L’ermellino di porpora – Pierre Borromée

Titolo: L'ermellino di porpora
Autore: Borromée Pierre
Genere: Giallo & Thriller
Traduttore: Valentina Pasquali
Pagine: 260
Prezzo: 10.00 €

“Non lei, non lei, era un’ingiustizia troppo grande. Chiunque altro ma non lei. Era la più generosa, la più innocente. Prostrato e in preda ai sensi di colpa, si malediceva per non aver insistito, la sera prima, quando l’aveva riaccompagnata a casa. E’ colpa mia. Se fossi riuscito a trattenerla non sarebbe morta. Non ho insistito per il timore di sembrare in opportuno. Non ho osato. Ma si muore per non osare. E lei è morta.”

Un omicidio come tanti altri. Una donna trovata morta in casa sua, la moglie bella e apparentemente felice di un avvocato benestante e rispettato. Un avvocato che è anche l’imputato più comodo, il più scontato. Crimine passionale nel nome di una cognata che aveva amato da ragazzo e alla quale ancora scriveva. Tesi avvalorata, tra l’altro, dal fatto che la vittima era ancora vergine. Eppure l’ispettore Baudry e l’avvocato Dornier non apprezzano la fretta del giudice di trovare un colpevole, non sono persuasi e convinti da questa soluzione semplicistica.

Non bastano una trama promettente e la fluidità elegante della scrittura francese a salvare questo romanzo, purtroppo. L’ermellino di porpora, che si annuncia ottimamente come un buon thriller ambientato tra le toghe dell’avvocatura, perde rapidamente colpi man mano che ci si inoltra nella trama.

Una vittima vergine dopo anni di matrimonio. Un’amante con il volto sfigurato. Una giovane avvocatessa innamorata del suo capo. Tutte ottime idee che vengono abbandonate in favore del buon vecchio serial killer… che poi ci sarà o non ci sarà? Questo io non lo posso svelare.

Il  punto debole di questo romanzo, oltre alle tracce abbandonate al loro destino, sono i personaggi privi di qualsivoglia spessore. Il commisario, i vari avvocati, il giudice… si confondono tutti e si fatica a ricordare i loro nomi, a distinguerli l’uno dall’altro. Unica eccezione, la giovane Marie Christine Luce, avvocato da poco tempo e dall’aspetto insignificante, ma dotata di un’introspezione psicologica che agli altri manca del tutto.

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