Novità in uscita dal 26 ottobre al 1 novembre

ROMANZI

unnamed (9)Viola è una trentenne come tante, della vera storia di suo padre Oliviero e del rapporto fallimentare dei suoi genitori non sa quasi nulla. Come tanti figli di divorziati della sua generazione, ha la sensazione di aver attraversato la vita come un reduce di guerra, come se le fosse mancato un arto. Ha sempre subito il fascino del padre scultore, ma con la sua lontananza ha anche ereditato la paura dell’abbandono e non vuole più concedergli attenuanti. Ha deciso di chiudere una porta lasciata per troppo tempo aperta, e di tenerlo lontano.
Oliviero si ripresenta dopo molti anni di assenza per tornare nel suo paese d’origine a risolvere una questione molto importante; le chiede di accompagnarlo perché sente di avere un unico grande rimpianto: quello di non essere mai stato sincero con la propria figlia. Viola non riesce a resistergli e decide di seguirlo, sente di dover andare con lui.
In questo viaggio conoscerà la verità su suo padre, sul suo rapporto ossessivo con la luce, su cosa si nasconda dietro l’assenza di colore delle sue opere. Ma conoscerà anche la sua terra d’origine, le leggende che nascono intorno al monte Sibilla, le storie delle antiche civiltà sibilline e delle donne che appartengono visceralmente a quei luoghi. Come nonna Antina, la “conciaossa” di Rocca, o Eufrasia, un’anziana sibilla che custodisce la magia di quelle terre.
“Se chiudo gli occhi” di Simona Sparaco, Giunti Editore.

9788811687283_biglietto_signorinaAlla stazione ferroviaria di Varenna, a pochi chilometri da Bellano, c’è trambusto. Il capotreno Ermete Licuti è sceso dal convoglio scortando una passeggera pizzicata senza biglietto. E senza un quattrino per pagare la multa. Fa intendere che arriva da Milano, che vuole andare a Bellano, ma non parla bene l’italiano, e capire cosa vuole è un bel busillis. Ligio alle norme, il capotreno non sente ragioni e consegna la ragazza al capostazione, Amilcare Mezzanotti, che protesta vivace. Il regolamento però è chiaro, la faccenda tocca a lui sbrogliarla. E così adesso il povero capostazione si trova lì, nel suo ufficetto, con davanti Marta Bisovich. Bella, scura di carnagione, capelli corvini, dentatura perfetta, origini forse triestine, esotica e selvatica da togliere il fiato. Siamo nel giugno del 1949, e sul lago di Como, in quel di Bellano, tira un’aria effervescente di novità. Ci sono in ballo le elezioni del nuovo sindaco, e le varie fazioni si stanno organizzando per la sfida nelle urne. Su tutte, la Dc, fresca dei clamorosi successi alle politiche del ’48, attraversata ora da lotte intestine orchestrate dall’attuale vicesindaco Amedeo Torelli, che aspira alla massima carica ed è disposto a giocare tutte le sue carte, lecite e anche no. La bella e conturbante Marta, invece, ha altre aspirazioni. Le basterebbe intanto trovare un posto dove poter ricominciare a vivere, e questo è il motivo per cui ha deciso di puntare le sue ultime chance sulla ruota di Bellano, dove certe conoscenze non sono nelle condizioni di negarle l’aiuto di cui ha bisogno. Biglietto, signorina – storia apparsa in una prima versione nel 2001 con il titolo L’aria del lago nell’omonima raccolta, e qui interamente reinventata, riscritta e ampliata – ci porta nel bel mezzo dell’Italia della ricostruzione, alle prese con la ritrovata libertà. In un paese che fatica a risollevarsi dalle macerie della guerra, ognuno tenta la sorte per imbastire il proprio futuro.
“Biglietto, signorina” di Andrea Vitali, Garzanti Libri.

SAGGI

la storia ufficialeSe il passato è il prologo, allora l’opera primaria di George R.R. Martin – la più innovativa e formidabile saga fantasy del nostro tempo – necessita di una introduzione ugualmente formidabile. E alla fine, eccola: Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco. Questo volume, riccamente illustrato da oltre centosettanta tavole originali a colori, è la storia completa dei Sette Regni, incentrata sulla vivida ricostruzione delle epiche battaglie, delle brutali rivalità e delle temerarie ribellioni che hanno condotto agli eventi narrati ne «Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco» e nella serie HBO «Game of Thrones». In una collaborazione durata interi anni, George R.R. Martin ha coniugato il proprio lavoro con quello di Elio M. Garcia Jr. e Linda Antonssen, fondatori del celebre sito web westeros.org, forse le uniche due persone che di questo mondo fantastico hanno una conoscenza approfondita quanto quella del suo stesso eccezionale creatore. Racchiuse in questo testo si sovrappongono conoscenze accumulate, speculazioni accademiche e leggende popolari tramandate da maestri e septon, negromanti e cantastorie. È una cronaca che si dipana dal Tempo dell’Alba all’Età degli Eroi, dalla venuta dei primi uomini all’arrivo di Aegon il Conquistatore, dall’ascesa di Aegon stesso al Trono di Spade fino alla Ribellione di Robert e alla susseguente caduta di Aerys II Targaryen, il Re Folle, l’evento che ha messo in movimento le lotte «di oggi» tra Stark, Lannister, Baratheon e Targaryen. Fondamentale opera di sostegno per l’intero, ipnotico universo concepito da George R.R. Martin, Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco è la prova provata che la penna è davvero più poderosa di una tempesta di spade.
“La storia ufficiale di Westeros e del Trono di Spade” di George R.R. Martin, Mondadori.

