Cronache della discordia – Francesco Marocco

Titolo: Cronache della discordia
Autore: francesco marocco
Data di pubbl.: 2017
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Commedia
Pagine: 282
Prezzo: 18.00

Per secoli i due piccoli paesini della Basilicata, Paludazzo e Montesole, si sono cortesemente odiati. L’origine di questa ancestrale e duratura faida si sono perse nelle nebbie del tempo, tanto che nessuno più ricorda come o perchè sia iniziata e non sembrano esserci buone ragioni per porre fine al problema.

Un giorno, tuttavia, il governo italiano presieduto dallo scaltro Mirko Bazzi, decide di approvare la nuova riforma elettorale che dovrebbe dare nuova e duratura stabilità al governo del paese.

I comuni di Paludazzo e Montesole vengono uniti in un nuovo centro urbano chiamato Fiumesecco. Al neonato comune occorre dare un primo cittadino, così gli abitanti dei due centri vengono chiamati a votare per decidere quale candidato verrà premiato e quale schieramento politico lo sosterrà. All’apparenza l’elezione del sindaco di un centro urbano così giovane, piccolo e lontano dai grandi palazzi del potere, sembra essere ininfluente per la vita della Repubblica italiana. Ma quando si scopre che nell’esito di quell’elezione sono riposte le sorti dell’intera nazione, tutto cambia per il comune di Fiumesecco.

Al centro della formazione della squadra di governo, Mirko Bazzi aveva reagito ai colpi di scena con il palpitare del leader, invitando la squadra all’ottimismo quando le cose sembravano mettersi male, e assumendo il comando dei festeggiamenti con un entusiasmo accorto ogni volta che era arrivata una buona notizia. Senza darlo a vedere, però, Bazzi si sentiva tradito: non già dai sondaggisti che avevano toppato le previsioni, ma da quello stesso popolo che sentiva di aver servito con dedizione lavorando alacremente alla riforma elettorale, quel popolo che non gli tributava un plebiscito come da più parti ci si aspettava e come lui, in cuor suo, sentiva di meritare. (pag 91)

Sono molte le ragioni che mi hanno portato ad apprezzare sinceramente il libro di Francesco Marocco. Come prima cosa potrei dire, a te che stai leggendo questa recensione, che l’autore di questo esilarante romanzo, racconta una storia con uno stile narrativo incalzante e molto originale. Sembra una cosa da poco conto, ma leggere un libro e desiderare di andare avanti, vedere cosa ci sia nella pagina successiva, come si evolveranno gli eventi, se quella cosa che tanto sospetti accadrà per davvero, non è una dote che hanno in molti. Quindi, complimenti Francesco, ottimo lavoro.

La seconda cosa che mi è saltata all’occhio è stata la trama molto originale di questo libro. Non ti tedierò, caro lettore, con sofisticate digressioni sull’origine del linguaggio satirico, sulla storia di questo genere letterario, come e quando è stata usata cercando di impressionarti con ragionamenti sofisticati che mettano in mostra una mia pseudo cultura. Ti dirò che l’autore, nel suo slancio creativo, ha provato a mostrare cosa sarebbe successo se la famosa riforma elettorale, bocciata dal referendum dello scorso gennaio, fosse stata approvata. L’idea che due piccoli, litigiosi comuni di un angolo sperduto del nostro paese possano decidere il destino di una intera nazione mi ha intrigato davvero molto, specie se si tiene conto delle motivazioni che stanno alla base di questo litigio, pare, insanabile.

Riuscire a parlare di alcuni argomenti, facendo ridere e mostrando il lato buffo della nostra quotidianità, non è una cosa da tutti e il signor Marocco ci è riuscito in modo davvero magistrale. Sarebbe bello se ci fossero più autori dotati della capacità di far ridere e far riflettere nello stesso tempo.

Consigliatissimo.

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Gabriele Scandolaro

Mi chiamo Gabriele e sono un lettore. Ho iniziato a leggere quando ero molto piccolo, complice una nonna molto speciale che invece delle classiche favole riempiva le mie giornate raccontandomi i capolavori teatrali di Shakespeare e di Manzoni. Erano talmente avvincenti le sue narrazioni che, appena mi è stato possibile, ho iniziato a leggere per conto mio. Ma terminato il mio primo libro ne ho iniziato subito un altro. Poi un altro. Da allora non riesco più a smettere di leggere. Quando non leggo o studio, lavoro come Educatore e suono il violino.

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