Per gente sola – Fabio Dainotti

Titolo: Per gente sola
Data di pubbl.: 2026
Pagine: 108
Prezzo: € 18,00

I poeti sono i custodi delle solitudini, questo sosteneva Paul Celan nei suoi ragionamenti sull’orlo del abisso.

La solitudine resta uno dei temi fondamentali intorno a cui il poeta continua a riflettere.

Lo fa anche Fabio Dainotti nel libro Per gente sola. I suoi sono versi essenziali che attraversano in maniera diretta lo stato dell’essere soli con tutte le sue conseguenze esistenziali.

Il risultato è una mappatura del concetto di solitudine che tiene conto delle implicazioni reali e immanenti del vivere quotidiano.

La solitudine nella poesia di Dainotti è una questione che riguarda tutti, è quel sentimento malinconico e introverso che ci isola anche quando ci sentiamo moltitudine.

Il poeta la definisce un’aria di vuoto e di vacanza tra gioia e lutti, un alito, una muffa, un singhiozzo, una rima, aspettare davanti alla specchiera che faccia sera.

Per gente sola è un libro – inventario che redige un bilancio disastroso e drammatico e racconta tutti i modi di sentirsi soli al mondo dell’uomo contemporaneo.

«La “gente sola” che popola i versi non è solo l’altro: –scrive Vincenzo Guarracino nella postfazione – siamo noi con i nostri desideri inesauditi, i nostri gesti mancati, le ore trascorse a guardare dal buio una finestra illuminata.

Dainotti non costruisce metafore lontane, il suo passo narrativo, nitido e piano restituisce la realtà come un mosaico di frammenti».

Con immagini semplici e potenti e un’ironia amara e spietata che ricorda molto i versi di Giorgio Caproni e la lucidità disincantata di Mark Strand, il poeta senza alcun compiacimento affonda la penna nella carne viva del dramma: «Uscire con paura di incontrare, / oggi e domani, / chi “nasconde un pugnale tra le mani”».

Una poesia, questa di Fabio Dainotti, che è capace di leggere (con una consapevolezza estrema, una dolorosa presa di coscienza e un’autenticità che non bisogno di metafore) il teatro del vivere nel quale siamo tutti compromessi con la nostra personale condizione di solitudine che fa di tutti noi quella tragica moltitudine di gente sola.

La poesia non annuncia redenzioni, non salva, leggendoci ci mette tutti a nudo davanti alla nostra disperata solitudine, ci dice che nasciamo e moriamo soli («Vorrebbe l’uomo solo stare altrove: / in un posto qualunque.»).

La poesia di Fabio Dainotti è soprattutto testimonianza, una concreta adesione al vero, una fuga dalle allusioni e dai nascondimenti, un modo di stare al mondo per dirci con parole crude che la nostra solitudine è: «Inventarsi qualcuno per parlare / la sera, senza alzare / la voce, confidare / sogni, speranze vane».

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