il mio breviarioGiorno dopo giorno, un anno con le parole di Papa Francesco.
“Il mio breviario” di Papa Francesco, Mondadori.

nazisti

Com’è stato possibile che tanti criminali nazisti siano fuggiti dall’Europa dopo la seconda guerra mondiale? La loro scomparsa ha alimentato le ipotesi più fantasiose, a partire dall’idea che lo stesso Hitler fosse scappato con un sommergibile rifugiandosi in Patagonia. Arrigo Petacco ricostruisce le reali vicende di questi terribili aguzzini attraverso un racconto ricco di sorprendenti e poco noti retroscena. La loro fuga, pianificata fin dalle ultime fasi del conflitto, fu favorita dalla guerra fredda che indusse le potenze occidentali a chiudere in fretta i conti con il passato. In un groviglio di inconfessabili interessi che coinvolgeva la Cia e il Vaticano, ebbero un ruolo centrale alti prelati come il «vescovo nero», l’austriaco Alois Hudal, già uomo di fiducia del Führer. Grazie a queste protezioni e a un’efficiente organizzazione clandestina denominata «Odessa», numerosi scherani del Reich, mimetizzati in un improbabile saio francescano, imboccarono un tortuoso percorso attraverso l’Italia, detto Ratline, «via dei topi», o «via dei monasteri» perché ricevevano asilo nei conventi, per raggiungere Genova. Da lì, provvisti dalla Caritas di passaporti rilasciati dalla Croce Rossa, potevano agevolmente imbarcarsi verso destinazioni lontane. Molti trovarono ospitalità in Sudamerica, in particolare nella compiacente Argentina di Perón, ma anche i Paesi arabi, come la Siria, nel segno del comune odio antiebraico aprirono le porte ai macellai del nazismo. Oltre a parlare dei criminali più famosi, come Adolf Eichmann e Josef Mengele, l’«Angelo della Morte» di Auschwitz, autore di abominevoli esperimenti sui gemelli, Petacco si pone sulle tracce di personaggi solo apparentemente «minori», in realtà responsabili dello sterminio di centinaia di migliaia di persone, che godettero di lunga impunità in terra straniera, come Alois Brunner, un nazista «mezzosangue», implacabile nei rastrellamenti, che presentò con subdolo cinismo alla stampa e all’opinione pubblica il campo di Theresienstadt come un villaggio modello abitato da ebrei «felici», o Franz Stangl, il comandante di Treblinka che camuffò il lager da stazione ferroviaria con tanto di biglietteria, sala d’aspetto, bagno, accogliendo con il sorriso sulle labbra i deportati che mandava alle camere a gas. Fra intrighi spionistici, ricatti, tradimenti, catture romanzesche, viavai di navi e sommergibili carichi di fuggiaschi e di tesori trafugati, il cosiddetto Nazi Gold, Petacco rievoca in tutta la loro portata gli orrori della Shoah mettendo al tempo stesso in guardia dai fantasmi sempre incombenti dell’antisemitismo.
“Nazisti in fuga” di Arrigo Petacco, Mondadori.

unnamed (8)“Nelle fiabe sono incastonate le idee più sagge dell’umanità, quelle che nel corso dei secoli si sono opposte al logoramento e all’annientamento. Come reti intessute d’argento le storie che ci tramandiamo le hanno raccolte e le custodiscono…”
Nessuno meglio di Clarissa Pinkola Estés può dire l’essenza di questo libro, antologia di saggi che rivelano le verità nascoste dietro le immagini familiari del mondo della fiaba e del mito. Dopo aver spiegato e reso celebre il Mito della Donna Selvaggia grazie al grande successo di Donne che corrono coi lupi, l’autrice ci accompagna in una vera e propria storia dell’immaginazione, svelandoci quali aspetti della nostra psiche si nascondono dietro quelle figure leggendarie, quegli animali favolosi.
“I desideri dell’anima” di Clarissa Pinkola Estés, Frassinelli.

