Novità in uscita nella settimana dal 17 al 22 Settembre 2012

ROMANZI

Eleonora Cohen nasce una notte del 1877 mentre la guerra russo-turca divampa nella pianura danubiana e la cavalleria dello zar irrompe nella città di Costanza. Un’antica profezia, narrata da due levatrici tartare giunte in città proprio quel giorno, prefigura per lei orizzonti carichi di aspettative. E la bambina non le tradisce. Fina da piccola dimostra memoria portentosa, grande abilità nel far di conto ma soprattutto una straordinaria predisposizione per l’apprendimento delle lingue e la lettura. Quando Eleonora si trasferirà a Istanbul, nella ricca dimora di Moncef Barcous Bey, ex governatore di Costanza e socio in affari del padre, le voci sulle doti della piccola bambina prodigio si spargeranno rapidamente, fino a varcare la soglia del palazzo del sultano…

L’indovina di Istanbul” di Micheal David Lukas. Dal 20 settembre in libreria. Longanesi editore.

In quarantotto dannatissime ore, Roberto Milano, giovane laureato, campione del contratto–a–tempo–determinato (o a nero), ciclista spericolato affetto da una psoriasi ansiogena, stacanovista per necessità e senza gloria, perde tre lavori: comparsa nei film porno, insegnante privato e pizza express. Gli rimane giusto un part-time al bancone di uno squallido bar frequentato solo da pensionati. Quattro lavori con cui riusciva appena a pagare l’affitto e le bollette di una stanza a Roma. L’ultima speranza è riposta nel colloquio per un lavoro in un fast food. L’illusione di un posto si infrange contro il test attitudinale: quale diavolo era la risposta giusta alla domanda sull’uovo? In preda a questo e ad altri interrogativi esistenziali, quando sembra non ci sia più scelta che quella di tornare a casa da mamma, Roberto incontra Marianna, spregiudicata, fresca, vitale, e con lei si mette a progettare una rapina in un bar. Nasce La Banda dei Precari, e scatta la scintilla fra Roberto e Marianna. Una relazione   soffocata dall’incombenza del denaro e dalle necessità, che non riesce a fermare il destino tragico che li aspetta dentro il fast food in cui stanno per fare la grande rapina, quella definitiva, dopo cui niente sarà più lo stesso. Segnalato fra i finalisti al Premio Calvino per «la scrittura disinvolta e disinibita con cui affronta ironicamente e autoironicamente il tema della precarietà», Fabio Napoli racconta con una commedia agrodolce la vita di ragazzi che hanno voglia di trovare una soluzione al rebus della sopravvivenza – sbagliando a volte – per immaginare un futuro che includa nei propri orizzonti la felicità.

“Dimmi che c’entra l’uovo” di Fabio Napoli. Dal 20 settembre in libreria. Del Vecchio editore. 

Nagasaki, agosto 1945. Kazuo, un ragazzo occidentale adottato da una famiglia giapponese, e Junko, figlia di una maestra di Ikebana, si sono ripromessi di incontrarsi su una collina per suggellare il loro amore adolescente con un haiku. Pochi minuti prima dell’appuntamento, la bomba atomica trasforma la città intera nell’inferno. Tokio, febbraio 2011. Emilian Zäch, architetto svizzero in crisi, funzionario delle Nazioni Unite e sostenitore dell’energia nucleare, conosce una gallerista di arte giapponese ossessionata dall’idea di rintracciare il primo amore della nonna. Due storie parallele, destinate a incrociarsi in un finale sorprendente.

“Il canto delle parole perdute” di Andres Pascual. Dal 20 settembre in libreria. Corbaccio editore.

Édith quasi non ci crede quando scopre che Fadila, la sessantenne marocchina che lavora per lei come domestica a ore, è completamente analfabeta. Come fa una persona che vive a Parigi nel terzo millennio a non saper né leggere né scrivere? Come fa a prendere l’autobus o la metropolitana, come fa a pagare un bollettino alla posta o prelevare dei soldi al bancomat? Per la brava donna è un disagio come un altro, ma per Édith è inconcepibile. Decide così di insegnarle a leggere e scrivere cominciando dall’alfabeto. Scoprirà presto che insegnare a un’adulta con la testa già formata è ben più difficile che istruire un bambino con un cervello, per così dire, predisposto all’apprendimento. Le lezioni, che si svolgono nei ritagli di tempo di entrambe le donne, procedono lentamente e faticosamente tra momentanei entusiasmi e più lunghi cali di tensione. Ma durante quegli incontri si crea poco a poco una conoscenza reciproca che sfocia in amicizia e stima, e che andrà molto oltre i modesti successi didattici. Édith, signora colta e decisamente francese, entra in contatto con una vita diversa, la vita di un’immigrata che ha passato una sofferta gioventù in Marocco e conduce una sofferta esistenza nel ricco Occidente. Eppure, nonostante gli stenti e le privazioni, la vita di Fadila emana dignità e consapevolezza, in una strana miscela di fatalismo arabo e buonsenso di madre di famiglia. Chi delle due imparerà di più dall’altra?

