12 libri per celebrare la festa della mamma

festa della mammaLa mamma è sempre la mamma, e il mese di maggio torna sempre a ricordarcelo.
Può vacillare tutto, possono essere tempi duri, ma in ogni momento lei c’è, la stella polare pronta a guidarci nel nostro cammino.
Domenica 10 maggio torna la giornata celebrativa della figura materna, e per questo, cari amanti dei libri, abbiamo scelto alcune letture interessanti che narrano del ruolo di madre secondo diversi punti di vista e in diverse situazioni. Chissà, libri che magari potrebbero diventare anche il regalo perfetto per la vostra mamma.

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Carla Buckley, LA LUCE DOPO IL TRAMONTO

CASA EDITRICE NORD

Tyler è un ragazzo speciale. E non perché è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe a vivere al buio, quasi sempre nella sua stanza, senza altri contatti con l’esterno che non siano i familiari e Internet. No, Tyler è un ragazzo speciale perché, nonostante tutto ciò, è sicuro che prima o poi troverà il suo posto nel mondo. È lì fuori, da qualche parte, che lo aspetta. Lui deve solo cogliere l’occasione giusta per dimostrare agli altri, in particolare a sua madre, che nella vita se la può cavare anche da solo. Ed è per questo che, quando in un freddo pomeriggio di pioggia, la figlia dei suoi vicini scompare nel nulla, Tyler si mette in testa di risolvere il mistero e, all’insaputa di tutti, la notte inizia a uscire di casa per andare a caccia d’indizi, scoprendo così i piccoli, grandi segreti degli abitanti del quartiere. Ma, a poco a poco, si renderà conto che è proprio la sua famiglia a nascondere i segreti più pericolosi.
Dodici anni fa, la vita di Eve Lattimore è cambiata per sempre. Seduta in un asettico studio medico, con in grembo il figlio di due anni e stringendo la mano del marito per farsi forza, ha ascoltato la diagnosi: per Tyler, anche la minima esposizione alla luce del sole porterebbe essere fatale. Da allora, ogni mattina prima che sia l’alba, Eve si assicura che il figlio finisca la colazione in tempo e ritorni in camera sua, dove le finestre sono schermate con pesanti tende nere. Poi chiude la porta a chiave, per riaprila solo dopo il tramonto. Proteggere Tyler dalla luce è la missione di Eve. Una missione che lei non abbandonerà nemmeno quando, in un freddo pomeriggio di pioggia, commetterà una leggerezza imperdonabile e dovrà scegliere tra suo figlio e la verità.

LE MANI DELLA MADREMassimo Recalcati, LE MANI DELLA MADRE

FELTRINELLI

Dopo aver indagato la paternità nell’epoca contemporanea con Il complesso di Telemaco e altri libri di grande successo, Massimo Recalcati volge lo sguardo alla madre, andando oltre i luoghi comuni, anche di matrice psicoanalitica, che ne hanno caratterizzato le rappresentazioni più canoniche. Attraverso esempi letterari, cinematografici, biblici e clinici, questo libro racconta i volti diversi della maternità mettendo l’accento sulle sue luci e le sue ombre.
Non esiste istinto materno; la madre non è la genitrice del figlio; il padre non è il suo salvatore. La generazione non esclude fantasmi di morte e di appropriazione, cannibalismo e narcisismo; l’amore materno non è senza ambivalenza. L’assenza della madre è importante quanto la sua presenza; il suo desiderio non può mai esaurire quello della donna; la sua cura resiste all’incuria assoluta del nostro tempo; la sua eredità non è quella della Legge, ma quella del sentimento della vita; il suo dono è quello del respiro; il suo volto è il primo volto del mondo.
“Ho scritto questo libro perché volevo essere giusto con la madre. Bisognerebbe provare a esserlo.”
Una nuova interpretazione della maternità di fronte alle difficoltà e ai cambiamenti di oggi.