unnamed (10)L’abusivismo non guarda in faccia a nessuno. Balla e fa ballare tutta Italia. Panettieri abusivi, macelli abusivi, studi medici abusivi, meccanici abusivi, benzinai abusivi, tassisti senza patente abusivi, perfino mafiosi e morti abusivi. Si resta a bocca aperta leggendo l’inchiesta di Roberto Ippolito e la lista infinita di comportamenti illegali e senza scrupoli degli italiani.
A Forlì e Cesena, estetisti e parrucchieri irregolari sono uno su tre, a Ivrea i carabinieri accertano che un quarantenne, che opera come fisioterapista, in realtà non è un medico, ma un musicista. A Ravenna un falso psicologo segue una settantina di pazienti e si fa pubblicità su internet, tariffario compreso. Grazie a minori costi, gli abusivi falsano la concorrenza. Prosperano e insieme a loro prosperano il lavoro nero e l’evasione fiscale.
Falsi venditori e parcheggiatori sono sempre più al centro di episodi di violenza. A loro guarda la grande criminalità. Nelle costruzioni l’abusivismo è sempre più sfacciato, come dimostrano la deviazione del torrente Modica-Scicli e i mille metri di porto a Ostia rigorosamente illegali. Né l’arte né i santi si salvano: al Circo Massimo è stata installata una scultura di tre metri per tre, del tutto illegalmente, mentre sulla scogliera di Serapo, la spiaggia di Gaeta, è stata cementata abusivamente una statua della Madonna.
Perché l’Italia è una lunga lista di irregolarità fai da te, che fa sorridere ma anche no.
“Abusivi.La relatà che non vediamo. Genio e sregolatezza degli italiani” di Roberto Ippolito, Chiarelettere.

unnamed (13)Invasive, subdole, silenziose, le nuove mafie mettono in crisi la vecchia geografia del crimine organizzato in Italia. A spartirsi una torta del valore di oltre 200 miliardi di euro l’anno (dati Eurispes) non sono solo i clan napoletani, siciliani, calabresi o quelli pugliesi della Sacra corona unita, ma anche i nuovi boss. I cinesi delle Triadi, i russi e gli ucraini dell’Organizacija, le confraternite nigeriane della Black Axe e dei Buccaneers, i sudamericani delle gang Pandillas e i cartelli albanesi, macedoni, romeni e bulgari, che imperversano con inaudita violenza sia a sud che a nord della Penisola. Attraverso i fascicoli d’indagine di Dia, polizia, carabinieri e guardia di finanza, i rapporti dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (Aisi), le relazioni della Commissione parlamentare antimafia e le centinaia di processi in corso, un giornalista e un magistrato ridisegnano la mappa del crimine in Italia, non trascurando di far luce sui fenomeni di colonizzazione e sulle sinergie esistenti tra criminalità italiana e straniera operanti nel Belpaese.
“Mafie. La criminalità straniera alla conquista dell’Italia” di Giovanni Conzo e Giuseppe Crimaldi, Edizioni Cento Autori.

