Nessuno – Gianni La Corte
Torino, 2024. Martino Falconi, giornalista e creatore della testata Metropolis, vive e scrive perché verità e giustizia siano rispettate e soprattutto conosciute dai suoi innumerevoli lettori, ma l’assoluzione di alcuni componenti di spicco del clan mafioso dei Montanari è per lui una terribile sconfitta. Da tre anni, per colpa di quella indagine, Martino vive sotto scorta e ora la minaccia Montanari si fa ancora più pesante. Il suo lavoro, per quanto amato, ha ridotto la sua esistenza a un carcere allontanando da lui persino la compagna Laura, stanca di minacce e pericoli. Martino se ne lamenta con Eleonora Giglio, la sua psicoterapeuta, una donna giovane, bella e intelligente per la quale l’uomo avverte sentimenti forti e inesprimibili visto il loro rapporto. Non è solo il suo lavoro a tormentarlo, ma il ricordo di un’estate del 1999, nel paese di Tredenti nel pinerolese, un’estate iniziata nel migliore dei modi e proseguita nel peggiore. Martino ricorda gli amici amati e in parte perduti: Giovanni, figlio di Paride Corsini, capo del locale comando di polizia; Samuele Cena, figlio del bibliotecario Arturo; l’incantevole Zoe, figlia del sindaco e passione sia sua che di Samuele; e persino il tristo Dario, figlio del vetraio, bullo del liceo e loro tormentatore. L’arrivo dal Mali della famiglia Konè e la cattiva accoglienza ricevuta dai paesani per ignoranza, razzismo, paura del diverso. Non è stato così per tutti, certo, e di sicuro non per il giovanissimo Martino che proprio in quella occasione ha scoperto la sua vocazione al giornalismo e l’ha poi seguita ricalcando le orme di suo padre morto qualche tempo prima. Martino ricorda anche il compagno di sua madre, Cosimo, un uomo orribile e ritenuto il primo colpevole di quanto accaduto proprio in quell’estate del 1999. Ma la tragedia che si è compiuta allora si è anche conclusa in quei giorni?
Forse no. Dai meandri del web, infatti, in quel 2024 si fa strada una figura oscura e misteriosa, un abile e crudele manipolatore e maestro di deepfake. La sua prima vittima è il giornalista Mario Retina, sedato, rapito e poi ricattato con un falso video in cui risulta essere un efferato pedofilo fino a costringerlo a impiccarsi. A sospettare uno staging di fronte al cadavere trovato sull’argine del Po è il commissario di colore Sunday Taiwo oltre a scoprire che l’uomo che appare nel video incriminato non può essere Retina. Subito dopo sparisce Diego Montanari, figlio del boss Domenico. Anche su di lui appare un video in cui il misterioso personaggio si presenta con una maschera sul volto inneggiando alla mancanza di giustizia nel nostro Paese e come lui stesso abbia intenzione di pareggiare i conti. I suoi follower crescono, Taiwo e il suo capo Rolfo sono sconvolti quando colui che ormai chiamano Nessuno si toglie la maschera e mostra il viso di Martino Falconi. Non può essere lui, ma in molti ci credono incluso Domenico Montanari che architetta una terribile vendetta. Ma come si legano tutti questi accadimenti a quell’estate del 1999? Al tempo, fu davvero fatta giustizia?
Un colpo di scena dopo l’altro i protagonisti della vicenda si vedono costretti a tornare a Tredenti dove oggi a capo della polizia c’è Giovanni Corsini coadiuvato dalla poliziotta Sara Colli, per cercare di far luce non solo sul presente, ma sui molti, troppi misteri del passato. Tutti, tra i sopravvissuti e persino tra i morti, hanno un segreto inconfessabile, hanno svolto un ruolo che non gli competeva, hanno tradito e ingannato, chi in piccola, chi in massima parte. Tutti, inoltre, hanno qualcosa da nascondere o di cui non vogliono parlare. E intanto Nessuno imperversa, manipola il suo pubblico di follower creduloni e confonde le acque dell’indagine. Chi si cela dietro quella maschera? Per i lettori, garantito il fiato sospeso fino alle ultime pagine.
Gianni La Corte ci trascina in un mulinello di ipotesi e supposizioni, ci immerge in un vortice di scenari apocalittici che suonano come l’ennesimo ammonimento contro i danni che il mancato controllo delle informazioni acquisite in rete può provocare. Ci avverte, infine, come la manipolazione della realtà grazie ai mezzi, oggi a disposizione di tutti, possa generare immani disastri, rovinare vite innocenti. Ma, alla fine, non era così anche in un recente passato? Bugie, menzogne e verità negate sono sempre state il cibo dell’ignoranza, come lo è stata la confusione fra giustizia e vendetta. Un thriller ben costruito e di sicuro impatto.


