Recuperati 36 manoscritti di Verga

36 manoscritti, migliaia di stampe fotografiche di lettere, centinaia di lettere autografe, bozze, disegni e appunti di Giovanni Verga, per un valore di quattro milioni di euro, prestati agli inizi degli anni Trenta dal figlio di uno scrittore catanese a uno studioso messinese, e mai più restituiti, sono stati posti sotto sequestro  dai carabinieri del Reparto Operativo Tutela Patrimonio Culturale a  Roma e Pavia.

 Vani erano stati negli anni i tentativi del figlio dello scrittore di rientrare in possesso dei suoi beni, trattenuti dallo studioso che si opponeva strenuamente alla restituzione, fino al 1975 quando, dopo varie azioni legali, Pietro Verga, nipote dello scrittore, ottenne dal Tribunale di Catania una sentenza che gli attribuiva il possesso legale di tutti i manoscritti del nonno. Prima ancora di avere in mano i manoscritti, l’uomo contattò il Comune di Catania, per vendere l’intero blocco di opere, il quale, dopo aver interpellato la Regione Sicilia, accettò l’offerta.

La città di Catania, però, entrò in possesso solo di una piccola parte di quelle opere; ora, con questa operazione, la Città torna a sperare: «Auspico che la città di Catania entri al più presto in possesso dei trentasei manoscritti di Giovanni Verga» ha detto il sindaco di Catania Enzo Bianco. Inoltre, l’assessore comunale alla Cultura Orazio Licandro ha dichiarato: «Riteniamo che questo cospicuo lotto di manoscritti e carte debba essere ospitato nella istituzione culturale più appropriata, ossia la Fondazione Verga, che fa riferimento anche all’Università. Per questo avvieremo contatti con le istituzioni competenti a partire dal Ministero dei beni culturali».

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