IL PROFUMO DELLA PIOGGIA NEI BALCANIGordana Kuic’, IL PROFUMO DELLA PIOGGIA NEI BALCANI

BOLLATI BORINGHIERI EDITORE

Le sorelle Salom vivono a Sarajevo, con una madre energica e affezionata ai valori tradizionali, e un padre che resta in secondo piano per tutto il romanzo. Ci sono anche due fratelli, ma la storia, fin dall’inizio, inquadra e ritrae fin nei dettagli soprattutto le ragazze, e soprattutto il loro carattere. Cinque donne forti, cinque ebree sefardite che in casa parlano ladino e ubbidiscono ai dettami della religione di famiglia, coinvolte nella frenesia che segue l’assassinio dell’arciduca Ferdinando e lo scoppio del primo conflitto mondiale, e che fanno poi scelte di vita anticonformiste e ribelli, fino all’invasione della Serbia durante la seconda guerra mondiale, e alla liberazione. Le due sorelle più interessanti, perché fanno difficili scelte di libertà, sono Blanki, la madre dell’autrice, e Riki, la più piccola. Blanki si innamora giovanissima di Marko, serbo, cattolico di famiglia colta e ricca, e resta testardamente legata a lui nonostante l’uomo rifiuti di presentarla in pubblico e di sposarla per non contravvenire alle regole della società del tempo; e nonostante l’ira della madre e lo sgomento delle sorelle, per non parlare della riprovazione generale. Riki sceglie il teatro, la danza, diventa una ballerina famosa, e ha a sua volta una storia impossibile con uno di quegli uomini sposati che non lasceranno mai la moglie. La Storia fa da sfondo a vicende  amore o ribellione che siano, sono in primo piano rispetto alla città e ai problemi tra etnie e religioni, anche se all’inizio poco fa presagire quello che succederà negli anni novanta. Ma man mano che la narrazione procede, si hanno segnali sempre più evidenti sulla possibilità che si ripetano le tragedie già sperimentate in passato nei Balcani dalle comunità ebraiche; storie che vengono trasmesse da una generazione all’altra. E quello che fa di questo romanzo un vero tesoro è proprio la descrizione della vita, delle regole, dei riti, dei timori, delle paure, della comunità sefardita, che reagisce alla sfida del passato con un’energia, una forza e un coraggio straordinari. Energia, forza e coraggio che appartengono quasi unicamente alle donne del romanzo.

con-la-forza-di-un-sorrisoEnrico Mascheroni, CON LA FORZA DI UN SORRISO 

EDITRICE MONTI

«È una pace tutta al femminile quella testimoniata dalle fotografie di questo libro e di questa mostra; immagini che sanno andare al di là dell’apparenza e dei cliché, per scovare l’eccezionalità che si cela dietro alla normalità. Enrico Mascheroni non ritrae donne famose o di potere, quelle che finiscono sui giornali o alla TV; e non racconta neppure la pace dei grandi e degli interessi, ma quella della gente piccola e degli ideali universali. Sono immagini di donne come ce ne sono tante. Donne di tutto il mondo, uniche seppur anonime. Donne che sempre, in ogni angolo della Terra, cercano di costruire gesti di pace, giustizia, solidarietà, riconciliazione, convivenza pacifica tra le genti… Con le armi del coraggio e della pazienza, dell’amore e della tenerezza. E con la forza di un sorriso» Anna Pozzi, giornalista di Mondo e Missione.
Enrico Mascheroni è un fotoreporter sociale e da anni gira il mondo per documentare l’attualità. Ha vinto, nel 2001 e nel 2005, il 1° Premio Assoluto Agfaphoto. Membro di Reporters San Frontières, collabora con diverse agenzie e testate italiane e straniere. Organizza corsi molto apprezzati di “fotografia etica”. Per Editrice Monti ha pubblicato anche il libro fotografico I COLORI DI DIO con testi del cardinale Carlo Maria Martini.

