101 modi per interpretare la tua scrittura e quella degli altri – Francesco Rende

Titolo: 101 modi per interpretare la tua scrittura e quella degli altri
Autore: Rende Francesco
Data di pubbl.: 2011
Casa Editrice: Newton Compton edizioni
Genere: Guida
Pagine: 288
Prezzo: 9.90

Tra i diversi tipi di scrittura:

Lenta: chi va piano non va lontano
Impaziente: chi fa in fretta fa due volte
Dinamica: chi si ferma è perduto
Grossa: scarpe grosse e cervello fino
Curva: l’accoglienza delle forme
Angolosa: un carattere spigoloso
Secca: stretto di mano, stretto di cuore
Scattante: il saltellante ritmo della vita
Spavalda: chi si loda s’imbroda
Minuziosa: il diavolo si nasconde nei dettagli
Pendente: attrazione fatale
Disordinata: l’ordine è la virtù dei mediocri
Aggrovigliata: un gomitolo di emozioni

Se partiamo dal presupposto che le persone non siano sempre le migliori giudici di se stesse, e che ciascuno di noi può essere in realtà diverso da ciò che sembra, si capisce l’importanza di uno studio dell’essere umano che non si fermi alla superficie e all’apparenza.

A chi non piacerebbe scoprire di avere la stessa scrittura di Lady D. o di Oscar Wilde? In realtà nella scrittura si nasconde molto di ognuno di noi, emergono sfumature e caratteristiche facilmente interpretabili.. . per chi lo sa fare!
Francesco Renda è uno di loro, un perito grafologo di professione. Il suo libro è sicuramente molto intrigante, suscita attenzione immediata, tutti sono curiosi di scoprire qualcosa in più su se stessi o sugli altri, questa è una buona occasione per affinare la tecnica.
E’ suddiviso per punti (101 appunto), ognuno dei quali presenta uno stile differente di scrittura, le sue caratteristiche e un esempio grafico per chiarire il tipo di grafia (alcuni di questi esempi sono tratti di lettere o messaggi di importanti personaggi della storia, da Hitler a Crispi, da Ada Negri a Virginia Woolf).
E’ una lettura piuttosto leggera e vivace, anche se credo che sia uno di quei libri che risultano più interessanti se letti saltando da un capitolo all’altro, seguendo i titoli dei punti a seconda delle caratteristiche che riconosciamo più familiari.
L’unico lato negativo è che alla fine del libro non ci si sente dei futuri grafologi, perchè è tutto più complicato di come possa sembrare; l’entusiasmo iniziale si affievolisce quando ci si rende conto che, pur avendo acquisito qualche conoscenza più approfondita, si può riuscire al massimo a riconoscere i diversi tipi di scrittura senza neanche lontanamente riuscire a ricavarne un minimo di analisi caratteriale.

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