halley. Ci spieghi questa scelta.

La cometa di Halley è uno dei protagonisti della nostra storia. Per millenni l’uomo l’ha vista passare ogni 76 anni, e per millenni essa ha potuto osservare la terra. E’ stata dipinta da Giotto nel 1301, compare in uno degli arazzi di Bayeux rappresentante la battaglia di Hastings del 1066 e per la prima volta siamo riusciti a fotografarla nel 1910, un grandissimo passo avanti. La ritroveremo ancora nel 2062 e per questo mi è sembrato naturale chiedermi come sarà il mondo quando comparirà di nuovo, tra cinquant’anni.

Un altro dei protagonisti è invece un personaggio letterario, preso in prestito da Calvino.

Sì, si tratta del palindromico signor Qfwfq, vecchio quanto l’universo. Di questo alieno Calvino ci dice poco, sappiamo che è bizzarro e conosce molte cose…infatti il libro lo scrive lui! Io mi lascio guidare dal signor Qfwfq nel gioco della previsione, ben sapendo che prevedere è un esercizio che aiuta e indirizza oggi la nostra ricerca per il futuro.

Qual è il suo rapporto con la letteratura? Quali autori predilige?

Potrei citarne moltissimi…ho passato la mia vita a leggere libri. Dico, per indicare solo alcuni autori tra i miei preferiti, Tolstoj, Calvino, Flaubert. Bhe, naturalmente Jules Verne.

Torniamo al libro: all’inizio individua le 10 scoperte che hanno cambiato l’ultimo secolo, mentre nell’ultimo capitolo elenca le dieci scoperte ancora da fare che cambieranno il nostro futuro. In entrambi i casi, c’è n’è una che emerge e che considera fondamentale?

Questa è una domanda molto difficile, direi a carattere soggettivo. Cos’ha cambiato di più la vita di uomini e donne, la penicillina o la lavatrice? Personalmente dico l’energia nucleare. Per quanto riguarda il futuro, penso che la carnicoltura o la possibilità di costruire cibo in laboratorio possa essere rivoluzionario, garantendo cibo sicuro, sano, economico ed ecologico…un cambiamento per la nostra civiltà pari a quello della scoperta dell’agricoltura.

Nel suo libro dice: “bisogna lasciarsi dei sogni per il futuro”. Quali sono i suoi, almeno nel campo della ricerca?

I sogni sono tanti. Di certo bisogna distinguere la situazione italiana da quella del resto del mondo: sappiamo che la ricerca in Italia è in difficoltà, per motivi che vanno dalla politica, all’economia, alla società. Per il nostro futuro mi auguro in ogni caso un governo globale più attento alla ricerca, rivolto al progresso senza oscurantismi.

Dal libro emerge un profondo ottimismo: quello che ci aspetta nel 2062 sarà un mondo migliore?

Sì, sono ottimista. Basta in effetti fare il processo all’inverso per accorgerci che la qualità della vita del 1962 è stata migliore di quella del1862, e così via…e con qualità della vita intendo una serie di elementi, dalla salute, all’istruzione, alla durata della vita. Tutti parametri che aumenteranno e miglioreranno nei prossimi anni.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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