Petit_Qualcosa che somiglia al vero amoreCristina Petit, QUALCOSA CHE SOMIGLIA AL VERO AMORE

TRE60

Clémentine vive a Parigi, al numero 14 di Rue le Monde, in uno splendido appartamento che si affaccia sui tetti della città. Ė una ragazza allegra e spensierata, e fa un lavoro che ama moltissimo: legge libri ai bambini in difficoltà, cercando di aiutarli a superare le loro paure con la terapia delle parole.
Albert è un giovane scrittore che, dopo aver visto Clémentine per strada, ne è rimasto folgorato al punto da scrivere un romanzo scegliendola come protagonista. Una volta pubblicato, Favola d’amore a Parigi conquista il pubblico francese, che si innamora di quel libro scritto con il cuore. Anche Clémentine lo legge, e ha uno strano presentimento. C’è qualcosa di speciale in quel libro, qualcosa che le appartiene…
Nel frattempo Thomas, ex inquilino dell’appartamento di Clémentine, le telefona chiedendo di un libro che ha dimenticato lì prima di cambiare casa. Quella copia di Hansel & Gretel è l’unico ricordo che aveva del nonno, sopravvissuto all’eccidio nazista del Velodromo di Parigi. Clémentine non crede alle sue orecchie: si tratta del libro più importante della sua infanzia, lo stesso che sua nonna leggeva sempre a lei e al suo fratellino, Tobias… Ma c’è ancora qualcosa che la lega a Thomas, questo ragazzo che neppure conosce, se non per telefono. D’altra parte, nei romanzi come nella vita reale, il più grande dono dei libri è quello di unire le persone…

istanteAngélique Barbéra, L’ISTANTE ESATTO CHE LEGA DUE DESTINI

Sperling & Kupfer

Kyle e Coryn appartengono a due mondi lontani, due orbite che mai avrebbero potuto incontrarsi. Kyle è una giovane rockstar americana, adorato da migliaia di fan ma capace di occultare, nelle sue canzoni tanto celebri, il dolore vissuto nella prima infanzia: aveva solo cinque anni quando sua madre è stata uccisa brutalmente da suo padre, dopo innumerevoli episodi di violenza di cui Kyle era un testimone inconsapevole. È stato cresciuto da una straordinaria sorellastra maggiore, Jane, capace di cogliere e incoraggiare il talento musicale di Kyle e talmente coraggiosa da dedicare la sua vita alla protezione delle donne maltrattate. Coryn è un’inglese da poco trasferitasi negli Stati Uniti, costretta dai genitori a sposare a diciassette anni quello che sembrava il miglior ragazzo al mondo: ora è prigioniera del suo ruolo di moglie e madre in una gabbia dorata da cui non sa come fuggire.
Un giorno, mentre è bloccato nel traffico di San Francisco, Kyle decide di cambiare strada. Una brusca sterzata, un incidente. E l’incontro con Coryn: ai due, basta uno sguardo per riconoscersi. Perché Kyle sa leggere la paura negli occhi della donna, la stessa paura che, da bambino, vedeva negli occhi di sua madre. Da quel momento, amare Coryn e desiderare salvarla sono la stessa cosa. E anche se a dividerli ci sono ostacoli che appaiono insormontabili, i loro destini adesso sono legati per sempre: soltanto insieme potranno guarire le ferite che si portano dentro e tornare finalmente a vivere.

minimunMarco Peano, L’INVENZIONE DELLA MADRE

MINIMUM FAX

Questa è una storia d’amore. Si tratta dell’amore più antico e più forte, forse il più puro che esista in natura: quello che unisce una madre e un figlio. Lei è malata, ha poco tempo, e lui, Mattia – sapendo che non potrà salvarla, eppure ostinandosi contro tutto e tutti – dà il via a un’avventura privatissima e universale: non sprecare nemmeno un istante. Ma in una situazione simile non è facile superare gli ostacoli della quotidianità. La provincia in cui Mattia abita, il lavoro in videoteca che manda avanti senza troppa convinzione, il rapporto con la fidanzata e con il padre: ogni aspetto della sua vita per nulla eccezionale è ridisegnato dal tempo immobile della malattia. Un rifugio sicuro sembrano essere i ricordi: provare a riavvolgere come in un film la memoria di ciò che è stato diventa un esercizio che gli permette di sopportare il presente. Ma è davvero possibile sfuggire a se stessi?
In questo viaggio dove tutto è scandalosamente fuori posto, è sempre il rapporto con la madre a far immergere Mattia nella dimensione più segreta e preziosa in cui sente di essere mai stato. Raccontando di questo everyman, grazie al coraggio della grande letteratura, Marco Peano ridà senso all’aspetto più inaccettabile dell’esperienza umana: imparare a dire addio a ciò che amiamo.

