C’è un fuoco da portare – Christian Tito

Titolo: C'è un fuoco da portare
Autore: Christian Tito
Data di pubbl.: 2022
Casa Editrice: Pietre Vive Editore
Genere: Poesia
Pagine: 120
Prezzo: € 12,00

Ho avuto l’onore di conoscere Christian Tito (1975 – 2018) e di essergli amico fraterno.

Christian se n’è andato troppo presto e manca molto la sua grande umanità di persona speciale che ha fatto di lui un poeta autentico.

Quante cose mi ha insegnato durante la sua breve esistenza. Soprattutto mi ha insegnato che nonostante la barbarie del mondo dobbiamo sempre restare umani.

Dell’essere umani è il titolo del suo libro d’esordio, uscito da Manni nel 2005. In quel libro Christian scrive: «L’uomo che non cura quotidianamente il proprio giardino rischia di trovarselo improvvisamente in rovina».

La cura è stata la ragione morale del suo esistere. Christiana ha sempre avuto cura delle persone e delle parole con le quali scriveva le sue poesie al centro delle quali metteva sempre le ragioni dell’Altro.

Un essere speciale e un poeta vero che ci ha lasciato una dichiarazione di poetica immanente e vigile

«Le parole non sono belle / non possono esserlo mai / non amo le parole / amo ciò che le parole possono dire / quello che devono / e come lo dicono».

A quattro anni dalla sua scomparsa, dall’affetto dei suoi amici esce da Pietre Vive editore C’è un fuoco da portare, un libro che custodisce e rilancia le parole della poesia e della vita di Christian Tito.

Dalle raccolte edite ai versi inediti, un omaggio postumo che ci porta al cuore dell’esperienza poetica e esistenziale di Christian, un modo per dare testimonianza del suo essere sempre umano come poeta e come uomo in mezzo agli uomini.

Christian è stato sempre un cercatore di bellezza e attraverso la poesia ha sempre portato il fuoco con una passione incondizionata per l’umano che deve resistere e non può morire.

Senza nessuna retorica il poeta cammina sempre accanto all’uomo. Il poeta attraverso il buio e alle parole chiede di non ingannare l’uomo, di aiutarlo a vedere le cose come sono.

Ha ragione Giusi Drago nella prefazione quando scrive che per non arrendersi la poesia di Christian Tito si immerge nella contraddizione, si sporca sempre di nuovo a cercare le risposte, non distoglie lo sguardo dalla prossimità che lega la vittoria alla brutalità, sente prossima la sconfitta perché si sente vicina agli sconfitti.

Christian scrive dal cuore dilaniato del mondo offeso e ce lo racconta con sempre con umanità e poesia.

Quando Christian mi chiese di scrivere la prefazione a Tutti questi ossicini nel piatto (libro che uscì da Zona nel 2010), rimasi folgorato dall’autenticità spiazzante dei suoi versi e dalla loro carica sovversiva-

«Tito non si nasconde davanti alle cose. Mette a nudo il cuore davanti alla realtà cruda e ne legge le sue contraddizioni. Senza mai sottrarsi al significato umano delle parole, la sua poesia è una grammatica interiore che fa i conti con i nostri giorni randagi e incerti.

Non possiamo fare a meno della poesia in questi tempi difficili. La fatica dell’esistere semina il suo terrore e si serve del nulla per colpire a morte gli esseri umani. La poesia diventa la pietra dello scandalo che osa sfidare l’universo malato e i suoi paradossi globali che tendono ad annientare ogni forma di umanità.

Tito legge l’inferno del quotidiano con l’occhiale indiscreto della parola che osa. Squaderna il mutamento e non si dà per vinto. Sa che in tutta questa decadenza che dilaga, non è impossibile cercare la bellezza.

In ogni verso c’è la disperazione del nostro presente e il suo rovescio. In divenire il poeta coglie l’abisso e allo stesso tempo nell’inquietudine scopre che il segno concreto del nostro passaggio non può non lasciare tracce.

La sua poesia ci avverte che il nichilismo fa paura, ma tutto questo niente non possiamo accettarlo passivamente. È in gioco la nostra sopravvivenza. Quindi non possiamo permettere che il non senso continui a scrivere la nostra storia. È importante che si esca dalla notte dell’etica».

Con queste parole mi inchinai davanti alla volontà di potenza della sua poesia e della sua umanità.

«Non importa se voi non leggete le poesie / perché sarà la poesia a leggervi tutti». In questi due versi straordinari troviamo Christian Tito, l’uomo e il poeta che non hanno nessuna intenzione di tacere e nel naufragio trovano sempre il coraggio di restare umani, sporcandosi le mani con le rovine.

C’è un fuoco da portare, / da passarci la mano, / da restituire alla terra» e per fortuna la poesia ci leggerà tutti.

Qui il link per l’acquisto del libro:

https://www.pietreviveeditore.it/prodotto/ce-un-fuoco-da-portare-poesie-di-christian-tito/

1

Ti potrebbero interessare...

Login

Lost your password?

Per continuare a navigare su questo sito, accetta l'informativa sui cookies maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi