Leggere tablet o ebook prima di addormentarsi può far male, meglio il libro…

imagesNon sempre leggere o informarsi giova alla salute, possono esserci infatti condizioni in cui anche l’esercizio della lettura può anche essere dannoso. Ebbene sì, quella che per noi amanti dei libri può sembrare una bestemmia , corrisponde invece a verità. Lo ha dimostrato uno studio condotto negli Stati Uniti,  che ha coinvolto 1.508 adulti statunitensi, rilevando che, circa l’80% dei pazienti è solito all’utilizzo di materiali elettronici prima di addormentarsi. La ricerca, condotta dai medici d’oltreoceano, era volta a ricercare quali differenze intercorrono nella qualità del sonno, tra chi usa abitualmente un tablet prima di dormire, rispetto a chi invece legge il classico libro cartaceo. I risultati scaturiti dallo studio di dodici soggetti adulti, hanno messo in evidenza come chi abbia consultato tablet, o ebook, sia riuscito a prendere sonno con maggiore difficoltà, in confronto a chi ha letto un classico libro stampato. Ma non è tutto, coloro che hanno disposto di materiali elettronici prima di dormire, non solo accumulano un ritardo nell’addormentarsi, ma subiscono anche un peggioramento, dovuto alla riduzione della fase REM(Rapid Eye Movement” ). Questa fase, è il periodo durante il quale il nostro sonno è più profondo e facciamo il maggior numero di sogni, sempre superfluo dire che è quindi una fase fondamentale per le nostre ore notturne. Charles Czeisler, autore della ricerca, si spiega così questo peggioramento nel sonno legaato ai tblet: <<La luce emessa da alcuni e-reader deriva dalla retroilluminazione che viene indirizzata direttamente negli occhi del lettore mentre nei libri normali e negli ebook non retroilluminati per lo più si tratta di luce riflessa dalla superficie delle pagine>>. Per concludere, è doveroso e legittimo spezzare una lancia in favore del libro cartaceo che, anche sotto questo aspetto, come sotto molti altri punti di vista, deve essere considerato ancora un patrimonio importante, non solo per la nostra cultura, ma anche per la nostra salute.

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