Quando i dittatori si servono dei libri per fare propaganda

La forza che alcuni libri hanno sulle menti delle persone è davvero dominante. Abbiamo imparato a conoscere come alcuni testi possano aprirci o influenzarci e anche i dittatori hanno capito che la carta riempita d’inchiostro può essere una grossa forma di propaganda.

I leader della Corea Del Nord sembrano averne fatto un mantra, tant’è che nelle scuole del regime vengono tuttora studiati volumi scritti negli anni 60 e 70 dal dittatore Kim Il-Sung e suo figlio poi, Kim Jong Il. Questi volumi illustrati per ragazzi sono delle vere e proprie storie anti capitaliste dove, in forma di gioco e con immagini accattivanti, si vuole colpire il mondo occidentale addestrando fin da piccoli i bambini a credere nel governo del proprio paese. Queste opere sono considerate dei veri e propri classici al pari dei nostri Promessi sposi di Manzoni o Cuore di Edmondo De Amicis.

Molto probabile che dietro questi libri firmati dai dittatori, ci sia la regia di appositi ghost writer e spin doctor, il cui compito è diffondere l’idea politica della nazione.

Mentre la Corea del Sud sta lavorando alla diffusione degli e-book per bambini e ragazzi, attualmente il leader Kim Jong-Un della Corea del Nord, prosegue la strada tracciata dai suoi predecessori, favorendo i testi propagandistici nelle scuole come uno dei punti focali della politica interna.

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