Livelli di vita – Julian Barnes

Titolo: Livelli di vita
Autore: Barnes Julian
Casa Editrice: Einaudi editore
Genere: Narrativa
Traduttore: S. Basso
Pagine: 118
Prezzo: 16.50 €

È un romanzo molto particolare che va letto lentamente, a volte riletto. Il lettore deve abbandonare la sua razionalità ed affidarsi completamente all’autore, lasciarsi trasportare dalla storia che a primo acchito sembra  non esistere ma che a fine romanzo si rivela ben costruita e reale. “Metti insieme due cose che insieme non sono mai state. E il mondo cambia. Sul momento è possibile che la gente non se ne accorga, ma non ha importanza. Il mondo è cambiato lo stesso” (pag.5).

Tre personaggi, apparentemente lontani, accomunati dalla passione per il volo. Volo a bordo di una mongolfiera, volo per  abbandonare la terra umana e conquistare lo spazio divino, lo spazio degli dei. “Siamo creature destinate al piano orizzontale, a vivere coi piedi per terra, eppure – e perciò- aspiriamo a elevarci. Da spettatori terragni quali siamo, qualche volta c’è dato di raggiungere gli dei. Alcuni di noi lo fanno attraverso l’arte, altri con la religione; nove su dieci con l’amore. Ma se è vero che possiamo elevarci, allo stesso modo rischiamo di precipitare” (pag. 38).

È una storia metafora di vita, di amore e sofferenza. È una storia che racconta molto più di quello che dice, che risuona nel cuore del lettore che inconsciamente la  medita e studia.

L’amore è descritto e studiato sotto tutti i punti di vista: piacevoli e non. Perché amore e sofferenza procedono su due binari che solo apparentemente sono paralleli ma nella realtà si incrociano, si intersecano e l’uno non può fare a meno dell’altra. “Ogni storia di amore è potenzialmente anche storia di sofferenza. Se non subito, in un secondo tempo. Se non per l’uno, per l’altro. Per tutti e due, qualche volta(pag. 39).

Ci si può riscattare dalla presa di coscienza del binomio amore e sofferenza. E questo riscatto fa capire anche perché continuamente l’uomo si affida all’amore. “Ma allora perché non facciamo che ambire all’amore? Perché l’amore è il punto di incontro fra verità e prodigio, come nel volo aerostatico”(pag. 39).

Il romanzo termina con il racconto della storia d’amore  tra l’autore e la moglie Pat, morta a 62 anni dopo 30 di matrimonio. Viene affrontato il lutto, la capacità di affrontare la nostalgia di una vita che non è più a due. Viene descritto come l’amore può superare le barriere fisiche e proseguire anche dopo la morte “Il fatto che una persona sia morta può volere dire che non è viva, ma non che non esiste” (pag. 103).

 

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