Data di pubbl.: 2025
Traduttore: Elena Tonna
Pagine: 206
Prezzo: € 18,90
«Si chiuse così la vita di un personaggio – eroe che fu insieme modello e imitazione delle sue storie. La malattia lo aveva reso fragile e tremante, magro come uno spettro, col viso incavato e dolente, ma non è questo lo Hemingway che vogliamo ricordare. A chiunque gli abbia voluto bene, a chiunque abbia amato i suoi libri, sembra giusto riproporre l’immagine standard di uno Hemingway che portava impermeabili con la cintura un po’ troppo stretta alla Humphrey Bogart e quando voleva fare il “ duro” piegava il sorriso da una parte come Clark Gable, uno Hemingway che abbracciava forte fino a far scricchiolare le ossa e camminava col passo leggero degli ex pugili, o, come diceva lui, di discendente degli Indiani, sempre solido e protettore, pronto ad aiutare la gente da poco e stare alla larga dai potenti».
Con queste parole Ferdinanda Pivano ricorda il grande scrittore americano, cui fu legata da un profondo sodalizio amicale e professionale, in Hemingway, la bellissima biografia appassionata, pubblicata da Rusconi nel 1985 e che oggi sarebbe il caso di ripubblicare.
Ernest Hemingway, lo scrittore – mito del Novecento, il romanziere che con la sua prosa tersa ha rinnovato la narrativa e imposto il proprio stile: di uomo forte, bevitore, coraggioso sui campi di battaglia e nella caccia grossa.
Lo scrittore che nei suoi libri sa come fare sanguinare le parole: fuori dal tempo la sua prosa stellante e inimitabile, i due dialoghi dove le parole cadono come gocce di perle col peso di glabre verità inconfutabili, le sue innovazioni stilistiche e contenutistiche, il suo modo di narrare con un’aderenza alla realtà che veniva dall’ansia di abolire le sovrastrutture.
Nel nostro tempo è il primo vero libro di Hemingway. Pubblicato nel 1925, non era apparso mai in italiano come opera singola.
Il libro è stato pubblicato dalla Compagnia editoriale Aliberti a cura di Daniela Benati e traduzione di Elena Tonna.
Fino adesso il volume è sempre rimasto incorporato nei Quarantanove racconti.
Eccolo finalmente nella sua versione originale è la traduzione di Elena Tonna è stata realizzata sulla base dell’edizione del 1925 e non su quella contenuta nell’edizione americana dei Quarantanove racconti.
La prima raccolta di racconti di Hemingway in cui sono raccolte le sue memorabili short – stories in cui troviamo la sua prosa tersa che ci ha insegnato a coinvolgere la vita nella letteratura, soltanto così l’esistenza po’ essere raccontata e narrata.
Nel libro troveremo i primi classici di Hemingway come i famosi racconti con protagonista Nick Adams e soprattutto la visione sorprendente e chiara della sua scrittura, grazie alla quale ancora oggi noi lo amiamo e lo apprezziamo.
Per lo scrittore americano la vita è un’opportunità da cogliere. Il suo obiettivo è stato sempre quello di mettere su carta quello che ha visto e sentito nel modo più semplice possibile.
«Non c’è niente da scrivere. Tutto quello che fai è sederti alla macchina da scrivere è sanguinare».
In queste poche parole sempre aderenti alla realtà c’è tutta la filosofia dell’uomo e dello scrittore Hemingway che si preoccupava soltanto di scrivere sinceramente, e non si faceva domande sul corso del destino delle cose.
Nel nostro tempo costituisce una novità per il lettore italiano e soprattutto un’occasione per tornare a leggere Hemingway, lo scrittore che ci ha insegnato una verità fondamentale: per impegnarsi nella letteratura, bisogna prima impegnarsi nella vita.