NARRATIVA

1960Eccola, tutta gocciolante: ride. Ora esce dall’acqua come una moderna Afrodite, come la personificazione di una felicità che potrebbe durare per sempre, per tutti. Piastrelle colorate, cannucce, ombrelloni di tela, pezzi di plastica e vetro, stoffa e metallo, cuoio e carta, perspex e propilene, acciaio inox e calcestruzzo che, se posizionati in una certa angolazione rispetto alla luce del tempo, si trasformerebbero in schegge di specchio capaci di rifrangere minuscole porzioni di un Paese che in realtà non c’è mai stato, ma che avrebbe potuto esserci: un Paese più felice, più ricco, più coraggioso e spensierato. È il 25 agosto 1960. A Roma è in pieno svolgimento la cerimonia d’apertura della XVII Olimpiade: quella destinata a essere ricordata per Cassius Clay e Livio Berruti, Wilma Rudolph e Abebe Bikila. Sotto gli occhi dei capi di Stato di tutto il mondo, nel nuovo stadio sfilano gli atleti: “intere generazioni di estati hanno atteso compiacenti l’arrivo di quella divina policromia”. Ma in quegli stessi giorni, non sono solo le delicate questioni di politica internazionale – che ogni Olimpiade si porta dietro – a preoccupare i Servizi segreti italiani: si è infatti diffusa sempre più insistente la voce che sia in preparazione un colpo di Stato che dovrebbe prendere le mosse dal rapimento del presidente della Repubblica, Gronchi. Per le indagini del caso, il generale De Lorenzo attiva uno dei suoi uomini migliori, il tenente colonnello Agostino Savio, distaccato presso la compagnia telefonica con il compito di intercettare le chiamate del maggiore Meneguzzer, anche lui agente del SIFAR, probabilmente coinvolto nel tentativo di golpe. Agostino si servirà a sua volta di un impiegato della compagnia telefonica, Gianni Negri, inconsapevole “spia” a cui è stato ufficialmente demandato il compito di intercettare e interpretare i bisogni di una nuova e interessantissima categoria di potenziali consumatori: i giovani. Tra questi – guarda caso – c’è anche Olimpia, figlia del maggiore Meneguzzer, adolescente incantatrice, intorno al cui fascino ruotano tutti i protagonisti del romanzo. Una perfetta ricostruzione storica e la capacità quasi cinematografica di restituire la realtà del passato attraverso un filtro che la rende vicinissima si uniscono in queste pagine a una vivacissima invenzione romanzesca e a un afflato epico, facendo di 1960 il grande affresco di un’epoca e al tempo stesso un thriller incalzante e terribile. Contaminando i personaggi reali (su tutti lo scrittore John Fante, giunto in città per scrivere una sceneggiatura per De Laurentiis e invischiato suo malgrado in una vicenda di spionaggio) con quelli, non meno autentici, di finzione (porporati e diplomatici, attricette e principesse russe, spie e voyeur, incalliti torturatori e misteriosi “grandi vecchi”), Colombati costruisce un vasto organismo narrativo che dà vita a uno straordinario omaggio a Roma, città “nera” e vischiosa ma anche di struggente bellezza, al culmine del boom economico e della dolce vita.
“1960” di Leonardo Colombati, Mondadori.

ciò chePalermo, 1993. Federico, studente modello del liceo classico Vittorio Emanuele II, ha diciassette anni e un mare di domande. Ma ha anche un professore di religione speciale: padre Pino Puglisi. Con lui si troverà a scoprire un'”altra” Palermo, quella del quartiere Brancaccio, dei casermoni di cemento, di Cosa Nostra; ma anche la città del coraggio e della speranza. Con l’emozione del testimone e la potenza dello scrittore, Alessandro D’Avenia ridà vita in questo romanzo al “suo” don Pino, un uomo straordinario, capace di generare la sola epica oggi possibile, quella del quotidiano. E di riconoscere anche nell’abisso infernale “ciò che inferno non è”.
“Ciò che inferno non è” di Alessandro D’Avenia, Mondadori.

maritoLady Isabel Pelham e il marchese Gerard Faulkner sono la coppia più scandalosa di Londra. Isabel è rimasta vedova da poco, Gerard è perdutamente innamorato di una donna già sposata: per sfuggire alle pressioni imposte dalla società, decidono di sfruttare la loro amicizia di lunga data per combinare un matrimonio di convenienza. Entrambi desiderano trarre il massimo beneficio da questa unione senza dover rinunciare ai rispettivi amanti e alla più sfrenata mondanità, e non hanno nessuna intenzione di rovinare tutto innamorandosi l’uno dell’altra. Del resto, Isabel sa benissimo che un libertino come Gerard non potrebbe mai fare breccia nel suo cuore. Ma un tragico evento allontana improvvisamente Gerard, confinandolo nel silenzio per quattro anni… Quando fa ritorno a casa è una persona completamente diversa: il ragazzo spensierato e irriverente di una volta ha lasciato posto a un uomo riflessivo, forte e tremendamente irresistibile. Gerard è ora un marito che desidera il corpo e l’anima della moglie e non si fermerà di fronte a niente pur di vincere la ritrosia di Isabel e conquistarla.
“Marito amante” di Sylvia Day, Mondadori.