“Mandorle amare” di Laurence Cossè. Dal 21 settembre in libreria. E/O editore.

Burlington, Vermont. Il tavolo della colazione sembra un campo di battaglia. Uova strapazzate sbocconcellate, macchie di marmellata mista a yogurt, briciole di pane sulla tovaglia. In salotto giocattoli sparsi a terra e il pianto di un neonato. Ginny e William pensavano di non doversi più occupare di queste cose. Tutti i loro figli sono ormai grandi e se ne sono andati finalmente a vivere per conto loro. Il loro programma era quello di godersi in pace gli anni della loro vecchiaia, curare il giardino, scaldarsi alle chiacchiere serene dell’ultimo sole. Ma è bastato un solo, breve weekend perché la casa fosse improvvisamente invasa da tutta la loro progenie. La prima a presentarsi è Lillian, in fuga da un marito fedifrago, con al seguito la sua bambina di tre anni e il neonato Philip. Poi Stephen, accompagnato dalla moglie che scopre proprio in quel momento che la sua gravidanza è a rischio ed è costretta all’immobilità immediata. E infine Rachel, la figlia minore, che ha perso il lavoro e non può più permettersi le scarpe costose e l’affitto nel pieno centro di Manhattan. Dovevano fermarsi solo pochi giorni, ma sono diventati ospiti a tempo indeterminato. William e Ginny hanno di fronte a loro una lunga, lunghissima estate in cui, fra piatti rotti, urla selvagge, ma anche le carezze tenere delle dita paffute di un nipotino, devono imparare a conoscere di nuovo i figli e i loro problemi, ormai molto più complessi di una caduta dalla bicicletta e un ginocchio sbucciato. Perché non si smette mai di essere genitori. Mirtilli a colazione ha incantato critica e pubblico. A poche settimane dall’uscita i librai, che l’hanno adorato, l’hanno eletto esordio dell’anno. Meg Mitchell Moore dipinge con maestria, leggerezza e straordinario acume le difficoltà e le piccole gioie quotidiane di una famiglia in cui tutti possiamo trovare una parte di noi.

“Mirtilli a colazione” di Margaret Mitchell Moore. Dal 20 settembre in libreria. Garzanti editore.

Budo ha otto anni, come Max, ma non è nato otto anni fa.

È stato inventato da Max quando aveva quattro anni e solo lui può vederlo.

Budo è l’amico immaginario di Max ed è la voce narrante di questo romanzo. Max è un bambino autistico, vive in un mondo tutto suo e Budo è il suo migliore amico. L’unico.

“L’amico immaginario” di Mattew Dicks. Dal 21 settembre in libreria. Giunti editore.

In un giorno qualsiasi, nella città di Leilja, il cadavere di una donna rossa viene ritrovato nella modesta casa di un uomo. C’è molto sangue, ma non le appartiene: lo ha perso l’uomo, un ex miliziano che risponde al nome di Nord, ora scomparso. Suo fratello Mattias, che gli è legato dalla misteriosa e proibita pratica della telepatia, si avvia a seguirne le tracce, che lo portano sui monti selvaggi ed arcaici del Gora: un confine assoluto oltre il quale vivono imprecisate civiltà, un luogo dove la Natura è per sempre irredimibile, dove le rosse volpi sopravvivono a ogni furbizia dei cacciatori. È lì che scomparve un giorno il padre dei due ragazzi, è da quel luogo che discende la bellissima donna mutante che è stata ritrovata morta, è lì che vive un’enorme e imprendibile Bestia minacciando la vita dei cittadini, ed è lì che Mattias intuirà l’essenza nascosta della propria stirpe, la chiave autentica della propria esistenza, il senso della naturalità perduta per sempre eppure continuamente presente nel vivo, nel corpo di ognuno. Dalla più visionaria e scabra dei nostri nuovi narratori, una prova di impareggiabile intensità, un libro che resta, che è capace di intagliare profondamente, durevolmente la sensibilità del lettore.

“La caccia” di Laura Pugno. Dal 20 settembre in libreria. Ponte alle Grazie editore.

Nulla è indicibile per l’anti-eroina senza nome di questo romanzo sardonico e irresistibilmente divertente, che butta all’aria ogni garbo e tira dritta per la sua strada con la levità di un bulldozer. Catturata dalla vita avventurosa e dalle gesta del giovane Jim Hawkins narrate da Stevenson nell’Isola del tesoro, la Nostra, alla ricerca di una vita più audace e genuina, getta lo scompiglio intorno a sé coinvolgendo i suoi cari, l’amica del cuore, un pappagallo e chiunque abbia la sorte di trovarsi sul suo cammino. L’impeto accanito con cui cerca di perseguire i propri obiettivi potrebbe portare il lettore ad arrendersi a sentimenti poco benevoli nei suoi confronti; e invece, la profonda e sciroccata umanità che trapela dalle sue imprese bislacche fa vibrare corde di solidale e deliziata empatia. Fra situazioni di un umorismo travolgente e intuizioni rivelatrici, Sara Levine ci conduce con la scioltezza e la sagacia della grande scrittrice dalla prima all’ultima pagina di un romanzo che non si lascia metter giù e continua ad avvincere ben oltre la parola Fine.

