Data di pubbl.: 2025
Pagine: 201
Prezzo: € 18,00
Figura straordinaria nel panorama europeo della seconda metà dell’Ottocento, Bertha Ringer nasce il 3 maggio 1849 a Pforzheim nel Baden, unica figlia di Auguste e Karl Frederick. Tanto che il padre, in quella data, ebbe ad annotare sulla Bibbia di famiglia la seguente frase: È nata mia figlia Bertha. Sfortunatamente solo una femmina. Come si sbagliava a sminuirla!
C’è da dire, però, che negli anni seguenti fu proprio Herr Ringer a venire sempre incontro alle richieste della figlia, come quella, impellente, di poter studiare, se non al ginnasio come i maschi – cosa peraltro proibita nella Prussia di Bismarck – almeno grazie a un’istitutrice privata.
Intelligente, perspicace, abile nelle materie tecniche e scientifiche, Bertha non ha alcuna intenzione di sposarsi per convenienza o assecondando la volontà dei genitori nella scelta del marito giusto. L’è bastata vedere la trasformazione in peggio della cugina Else dopo il matrimonio con un uomo di sicuro abbiente, ma di trent’anni più vecchio, saccente e arrogante. Lei si sposerà per amore e così accade quando incontra il giovane Karl Benz di famiglia modesta, orfano di padre, ma già ingegnere e direttore di una fabbrica nella città di Karlsruhe. Karl è anche qualcos’altro, un uomo con un sogno, un sogno che Bertha impara a conoscere e a condividere: la costruzione del primo veicolo a motore. Riuscirà persino, prima delle nozze, a diventare la finanziatrice dell’opera di Karl e non smetterà mai di aiutarlo economicamente e di incoraggiarlo lungo il faticoso e impervio cammino verso il successo della sua invenzione. Fra alti e bassi, Bertha darà a Karl cinque figli, due maschi e tre femmine; lo sosterrà di fronte alla derisione e all’incredulità dei suoi concittadini e conterranei, ma per lui farà anche qualcosa che non solo per l’epoca, ma in assoluto non ha uguali nella storia. Convinta che sarà un pubblico viaggio di prova a consacrare l’invenzione del marito, partirà di nascosto dalla città di Mannheim alla volta della casa materna a Pforzheim sul velocipede a motore opera di Karl. Cento chilometri che Bertha riuscirà a percorrere accompagnata dai figli maschi di quindici e dodici anni ad agosto del 1888. Un viaggio incredibile e avventuroso coronato da un grande successo di pubblico e stampa e dal conseguente affermarsi dell’invenzione di Karl.
Emilia Covini racconta la storia di una donna, ribelle e determinata, con innegabile grazia, grande partecipazione e perfezione tecnica senza dimenticare i momenti di suspence nel corso del memorabile viaggio. E grazie alla Covini, per noi lettori Bertha Ringer Benz diventa una figura di donna amata ed emblematica, sinonimo di coraggio, spirito di avventura e amore sincero per il proprio compagno, una donna proiettata nel futuro. Fu lei, e non un uomo, a compiere ‘il primo viaggio a lunga tratta con un veicolo a motore’ superando ostacoli tecnici e meccanici, senza mai cedere alla paura o allo sconforto.
Il 26 febbraio 2008, centoventi anni dopo quel memorabile viaggio, la città di Karlsruhe le ha intitolato un percorso di 194 chilometri, lungo la tratta Mannheim-Prorzheim-Mannheim, che fa parte della European Route of Industrial Heritage.
Concludiamo ringraziando Sara Rattaro e Anna di Cagno per la bella collana Femminile Singolare, edita da Morellini, grazie alla quale continuiamo a scoprire tante donne che ‘fecero l’impresa’.