Un-gatto-un-cappello-e-un-nastroChe cosa porteresti con te su un’isola deserta? L’autrice di Chocolat non ha dubbi: un gatto, un cappello e un nastro. Tre oggetti in apparenza comuni che all’occorrenza sono in grado di far scaturire una miriade di immagini e di storie. Perché raccontare per Joanne Harris è un modo di affrontare la vita e le sue sfide: niente è impossibile per l’immaginazione, e se riusciamo a immaginare ci sarà sempre un finale inaspettato per ogni giorno della nostra vita.
I racconti di Joanne Harris raccolti in Un gatto, un cappello e un nastro sono legati tra loro come scatole cinesi: basta aprirne una per scoprirne infinite altre, nascoste a una prima occhiata e per questo ancora più preziose. Storie popolate da personaggi profondamente umani, alle prese con difficoltà come il dolore di un lutto o lo svanire di un desiderio da tempo inseguito. Personaggi che nella fantasia e nella parola trovano non solo una via di fuga, ma anche una risorsa inesauribile di speranza e di forza di volontà. È il caso di Ngok e Maleki, due ragazzine africane che rifiutano di piegarsi a un destino di privazioni. O di Faith e Hope, anziane signore che, escluse dalla gita al mare della casa di riposo in cui vivono, si vendicano smascherando, con passione da detective, un grave sopruso. O di Maggie, che nella pasticceria troverà la dolcezza che la vita le ha negato. E ancora, ragazzini abituati a viaggiare più nella rete che nella realtà; una madre a caccia del figlio perduto fra le maglie insidiose di Twitter; un attore alla ricerca di una nuova vita e di una nuova casa che si rivelerà già occupata da una famiglia di fantasmi; un aspirante investigatore più portato all’avanspettacolo…
Ancora una volta dopo Profumi, giochi e cuori infranti Joanne Harris torna alla forma, a lei più che congeniale, del racconto. Mondi lontani e vicini, atmosfere calde e coinvolgenti, personaggi ironici e incredibilmente veri: ci sono tutti gli elementi che permettono all’autrice di dare voce al suo straordinario talento, concentrando in poche pagine una forza narrativa che nulla ha da invidiare ai suoi romanzi più amati.
“Un gatto, un cappello e un nastro” di Joanne Harris, Garzanti Libri.

unnamed (7)Robert Peroni, l’esploratore altoatesino che trent’anni fa si è trasferito sulla costa orientale della Groenlandia, torna a parlarci del suo mondo: da Tobias che, nato e cresciuto nelle tane sotterranee, continua a voler essere solo un cacciatore come lo è stato suo padre, ad Anda, il suonatore di tamburo che gira per i villaggi conservando la tradizione musicale degli inuit, fino agli enormi e meravigliosi iceberg che vanno a finire i loro giorni nel fiordo, spettacolo e minaccia al tempo stesso. A queste storie, piene di incanto e rispetto per un popolo tanto diverso quanto illuminante, si intreccia il ricordo della spedizione che ha fatto innamorare Robert della Groenlandia: con due compagni ha deciso di sfidare l’altopiano groenlandese, ancora in gran parte inesplorato e del tutto deserto, attraversandolo da parte a parte, su slitte senza cani. Un’impresa durata tre mesi, ai limiti della follia eppure indimenticabile, che ci spinge a riflettere su una domanda tanto semplice quanto essenziale: qual è il luogo a cui ci sentiamo di appartenere e quale il momento di cui serbiamo il ricordo e la nostalgia per tutta la vita?
“I colori del ghiaccio” di Robert Peroni, Sperling & Kupfer.

unnamedAnni ’90, la fine della Guerra fredda? L’inizio di un nuovo e più cruento conflitto tra mondo occidentale e mondo islamico? Tra Milano, la Costa Azzurra, il Marocco e lo Zambia si svolge una partita d’astuzia lacerata da scoppi di violenza. Alexander Costas cerca vendetta per la morte della donna amata contro Shaim Bagai, leggendario terrorista al centro di un complesso traffico d’armi che lega una grande industria italiana alla jihad. Un intreccio che fotografa l’Italia come punto di partenza per insospettati traffici internazionali che porteranno il fulcro dell’azione tra pirati e dittatori africani. Guerrieri al termine di un’epoca entranocon violenza in una nuova era di complotti e tradimenti. Al loro fianco donne belle, pericolose, spietate e, insospettabilmente, tenerissime. Una spy story che ha il respiro della Grande Avventura.
“Sopravvivere alla morte” di Stefano di Marino, Edizioni Cento Autori.

unnamed (1)Con una narrazione stringente e una prosa raffinata Francesca Di Martino ci fa partecipare a otto incontri straordinari con gli animali: racconti avvincenti e surreali, spesso con finale sorprendente, ci mettono di fronte al fatto che tutte le specie senzienti del pianeta, sono dotate di intuito, intelligenza, sensibilità e talvolta crudeltà, tali da poter modificare profondamente il senso e gli avvenimenti della stessa avventura umana. Il cammello Abu, il cane Bubù. lo scorpione Shiah, il minotauro, la gatta Principessa, l’uovo di dinosauro, il pappagallo, il gabbiano e il barbagianni impagliato, quando entrano nella vita degli uomini, finiscono per diventare fatalmente lo specchio delle loro ossessioni di vita e dei loro fantasmi di morte.
“La donna che partorì uno scorpione” di Francesca Di Martino, Marsilio.

