Un cigno selvatico – Michael Cunningham

Titolo: Un cigno selvatico
Autore: Michael Cunningham
Data di pubbl.: 2016
Casa Editrice: La nave di Teseo
Traduttore: Carlo Prosperi
Pagine: 150
Prezzo: 18,00

Che nel mondo delle fiabe non fosse tutto rose e fiori lo avevamo capito fin da bambini. A bellissime fanciulle innamorate e principi coraggiosi pronti a salvarle, hanno sempre fatto da contraltare perfide matrigne, streghe maligne, orchi spaventosi e folletti birichini. Ogni fiaba ha un lato oscuro, a volte un velo sottile, altre volte un segno più deciso, ma in ogni caso, l’innocenza e la spensieratezza non regnano sempre incontrastate.

Michael Cunningham, tuttavia, con il suo Un cigno selvatico esplora ancora più nel profondo gli aspetti tetri delle fiabe, riproponendo in chiave oscura i classici protagonisti, dei quali riesce a mostrare un aspetto completamente diverso, scoprendone debolezze e perversioni. E così, Hansel e Gretel diventano due teppisti violenti e senza freni, il principe ritiene Biancaneve molto più eccitante da morta e la Bella rimpiange la Bestia, ora che si ritrova a vivere con un ragazzo così ordinario…

Dieci favole dark, o meglio dieci anti-favole, splendidamente illustrate da Yuko Shimizu, ricche di umorismo e venate da quel tocco di cinismo tipico delle fiabe popolari, dieci racconti che si rivelano essere molto attuali, anche grazie all’ambientazioni atemporale nella quale l’antico incontra il moderno. Una raccolta interessante e originale, ricca di sfumature, finemente delineata dallo stile impeccabile ed elegante che ci ricorda, ancora una volta, che Michael Cunnigham è uno degli autori più interessanti dei nostri tempi.

«La gran parte di noi non corre rischi. Se non siete un sogno delirante nel sonno degli dei, se la vostra bellezza non turba le costellazioni, nessuno vi lancerà un incantesimo». (p. 11) Dentro ogni favola, precisa Cunningam nell’introduzione, non a caso intitolata Dis-Incanto, c’è un non-protagonista, qualcuno che non è interessante da raccontare e che proprio per questo soffre, roso dall’invidia, e può diventare pericoloso, finendo per acquistare l’importanza, nella trama di una storia, che hanno i veri protagonisti.

Queste fiabe mettono in mostra il lato più perverso e oscuro dei protagonisti, e ci mostrano i peggiori aspetti della società nella quale viviamo, tutta l’impotenza, la bassezza e la viltà di cui siamo capaci. Sì, l’autore parla di tutti noi, di quando la nostra parte peggiore, quella più meschina e nera rischia di prendere il sopravvento su tutto il resto, rendendoci invidiosi, arrabbiati e gretti, capaci di gioie segretamente delle sofferenze altrui. E, decisamente, per nulla “felici e contenti”.

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Chiara Barra

Se dovessi partire per un’isola deserta, e potessi portare con me soltanto un libro...sarebbe un’ardua impresa! Come immaginare la vita senza il mistero di Agatha Christie, la complessità di Milan Kundera, la passione di Irène Nemirovsky, l’amarezza di Gianrico Carofiglio, il calore di Gabriel Garcia Marquez, la leggerezza di Sophie Kinsella (eh sì, leggo proprio di tutto, io!). Ho iniziato con “Mi racconti una storia?” e così ho conosciuto le fiabe, sono cresciuta con i romanzi per ragazzi che mi tenevano compagnia, mi sono perdutamente innamorata dei classici...che ho tradito per i contemporanei (ma il primo amore non si scorda mai)!

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