LE MAMME CE LA FANNOElisabetta Gualmini, LE MAMME CE LA FANNO

MONDADORI

SpiderJack usa l’iPad come fosse un disco volante e quando non insegue un pallone fa ragionamenti astutissimi; Spiga di Grano prende tutto sul serio – in particolare la maestra – e cresce di un centimetro non appena ti giri. E poi c’è Elisabetta con la sua cricca di mamme: lavorano molto, a volte moltissimo, accompagnano i figli a scuola e in piscina, si chiedono dopo quanti inviti debbano ricambiare e come organizzare un compleanno senza che sembri un ricevimento alla Casa Bianca, leggono le favole (addormentandosi subito) e tifano persino su un campo di calcio. Sono mamme che conciliano la famiglia e il lavoro, sbirciano mail alla recita di Natale e documenti a bordo vasca; si iscrivono in palestra e poi non ci vanno, bevono il caffè prima dell’alba e guidano con un cappotto sopra il pigiama. Elisabetta Gualmini le racconta e si racconta: dai post-it appesi ovunque per ricordarsi di scrivere il nome del bambino sulle calze antiscivolo, alla tentazione di sfuggire ai raduni scout, al sogno infranto di riunioni concise – beati gli uomini, che non hanno da pensare all’ultimo squillo di campanella della scuola -, alla sua amica Giovanna che ha sette figli e, a parte la tovaglia di plastica e i tre carrelli della spesa, è una persona serena. Racconta delle mamme perfette e della bellezza di quelle perfettibili. «Ti vedo stanca. Dovresti mollare qualcosa», ma Elisabetta non ascolta il suggerimento della madre, perché proprio la volontà di non rinunciare a niente, a costo di molti sacrifici, qualche acrobazia e alcuni salti mortali che contraddistingue lei e molte altre donne, le fa dire che sì, alla fine le mamme ce la fanno.

ArachiBRICIOLE_Sovra.inddAlessandra Arachi, NON PIU’ BRICIOLE

LOGANESI

Nel 1994, Alessandra Arachi pubblicò Briciole, una storia che portò all’attenzione del grande pubblico il dramma dell’anoressia e che diventò il romanzo culto di una generazione, oltre che un successo editoriale che dura da più di vent’anni.
L’autrice, diventata un’affermata giornalista del Corriere della Sera, ha deciso di tornare a raccontare il problema dell’anoressia, per abbattere lo stereotipo che da anni circonda questa malattia, ostacolandone la guarigione: la colpa della mamma. Alessandra Arachi, in Non più briciole, decide quindi di narrare la sofferenza dal punto di vista di una madre che ogni giorno è costretta a lottare con la terribile malattia che consuma il fisico e la mente della figlia: una madre coraggio che si oppone con tutte le forze all’accusa atroce di essere, proprio in quanto madre, la causa della malattia. Una donna che per poter salvare la figlia deve prima riuscire a capire il perché di una vita fatta soltanto di “briciole”.