GIALLI E THRILLER

unnamedDopo aver vinto una borsa di studio per un college prestigioso dell’East Coast, l’intelligente ma ordinaria Mabel Dagmar si trova a essere compagna di stanza della ricca e capricciosa Genevra Winslow. Mabel viene subito stregata dal mondo aristocratico di Ev e, contro ogni previsione, tra le due ragazze nasce una forte amicizia. Così quando Ev invita Mabel a passare l’estate a Winloch, la centenaria proprietà di famiglia affacciata su un lago del Vermont dove il potente clan Winslow ama radunarsi, Mabel accetta senza pensarci due volte. Lì, tra bagni di mezzanotte, gite in barca, feste e fuochi d’artificio, Mabel si rende conto di avere trovato tutto ciò che ha sempre desiderato: l’amicizia, l’amore, il lusso e, soprattutto, per la prima volta nella sua vita, la sensazione di far parte di qualcosa di bello e felice. Tuttavia, a mano a mano che l’estate avanza, Mabel avverte che sull’abbagliante perfezione dei Winslow si allungano ombre inquietanti che affondano le radici in un tempo lontano. Mentre indaga sui loro segreti, Mabel si ritrova a lottare con i demoni del suo stesso passato e scopre che a volte il Bene non è altro che una maschera. E che nell’eden di Winloch si nasconde un Male che forse solo lei è in grado di fermare. La ragazza dovrà scegliere: affrontare l’orrore che batte nel cuore del clan e farsi cacciare da quel paradiso, oppure lasciarsi sedurre dallo splendente futuro che le viene offerto. Narrato con uno stile elegante, vivace e fluido, L’estate del bene e del male è un avvincente suspense psicologico, un gotico contemporaneo che affascina, mentre accompagna il lettore dalla luce di un’estate perfetta alle oscure profondità dell’animo umano.
“L’estate del bene e del male” di Miranda Beverly Whittemore, Sonzogno.

unnamed (11)Lo sapevi che il diavolo ha 
il sonno molto, molto leggero?
Dave Gurney, pluridecorato poliziotto della NYPD ora in pensione, non rinuncia di tanto in tanto a interessarsi a qualche caso apparentemente senza soluzione. Specie se a chiederglielo è una vecchia amica, Connie Clarke, la giornalista che l’aveva definito il “superpoliziotto” di New York facendo di lui un eroe della città. Connie adesso ha bisogno che Gurney ricambi il favore: la figlia Kim, giornalista anche lei, ha appena cominciato a condurre un nuovo programma in tv. Si intitola Gli orfani di omicidio ed è dedicato ai parenti delle vittime di omicidi rimasti senza colpevole. Pane per i denti di Gurney, che si ritrova così a rivangare un caso di dieci anni prima mai risolto. Il caso del serial killer soprannominato il Buon Pastore. Segni particolari: le sue vittime guidavano tutte una Mercedes nera; le ha uccise con la stessa arma; sui loro corpi, in posizioni diverse, ha lasciato degli animali di plastica. Movente dichiarato: punire i ricchi e benestanti, perché naturalmente corrotti. Non sarà difficile per Gurney scoprire che non tutte le conclusioni a cui all’epoca era giunta la polizia erano esatte… e che nessuno – per ragioni misteriose – ha voglia di riaprire il caso. E quando cominciano ad arrivare le minacce, Gurney capirà che è giunto il momento di mettersi a indagare da solo. Come ha sempre fatto.
Un nuovo thriller, tesissimo e agghiacciante, dall’autore de L’enigmista, caso editoriale senza precedenti che ha consacrato John Verdon come uno dei migliori thrilleristi al lavoro oggi.
“Il sonno del diavolo” di John Verdon, Piemme Edizioni.

unnamed (12)Milano, ottobre 1978. In una domenica pomeriggio qualsiasi, durante una partitella all’oratorio del quartiere di Casoretto scoppia il finimondo. Il giovanissimo Aristide Mastronardi – passione per il calcio e un futuro da carabiniere, come suo padre Salvatore – viene abbattuto in area. A fischiare il rigore è un ragazzetto del Ticinese: Alessandro Micuzzi, capelli rossicci e un futuro da commissario di Polizia. E mentre giocatori, padri e cugini se le danno di santa ragione, non lontano accade un episodio all’apparenza insignificante, ma legato a uno dei fatti più controversi dell’Italia del dopoguerra. L’unico a notarlo è il fratello maggiore di Aristide, Gaetano, coinvolto pure lui nella rissa.
A più di trentacinque anni di distanza, il reticolo di misteri legati a quell’episodio riemerge inaspettato a opera di un avvocato americano. E mentre il commissario Micuzzi, trasferito per punizione nel commissariato di via Padova, assiste attonito all’ennesima «sorpresa» della sua ex moglie Margherita, si trova coinvolto in una vicenda dai contorni confusi, complicata dalle ambiguità della Questura e dalla presenza invisibile del Servizi segreti italiani.
In una Milano autunnale e malinconica, Micuzzi si dibatte ancora una volta tra vicende pubbliche e private, duettando con personaggi ormai collaudati e nuove caratterizzazioni destinate a conquistare la simpatia dei lettori.
“Soltanto silenzio” di Massimo Cassani, TEA.

