Moravagine – Blaise Cendrars

Titolo: Moravagine
Autore: Blaise Cendrars
Casa Editrice: Adelphi
Genere: Narrativa
Traduttore: Leopoldo Carra
Pagine: 249
Prezzo: € 18,00

Moravagine è il  personaggio crudele e tragicomico inventato dalla penna di un autore  geniale che si chiama Blaise Cendrars.

Adelphi finalmente torna a pubblicare il romanzo dello scrittore svizzero naturalizzato francese che racconta l’epica delirante di un nobile decaduto votato alla pazzia.

Moravagine, apparso nel 1926, è il secondo romanzo di Cendrars. Questo è il libro che più lo rappresenta.

La voce narrante è lo psichiatra che lo incontra nella clinica di Waldensee, dove è rinchiuso.

Raymond la Science, questo è il suo nome, è affascinato dalla personalità di questo stano individuo e lo aiuta a scappare.

I due uomini iniziano a viaggiare per il mondo e vivono avventure davvero impossibili, viaggiando dalla Russia, dove si uniranno a gruppi di terroristi, attraverseranno l’America e approderanno in Europa.

La voce narrante dell’intero romanzo è lo psichiatra che nei dettagli ci svelerà tutti i particolari di Moravagine, personaggio davvero strano, fuori da tutti gli schemi su cui è impossibile formulare una diagnosi specifica.

La scrittura di Cendrars è deflagrante nel raccontare il delirio di un personaggio che si autodistrugge, vagando come una scheggia impazzita  per il mondo.

Moravagine per il suo autore è stato un libro dalla genesi difficile. Cendrars lo ha scritto tra il 1914 e il 1925 . Non ci sono dubbi, lo strano protagonista del romanzo è il suo alter ego.

Questo omino singolare e tragico assomiglia troppo a Cendrars e al suo inquieto girovagare.

Lo scrittore ha visitato di persona i luoghi  descritti nel libro. Russia , Stati Uniti e Brasile. Nell’ultima parte del libro Cendrars compare con il suo nome.

Moravagine incarna lo spirito di Blaise Cendrars. È la storia  di un girovago che fa dell’assurdo il gioco del suo esistere.

Non si sa dove inizia la realtà e finisce la fantasia. L’autore mette sulla carta un gioco infinito di scatole cinesi (così scrive il traduttore Leopoldo Carra) in cui Moravagine è una macchina che gira a vuoto fino a spegnersi, inutilmente come la vita, come la morte, come un sogno.

Qui si narra la storia di un uomo d’azione che va oltre il nichilismo, pioniere di una moderna generazione votata alla morte e alla distruzione a cui non interessa nemmeno l’infelicità.

Cendrars mette se stesso e allo stesso tempo si nasconde, presta le sue ossessioni e le sue passioni al personaggio del  romanzo.  Moravagine come Blaise Cendrars è matto, geniale e irriverente.

Scrivere (e vivere) per il nostro autore è un duro mestiere. In certo senso la sua vita (intensa, difficile e girovaga) Cendrars l’ha raccontata attraverso Moravagine e i suoi deliri di « grande belva umana».

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