se nessuno sa dove seiLaura Bonaiuti, SE NESSUNO SA DOVE SEI 

PIEMME EDIZIONI

Ci sono tanti modi per diventare grandi. A volte è un sentiero diritto, fatto di cadute e risalite, dove c’è sempre una mano a cui aggrapparsi. Per Alba, dieci anni, crescere è uno scarto brusco, da una vita di presenze, di giochi, di abbracci, a una di assenze. Del padre che muore in circostanze tragiche e della madre che si rinchiude nel proprio dolore, cullandolo come se allontanarsene significasse perdere i ricordi, il proprio passato, se stessa. E allora Alba capisce che crescere significa scomparire, non farsi trovare, camminare in punta di piedi, senza toccare e farsi toccare, per non disturbare il mondo. Guarda la vita da dietro a un vetro, studia, comincia a lavorare facendo le pulizie per mantenere la madre nella clinica in cui è stata ricoverata.  Lavora negli spazi dove vivono gli altri, quando le persone non ci sono, colma il vuoto immaginando vite diverse dalla sua. Vite vere. È l’incontro con Roger a incrinare il vetro, fino a frantumarlo. Insieme a lui Alba intraprende un viaggio che la porterà lontano, dalle assenze e dai ricordi, dalla paura di soffrire ancora. Sarà un viaggio, reale e figurato insieme, di scoperta di se stessa, dell’amore, di un mondo che non credeva esistesse. Sarà una vera e propria rinascita.

barbara_due madri_cover 2Ugo Barbàra, DUE MADRI

FRASSINELLI

Abruzzo, 1943. Stella non avrebbe mai pensato che la guerra avrebbe raggiunto il suo paese: un manipolo di case aggrappate alla roccia, da sempre lontano da tutto e da tutti. Invece prima sono arrivate le lettere a portarsi via gli uomini, poi la fame e, infine, gli aerei che sfiorano le montagne, quasi a sfidarle.
Nella sua vita non si è mai trovata a dover scegliere da che parte stare, quella della gente per bene è una sola, ma con il marito in Russia e il lavoro sempre più scarso capisce di dover scendere a compromessi. Anche se a bussare alla sua porta è quello che tutti additano come il nemico. Per sfamare suo figlio e provare a regalargli un futuro.
Buenos Aires, 1980. In cuor suo Olga è certa che qualcosa sta per accadere. La gente in quei mesi sparisce senza lasciare traccia. E quando torna a casa dal turno in fabbrica e non trova suo marito Miguel comprende che è arrivato il loro turno. L’unica cosa che vorrebbe fare è cercarlo, aspettarlo, restare in quella casa piena di ricordi, ma non ne ha il tempo. Deve mettere in salvo se stessa e, soprattutto, suo figlio.
Così parte, la vita in una piccola valigia, in tasca i documenti falsi, per mano suo figlio. La paura relegata in un angolo del cuore insieme alla speranza che Miguel torni da lei, un giorno.
La storia  emozionante e dolente di due donne, due madri pronte a tutto, anche a dimenticare e calpestare se stesse, per salvare i propri figli.

mamme avatarLaura Turuani e Davide Comazzi, MAMME AVATAR

BUR parenting

Sempre di corsa per far fronte ai mille impegni che riempiono la vita, le donne di oggi hanno spesso la convinzione di essere madri distanti. In realtà, sono molto più presenti di quanto pensino: devono solo rendersene conto. Nel loro
sforzo quotidiano di conciliare la maternità con la vita multiruolo dei nostri tempi, si sono inventate una forma di prossimità virtuale che le mantiene vicine ai loro bambini anche quando non sono insieme fisicamente. Laura Turuani e Davide Comazzi – autorevoli psicoterapeuti dell’Istituto Minotauro che nel corso degli anni hanno assistito moltissime mamme – spiegano in questo libro come le donne abbiano adattato il ruolo materno ai
bisogni e ai tempi di oggi: in un percorso che va dalla scoperta della gravidanza fino all’adolescenza, gli autori esaminano i sentimenti che accompagnano il diventare madre e mostrano come le tante figure che ruotano intorno ai bambini (tate, nonni, insegnanti, allenatori…) e gli strumenti tecnologici a disposizione possono servire per la costruzione di veri e propri “avatar”, propaggini di sé con le quali seguirne la crescita. Comprendere i meccanismi della “presenza virtuale materna” e capire le proprie “strategie di avatar” può consentire a ogni madre di interpretare al meglio il proprio ruolo, stando accanto ai figli fin dove è necessario e accettando poi, quando è il momento, di lasciarli andare

 

 

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