Data di pubbl.: 2026
Pagine: 204
Prezzo: € 17,90
Sara Cordella è perito consulente in materia grafologica giudiziaria e docente di grafologia.
Per Aliberti, insieme a Pierdomenico Corte Ruggiero, ha scritto La linea oscura, Stragi, trame e segreti narrati dalla grafologia, un libro che ricostruisce i più torbidi misteri italiani legati alla strategia della tensione e altri casi importanti come la misteriosa scomparsa di Emanuela Orlandi analizzando la calligrafia dei protagonisti.
Gli anni bui della Repubblica letti e interpretati attraverso la scrittura di chi è stato direttamente coinvolto perché l’autrice ci dice che la grafologia è l’arte di saper scattare una fotografia all’anima della persona, utilizzando la scrittura come pellicola, al posto della luce. Questa macchina fotografica molto speciale, invece di catturare il volto, immortala personaggi interiori, emozioni, volontà e le dinamiche più profonde dell’animo umano.
Nella grafia di Berlusconi non ci sono mezze misure. Le lettere sono ampie, ariose, sembrano voler oltrepassare i limiti del foglio. È la grafia di chi, come Silvio giovane, vuole credere in sé stesso e non restare a guardare.
Cordella analizza anche la scrittura di Mino Pecorelli, il direttore di OP e giornalista scomodo ai potenti assassinato a Roma il 20 marzo 1979. «Certamente la grafia di Pecorelli non ha fronzoli. È chiara, sempre leggibile, priva di tratti di oscurità. “Complessa ma ben definibile”. Mancano totalmente segni grafologici di menzogna, di omissione, di manipolazione. Mancano tratti di ampollosità e di amplificazione della parola».
Di Licio Gelli, il burattinaio criminale e padrone della Loggia P2, Sara Cordella leggendo e interpretando la sua grafia afferma che i segni fanno intravedere un pifferaio magico, un uomo che più che muoverli, utilizzava i fili come collegamenti, tra persone, conoscenze, contatti.
Questi sono alcuni dei nomi che la grafologa passa in rassegna nel suo racconto storico degli anni terribili in cui il nostro Paese è stato funestato dalla violenza inaudita di trame oscure, depistaggi, strategie della tensione, anni di piombo.
Cordella ricostruisce appunto la linea oscura della notte della Repubblica: caso Moro, la strage di Piazza Fontana, la pista nera che serpeggia ovunque dalla strage di Bologna alla Loggia P2, la strage di Capaci.
L’autrice, inseguendo ogni giorno la promessa racchiusa in una firma o in una parola, certa che dietro ogni tratto si cela il mistero più affascinante dell’essere umano, nel suo libro racconta anche dal punto di vista della Storia uno dei periodi più torbidi del nostro Paese straziato e inquieto che oggi deve ancora fare i conti con i fantasmi e segreti del tempo.
La linea oscura, scrive Pino Nazio nella prefazione – diventa la bussola che aiuta a trovare la rotta giusta per svelare stragi, trame e segreti. Dietro a questa ragnatela dell’orrore ci sono stati uomini che si sono distinti per ferocia, altri che sono stati campioni di coraggio. Su questi uomini che si concentra il lavoro della grafologa, perché la grafologia ci mostra che scrivere è come dipingere il proprio segreto su una tela di carta: ogni grafema è un’impronta digitale dell’anima, ogni curva una piega dell’animo.
Sara Cordella con grande competenza e autenticità racconta la nostra Repubblica che muore ignominiosamente, per dirla con i versi pungenti di Mario Luzi, adesso che l’udienza è tolta.

