Data di pubbl.: 2026
Traduttore: Mia Lecomte
Pagine: 151
Prezzo: € 15,00
Blaise Cendrars è uno degli scrittori più geniali del Novecento. È stato un giramondo apolide e solitario. Nelle sue opere ha raccontato se stesso e la sua inquietudine.
Scrittore ribelle e dissoluto non ha mai creduto a niente e soprattutto non ha mai preso sul serio la sua vita e i suoi libri. Proprio per questo motivo è stato un grande scrittore. Dovremmo leggerlo di più e scoprire la sua eclettica irriverenza.
Nei suoi romanzi Cendrars si presenta al lettore con tutto il suo carico di disperazione e inquietudine, raccontando tutto se stesso senza risparmiare nessun dettaglio.
Scrivere (e vivere) per il nostro autore è un duro mestiere. In certo senso la sua vita (intensa, difficile e girovaga) Cendrars l’ha raccontata attraverso i suoi libri e i suoi deliri di «grande belva umana».
Poco si conosce in Italia la poesia di Cendrars. Adesso da Interno poesia, nella collana Interno Novecento, esce per la prima volta Kodak, un’opera pubblicata nel 1924.
Lo scrittore francese rompe con la tradizione e con questo libro inventa un modo nuovo di fare e scrivere poesia: ispirandosi alla filosofia visiva delle foto istantanee Cendrars monta come sequenze la realtà, la monta, la smonta, la ricompone, trovando il punctum nell’adesione al vero che racconta e focalizza nei versi.
«La poesia – immagine –documentario – scrive Mia Lecomte nel saggio introduttivo – qui è realizzata grazie all’arte di catturare l’istante tramite una tecnica di découpage da una struttura narrativa preesistente, trattata alla stregua di un composto di partenza, basico, realtà allo stato bruto e proprio per questo già impregnata di poesia».
Poesia senza enfasi e lirismi con cui Cendrars, nomade e sperimentatore, abolisce l’io lirico e fa parlare le cose attraverso la realtà, coglie l’”instabile in equilibrio” dello stare al mondo.
La poesia diventa per lui l’obiettivo fotografico per ascoltare il mondo nella sua crudezza.
Kodak ha un linguaggio fotografico e cinematografico è il poeta Cendrars sta dietro l’obiettivo per immortalare tutti gli istanti che accadono, fotografare così come la vede la realtà con tutte le sue nefandezze.
Questa è l’opera visionaria di uno scrittore che con la sua scrittura ha aperto la via a una modernità radicale.
Mia Lecomte scrive che l’intera vita – scrittura di Blaise Cendrars è una mirabolante arte della fuga.
Kodak è un album di istantanee verbali, il modo con cui Blaise Cendrars scompare e fugge dall’impermanenza della realtà che resta imprigionata in una successione di scatti poetici. Fotogrammi che documentano nella sua terribile essenza il film del mondo, che è una mappa dell’estinzione dove tutto ha inizio e ogni cosa finisce.

