A tu per tu con… Kristin Harmel

I suoi libri sono già dei bestseller negli Stati Uniti e quest’anno il suo ultimo romanzo Finchè le stelle saranno in cielo (Garzanti) si è rapidamente posizionato nella lista dei libri più venduti anche in Italia grazie ad una storia che è un mix perfetto tra  romanzo storico, giallo, romanzo d’amore e ricettario di cucina. Per chi ancora non l’avesse letto, il romanzo narra la storia di quattro generazioni di donne impegnate a portare avanti una pasticceria che è da decenni una tradizione di famiglia. Sono una nonna malata di Alzheimer che nasconde un segreto da troppo tempo; una figlia morta troppo presto che ha lasciato un ricordo non troppo positivo di sè; una nipote che, reduce da un matrimonio fallimentare, ha rinunciato ad intraprendere una nuova storia d’amore ed è incapace di stabilire un rapporto di intesa con la figlia adolescente. Abbiamo individuato alcune parole chiave attorno alle quali Kristin Harmel ha costruito il suo giallo sentimentale. Le abbiamo chiesto di commentarle e poi di sintetizzarle  in una  sorta di aforismi che riassumano il suo pensiero e la sua visione delle cose.

La prima è MEMORIA. Kristin, che valore da’ al passato?

Avere memoria del passato è di importanza vitale per me. Noi siamo fatti dei nostri ricordi. Mia nonna, a cui sono molto legata, soffre di Alzheimer e quando i ricordi del suo passato sembrano scivolarle via abbiamo la sensazione di perderla. Dimenticare è come perdere frammenti di sé.

VECCHIAIA Che rapporto ha con il tempo? Ha paura di invecchiare?

No, non ho paura di invecchiare. Il mio amico d’infanzia Jay Cash è morto in un incidente di macchina quando entrambi avevamo 24 anni. Questo terribile episodio, tragico e imprevedibile, mi ha lasciato un grande insegnamento. Mi ha insegnato quanto sia importante la vita e ancor più quanto importante sia ogni giorno, ogni istante della nostra vita. Crescere vuol dire dover affrontare delle difficoltà ma la vita è un dono. E io mi auguro di poter trascorrere ancora tanti e tanti anni accanto alle persone che amo.

LIBERTA’ Crede che l’America sia ancora il Nuovo Eden oggi?

Sono nata in America e per me l’America è un luogo meraviglioso. Sono orgogliosa di essere americata soprattutto perchè l’America è stata uno dei paesi pionieri in fatto di libertà. Ho vissuto però anche in Europa per un periodo, a Parigi in particolare, ed è uno dei luoghi che amo di più al mondo. Mi piace molto anche l’Italia, per la sua  architettura, per la sua storia affascinante, per i suoi paesaggi, per il cibo e per il vino, per il carattere accogliente delle persone. Credo in realtà che ovunque noi viviamo in questo mondo possiamo trovare il nostro paradiso terrestre. Per me il miglior posto del mondo è quello dove possiamo essere noi stessi, avere intorno le persone che amiamo e dove possiamo trovare costante ispirazione da ciò che ci circonda. Il paradiso può davvero essere ovunque.

AMORE ETERNO  Crede nell’amore eterno?
Assolutamente sì.  Credo che poche persone abbiano la fortuna o siano abbastanza pazienti dal trovarlo. Ritengo che a volte si commetta l’errore di accontentarsi e di scambiare per vero amore quello che vorremmo fosse il vero amore. Credo fermamente che due persone possano incontrarsi, innamorarsi e amarsi e stare insieme per sempre. Certo, ci vuole impegno e occorre che ciascuno metta l’altro al primo posto però. Sì, io ci credo nel vero amore e mi auguro di averlo trovato in Jason, l’uomo che sposerò. Mi immagino al suo fianco, tra 60 anni, avremo 90 anni e saremo sulle nostre sedie a dondolo, nella veranda di casa, ci terremo per mano e ci diremo quanto è stata meravigliosa la nostra vita. Mi auguro che tutto questo possa accadare davvero.

CUCINARE Cosa ne pensa della cucinoterapia?

Adoro cucinare! La mia scrivania è proprio accanto alla cucina. Ogni volta che rimango bloccata su una scena o quando ho bisogno di riflettere un po’ sui mie personaggi cucino. Cucinare mi rilassa e mi apre la mente. Trovo che cucinare sia l’unica vera cura per superare il blocco dello scrittore.

Cosa rappresenta per lei la scrittura? Cosa ha imparato scrivendo questo libro e cosa si augura i suoi lettori ricordino del suo libro?

Ho imparato molto. Scrivere mi ha dato l’opportunità di riflettere su temi che mi hanno sempre affascinata, l’amore, la famiglia, il destino e la religione. Spero che anche per i miei lettori il libro sia un’occasione di riflessione su alcuni argomenti che diamo per scontati. A volte abbiamo dei preconcetti su chi appartiene ad un’etnia diversa dalla nostra, ha una religione o una nazionalità diversa dalla nostra. Spero che questo libro serva a ricordare che le persone sono molto di più di quel che mostrano in superficie, che ciascuno è molto di più di un riflesso di un credo religioso o della storia della  famiglia a cui appartiene. Spero che i miei lettori ne perndano spunto per avvicinarsi alla persone che stanno loro intorno. A volte sono proprio le cose non dette, quelle che stanno al di là delle apparenze a determinare quello che siamo davvero però se non siamo disposti ad aprire i nostri cuori e la nostra mente non lo scopriremo mai. Spero che il mio libro sia d’ispirazione per chi lo legge, che gli faccia aprire gli occhi, il cuore e la mente.

Leggi anche la nostra recensione di “Finchè le stelle saranno in cielo” di Kristin Harmel

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Giovanna Capone

Non dirò di me che ho sempre amato leggere, che ho imparato a leggere prima del tempo e che ho trascorso la mia infanzia leggendo libri e neppure che ho amato molto le favole. Per apprezzare la lettura occorre che arrivi il momento giusto e che si abbia la mente sgombra da altri pensieri.Quando capisci che il momento giusto è arrivato? Quando incontri qualcuno che ti spiega che, a volte, non è importante quello che c'è scritto in un libro ma il modo in cui è stato scritto, quando sullo scaffale di una libreria la copertina di un libro attira la tua attenzione e capisci che quello sarà il tuo libro, quando sei curioso di sapere se un titolo accattivante nasconde una storia altrettanto brillante. Cosa significa leggere? Riscoprire qualcosa di te, qualcosa che hai sempre saputo ma che nessuno se non un grande scrittore è riuscito ad esprimere con le parole.

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