unnamed (3)Dopo aver galleggiato sulle acque del mare per chissà quanto tempo, una bottiglia che racchiude un vecchio messaggio finisce sulla scrivania dell’ispettore Carl Mørck. Un grido di aiuto scritto con il sangue: due fratelli imprigionati in una rimessa per le barche chiedono di essere liberati. Chi sono i due ragazzi, e perché nessuno ne ha denunciato la scomparsa? Potrebbero essere ancora vivi? Carl Mørck e il suo assistente siriano Assad dovranno usare tutte le risorse disponibili per svelare la spaventosa verità che le onde del mare hanno trascinato alla deriva troppo a lungo.
“Il messaggio nella bottiglia” di Jussi Adler-Olsen, Marsilio.

unnamed (4)Una piccola isola remota dove un tempo non molto lontano venivano relegate donne scomode, o semplicemente sfortunate, umiliate e maltrattate in nome del mantenimento di un ordine folle. Nete Hermansen era riuscita a scappare – o almeno è quello che credeva. Il giorno in cui il passato la riagguanta, la sua sete di vendetta si fa incontenibile, e la Sezione Q guidata da Carl Mørck si trova ad affrontare uno dei casi più difficili che abbia mai avuto tra le mani. Cosa successe, veramente, su quell’isola cinquant’anni prima? Con una vita privata a dir poco ingarbugliata e un caso di omicidio che lo coinvolge in prima persona, Carl Mørck non è nello stato d’animo adatto per affrontare una nuova indagine. Ma il macabro scenario che emerge dopo la riapertura di un cold casesull’inspiegabile scomparsa di una prostituta, piccola tessera di un mosaico molto più grande, non gli dà alternativa. All’origine di un vero e proprio fenomeno di dipendenza tra i lettori, le inchieste della Sezione Q hanno fatto di Jussi Adler-Olsen una figura imprescindibile nel panorama del thriller scandinavo. La nuova indagine del trio formato dall’ispettore Carl Mørck e dai suoi assistenti Assad e Rose ci fa sprofondare in uno degli episodi più oscuri della storia recente danese, i cui effetti devastanti rivelano il volto di una società molto lontana dalla sua immagine esemplare.
“Paziente 64″ di Jussi Adler-Olsen, Marsilio.

BIOGRAFIE

unnamed (2)Attraverso l’America, l’Inghilterra, l’Europa, attraverso governi democristiani italiani, democratici americani e comunisti sovietici, attraverso l’attività delle infrenabili multinazionali, l’energia atomica, l’elettronica, la missilistica, attraverso i tumultuosi turbamenti d’amore, Gianluigi Melega – che accanto al suo lavoro di giornalista scrive il suo libro segreto – racconta senza soste il mondo che lo circonda e, soprattutto, gli uomini e le donne che incontra e che sono la misura umana di ciò che sta avvenendo. Creando un’immagine vertiginosa di coloro che si trovano contemporaneamente alla ricerca di un futuro diverso: come se, anziché descrivere un prato, Melega riuscisse a dar vita a ogni filo d’erba. Tempo lungo è una «piccola Recherche» della fine degli anni 50, l’autobiografia degli italiani scritta da un ragazzo contemporaneo di Jack Kerouac, Gunther Grass e Franz Fanon, un italiano che rovescia sulla pagina il torrente di emozioni che lo soffoca fino allo sbocco nell’amore romantico e nella fantasticata «terra promessa», l’Israel degli ebrei in fuga dai regimi dell’ovest e dell’est. Scritto tra il 1958 e il 1960 Tempo lungo viene ora stampato per intero e senza modifiche.
“Tempo lungo. Autobiografia del boom” di Gianluigi Melega, Marsilio.

