“Sistema-Dettmer”: dona nuova vita ai vecchi mezzi di comunicazione

brian-dettmerSono questi gli ultimi giorni per poter ammirare le opere di Brian Dettmer, artista americano, classe 1974.
La sua prima mostra personale, in territorio italiano, prende il nome “Dieci anni di libri scolpiti”, e permette, fino al 14 settembre, di visionare il meglio della produzione artistica di Dettmer dal 2003 al 2013.

Come luogo di esposizione è stata scelta la sede della Fondazione Culturale Geiger a Cecina e sono circa 25 le opere selezionate, tutte di matrice americana, e tutte portatrici della sperimentazione e dell’innovazione che rendono unica l’arte di Dettmer.

Inoltre, è stato allestito uno spazio, all’interno della sala espositiva, dove viene proiettato un docu-film contenente un’intervista inedita, girata in Italia, in cui l’artista illustra i punti cardine della filosofia che sta dietro il suo operato.

Science-in-the-Twent510681Il direttore artistico della fondazione toscana, Alessandro Schiavetti, che ha curato l’intera mostra, descrive così il lavoro e il pensiero di Brian Dettmer: Dettmer lavora coi libri, come sapete. Libri di un certo tipo, grandi volumi destinati al macero come enciclopedie e dizionari, volumi di medicina, atlanti. Materiali inaggiornabili per la loro natura finita: nella loro atipica evoluzione ricevono dall’artista una via, una speranza, trasformata in vita eterna. La trasformazione dell’oggetto da macero in opera d’arte in un periodo in cui il multimediale come canale genuflette con coercizione quasi ogni tipologia di cartaceo. Dettmer rivoluziona il percorso, innescando in ogni opera un nuovo sistema di informazioni che si intrecciano grazie a “scanalature” ineccepibili e innovative creando un nuovo linguaggio, un vero e proprio codex che definisco “Sistema-Dettmer”.
Come detto ne esce uno spettacolare capolavoro unico nel suo genere di forma e messaggio. Ogni opera sublima il passaggio da contenente a contenuto e viceversa ed esplode in un multiforme intrigo di canali, solchi e incisioni cromatiche dove il profumo della carta si mantiene inalterato.”

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