Salone Torino: Incontro con… Alessandro D’Avenia

La sala gialla del Salone del Libro di Torino è stracolma di persone e la coda per entrare è ancora lunghissima. L’autore coinvolto nella presentazione è Alessandro D’Avenia e all’improvviso è tutto chiaro il perchè di una folla scalpitante. Il professore palermitano ha raggiunto il successo nel 2010 con i romanzo “Bianca come il latte, rossa come il sangue” ed oggi è qui per parlare del suo ultimo lavoro, “Cose che nessuno sa”, destinato a diventare un altro grande bestseller.

L’autore chiarisce subito un punto “Scrivo perchè sento di avere una vocazione. Il mio amore per i libri e per le storie nasce già in prima elementare. La cosa che più mi colpiva era sapere la fine, è naturale, è questo il bello delle storie. Sapere il finale rappresenta tutto. Noi siamo fatti di storie”.

D’Avenia non dimentica mai di essere un professore e non dimentica mai i suoi alunni, addirittura dichiara “Ho scritto il mio primo libro con l’intenzione di far leggere qualcosa ai miei alunni che non fosse un bigino o un riassunto scaricato da internet”. E’ proprio la sua ironia a renderlo simpatico al grande pubblico che è decisamente conquistato dalle sue parole e lo dimostra con applausi continui.

Concludendo l’autore decide di condividere con i lettori un’esperienza che ha vissuto nei giorni precedenti, una visita ai carcerati, e dichiara: “Avevo paura, quando sono entrato in carcere avevo paura. Ringrazio di essere libero. I ragazzi in carcere si dedicano alla lettura con rassegnazione, con senso di sacrificio, capiscono solo poi che leggere è l’unico modo che hanno per sentirsi liberi, perchè un libro fa rimpadronire dei propri pensieri”.

 

 

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Riccardo Barbagallo

Lavoro da qualche anno nell'editoria, mi occupo di comunicazione per editori e autori e sono un digital addicted. Al contrario di altri, non mi posso definire un lettore da sempre, 'La coscienza di Zeno' in prima media è stato un trauma troppo forte da superare per proseguire serenamente la relazione con la lettura. Più avanti ho deciso di leggere un libro per piacere, e non per obbligo, ed è stato lì che ho capito quale sia la vera forza della lettura: la capacità di emozionare. Credo che sia questo il segreto, se così possiamo definirlo. Non ho più smesso.

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