VARIA

unnamed (5)È un libro dello chef siciliano Pino Cuttaia a inaugurare la direzione scientifica dell’enogastronomia Giunti da parte di Marco Bolasco. Per le scale di Sicilia è la narrazione in forma verbale e fotografica dell’esperienza umana e professionale del cuoco che da Licata è riuscito ad attirare l’attenzione della critica gastronomica più qualificata, raggiungendo le due Stelle Michelin con il suo ristorante La Madia.
Nel cuore del profondo Sud, sulla costa che guarda il Canale di Sicilia, fra il barocco ragusano e i templi di Agrigento Pino Cuttaia propone una cucina di altissimo valore, che attinge alle radici antiche di questi luoghi. Nascono, le sue creazioni, dalla memoria di una Sicilia in bianco e nero nutrita dei ricordi d’infanzia, di una cultura popolare che intreccia istintivamente terra e mare, il mondo dei pescatori e quello dei contadini: profumi, sapori, gesti perduti nel tempo ma che è facile ritrovare dietro ognuno dei suoi piatti.
Piatti indissolubilmente legati alla tradizione, resi unici dall’ingrediente segreto della memoria unito a una forte impronta creativa e a una capacità tecnica sorprendente.
Il libro che Giunti gli dedica, il primo per lui, è in piena sintonia con questa sensibilità, un volume particolare che rinnova la formula della monografia d’alta cucina.
Alla presentazione delle ricette si affiancano racconti e appunti dello chef, una narrazione valorizzata da emozionanti fotografie di paesaggi, luoghi, persone, mestieri… alternate ad altre che svelano la personalità dello chef e a quelle che illustrano l’attività frenetica nella piccola cucina de La Madia.
Ne emergono il ritratto di un vero protagonista della scena gastronomica internazionale e la (ri)scoperta di un territorio di grandissima bellezza e autenticità.
“Per le scale di Sicilia” di Pino Cuttaia, Giunti Editore.

unnamed (6)«Quando un uomo è stanco di Londra è stanco della vita», scrisse Samuel Johnson, autore del primo, grande dizionario inglese, e la sua osservazione è proverbiale ancora oggi. Perché di vita, come di cultura, arte, scienza, memoria e nuove tendenze, Londra è ricchissima. Lo si scopre in questo libro, dove la città appare come un immenso palcoscenico sul quale si intrecciano storie antiche e nuove che nascono dalle strade e dalle pietre, dai luoghi più gloriosi, paurosi e incantevoli della metropoli. Vagabondando per le viuzze di Soho,  passeggiando  da Kensington Palace a Westminster, o dalla City ai Docks, in percorsi che attraversano anche i secoli, si incontrano i personaggi, famosi o sconosciuti, più sorprendenti, curiosi e intriganti, immersi nelle loro avventure: un Charles Dickens dodicenne lavora nella fabbrica di lucido da scarpe vicino allo Strand; Samuel Pepys, il celebre diarista del re Carlo II,  osserva la City divorata dal fuoco del Grande Incendio; Virginia Woolf fruga tra i libri usati esposti sulle bancarelle di Charing Cross Road; Lady Di si aggira infelice nelle stanze di Kensington Palace; Winston Churchill, dal rifugio antiaereo, ascolta le bombe tedesche cadere sull’East End. Scorrere queste vivacissime pagine  equivale a fare un tour esclusivo, un’escursione sulle tracce dei luoghi, degli eventi e delle personalità che hanno reso Londra una capitale leggendaria.
“Il romanzo di Londra” di Antonio Caprarica, Sperling & Kupfer.

la saggezzaOgni nostro disagio non è altro che la voce inascoltata dell’anima che vuole farci ritrovare la nostra unicità, il nostro destino. Allora quando arrivano l’attacco di panico, la depressione, i disturbi psicosomatici dobbiamo soltanto chiederci: quale strato profondo di me vogliono portare alla luce? Per guarire dobbiamo cambiare il nostro modo di vedere il mondo: diventare più misteriosi, più incerti, imparare ad amare gli imprevisti, ascoltare sempre meno il parere degli altri, affidarci sempre più al lato oscuro e quindi alla vita. Diventare più saggi, di quella saggezza che non viene dal sapere razionale, ma semplicemente dallo stare nelle cose, così come sono: chi impara a stare bene non ha la velleità di cambiare il mondo. Fidarci di quel luogo oscuro che chiamiamo “anima”. Che cosa dobbiamo temere se qualcuno guida la nostra esistenza? Raffaele Morelli riassume in questo libro i punti cardine del suo approccio terapeutico, la visione filosofica con cui affrontare la vita e i suoi disagi. Prendendo spunto dai grandi saggi del passato, ci introduce con parole chiare ed efficaci verso un nuovo senso da dare alle cose, l’unico per stare davvero bene con noi stessi.
“La saggezza dell’anima” di Raffaele Morelli, Mondadori.

parole dritteQuesto libro raccoglie poesie, prose, lettere e monologhi scelti per la loro capacità di parlare, con forza, al cuore di tutti. Testi di grande intensità emotiva, di grande ispirazione, ma di comprensione semplice e immediata. Parole che regalano coraggio, emozioni e nuovi punti di vista sulla vita, tratte dalle opere di Jodorowsky, Neruda, Kipling, Pessoa, ma anche da film o spettacoli teatrali. Non conta se sono state scritte da grandi autori del presente e del passato: ognuno può ritrovarvi una propria emozione, un ricordo, un sentimento magari rimasto latente nel proprio animo e pronto per essere condiviso.
“Parole dritte al cuore” di Maurizio Rossato, Mondadori.

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