Data di pubbl.: 2025
Pagine: 110
Prezzo: € 15,00
Dare un nome a tutte le cose e chiamare le cose con il loro nome. È sempre questo l’obiettivo di una poesia onesta.
In una realtà in cui la poesia onesta è sempre discriminata a vantaggio di mistificazioni e di aberrazioni di comodo, ci sono per fortuna piccoli mondi in cui si trovano poeti che non si nascondono dietro le parole.
Alessandra Cristofari con Che tragedia i sentimenti prende a schiaffi la realtà e con un’ironia tagliente racconta il nostro quotidiano stare in un mondo con tutte le sue precarietà.
«La mia specialità / è / la catastrofe.»; «Abbiamo trasformato / gli errori / dei nostri genitori / in fiori.»; «Oggi / nemmeno il navigatore mi deve parlare».
Cristofari nella sua poesia fa sempre i conti con la realtà, ogni verso è interessato dall’immanenza di un gesto. La lettura delle sue parole ci chiama subito in causa, perché la sua poesia ci riguarda da vicino: come lettori ci sentiremo parte integrante di quel quotidiano che la poetessa racconta, sentiremo sulle nostre spalle le preoccupazioni, il disagio, la fragilità. Nelle poesie di Alessandra Cristofari ci siamo tutti noi che viviamo ogni giorno la tragedia dei sentimenti.
«Sì, perché viene un po’ di fame – scrive Luisa Merloni nella prefazione – a leggere questo libro, ve lo dico così potrete premunirvi. Tenetevi del comfort food vicino alla poltrona per quando Alessandra ci schiaffeggia con il reale: l’estate “adulta”, la tangenziale est, il monolocale a settecento euro. Perché non c’è salvezza, quando ti sporgi su queste pagine ti cade pure la maglietta dal balcone, lavata di fresco. Resta, comunque, intatto, il profumo di lavanda».
A Alessandra Cristofari piace volare, lasciando croci alle spalle, planare in un dividendo di sogni, tenere, inseguire, scappare. Così la poetessa si presenta all’inizio del libro con la sua breve biografia.
Non c’è altro da aggiungere a queste parole che ci conducono in un viaggio interiore in cui prevale una tragica ironia del paradosso, sempre spiazzante.
«Che tragedia i sentimenti / meglio / concentrarci sugli agretti».
Ogni poesia di questo libro è un affondo che cerca lo schianto.
Cristofari con un umorismo esilarante e tragico allo stesso tempo ci invita a abbracciare l’esistenza con una consapevolezza: nessuno è felice per tutta la vita ma bisogna «disarmare l’attesa / lasciando attoniti i merli /a contare le stelle cadenti».