“L’isola del tesoro!!!” di Sara Levine. Dal 21 settembre in libreria. E/O editore.

A quarant’anni Tesson decide di lasciarsi dietro la fidanzata e gli amici, il lavoro e gli impegni. Vuole allontanarsi da Parigi, la sua città, per almeno sei mesi, e andare a vivere in paradiso. Una capanna di pochi metri sulle sponde del lago Bajkal, a 120 chilometri di distanza dal primo villaggio. D’inverno una temperatura di meno trenta gradi, d’estate gli orsi che si rotolano sulle rive. Una cassa di libri, una di sigarette e una di vodka. Da febbraio a luglio del 2010 Tesson si impone un ritmo preciso. La mattina legge, scrive, fuma, disegna. Seguono cinque lunghe ore dedicate alle faccende domestiche: bisogna tagliare la legna, spalare la neve, preparare le lenze, riparare i danni dell’inverno. La vera sfida di questi sei mesi è scoprire se si riuscirà a resistere. L’ispettore forestale che lo ha accompagnato fin lì è stato chiaro ed enigmatico allo stesso tempo: «Questo è un posto magnifico per suicidarsi…». Spazio, silenzio, solitudine, una vita finalmente semplice, i giorni che passano mentre si guarda il lago e la foresta o si pesca per la cena. Un bicchiere di vodka dopo una passeggiata tra i monti e una sedia di fronte alla finestra: un punto di osservazione ideale per cogliere l’ebbrezza e il respiro della natura, l’inverno, l’arrivo della primavera, la felicità, la disperazione, finalmente la pace. Perché nell’immobilità della Siberia si sente il rumore del tempo, e si sta in ascolto della propria metamorfosi. E poi ci sono i libri, perché quando non si confida nella ricchezza della propria vita interiore bisogna sempre portarsi dietro dei buoni libri: Truman Capote e il marchese de Sade, Casanova e Il postino suona sempre due volte, il Trattato del ribelle di Jünger e tutte le versioni del Robinson Crusoe, il De rerum natura e le Fantasticherie del passeggiatore solitario di Rousseau. Mentre si fuma e si beve una vodka si legge del corpo, dell’amore e del sesso, del pensiero e della perdizione, dell’ascesi e dell’abbrutimento. Questo è il paradiso.

“Nelle foreste siberiane” di Sylvain Tesson. Dal 19 settembre in libreria. Sellerio editore.

Sul set di un film che non si farà, un Calvario dove Cristo non muore davvero e quindi non risorge, va in scena la storia dei destini incrociati di due donne, un’attrice in cerca di parte e una giornalista free lance, inconsapevoli interpreti di una sceneggiatura senza autore che brancola anelando un lieto fine. In una sola giornata, scopriranno sorte e ragione delle loro sofferenze, dovute a figure maschili accomunate da indifferenza e cinismo, secondo le regole inesorabili di una partita a quattro dove più si truccano le carte e meglio ci si avvicina a quella che sembra una vittoria; sostanziando invece la rovina di chi violi e offenda la capacità delle donne di attraversare indenni ogni fuoco, compreso quello dei sentimenti, sublimati anziché inceneriti dalle umane manchevolezze e dal corso del tempo. Il talento visionario dell’autrice di Lourdes e Tutta mio padre si misura in questo nuovo romanzo con la questione della dissimmetria dell’amore, tra frasi protese nel vuoto come ponti costruiti a metà e quindi incapaci di congiungere distanze che rimangono solitudini. Non c’è finale autentico per una vicenda che inizia nell’assenza di conciliazione e che si dipana tra figure concrete come fantasmi, immagini della storia e della fantasia, esuli dalla letteratura e dalle arti, a inscenare un impensabile carosello, un oratorio terreno, una formidabile danza macabra di musicisti romantici e animali antropomorfizzati, di commedianti senza più parte da recitare ed eroine letterarie di un altro secolo o di nessuno, dove le parole si affilano come armi da taglio, come strumenti di tortura, definitive e irredimibili, fino al grado zero del dolore e alla decantazione della passione: perché anche in queste pagine, cristallizzate in uno stile di assoluta originalità e di potente resa drammatica, le donne perdonano tutto tranne il silenzio.

“Le donne perdonano tutto tranne il silenzio” di Rosa Matteucci. Dal 21 settembre in libreria. Giunti editore.

L’insegna al neon del Miradar brilla fra sagome lontane di fabbriche abbandonate e stazioni di servizio. Un tempo ben frequentato, ora è uno squallido ristorante di giorno, un albergo a ore all’occorrenza, una discoteca di notte. Sul suo palco, ragazze seminude danzano sotto crocefissi illuminati. Ma ciò che è nascondiglio per alcuni è occasione per altri: un giorno vi arriva Margherita, giovane studentessa che vuole in tutti i modi affrancarsi dalla vita da operai dei genitori e dalle promesse di un fidanzato partito per l’America. E dentro al Miradar Margherita incrocia altri destini, altre anime: la rumena Barbara, che risparmia i centesimi per poter fuggire, un giorno, con il figlio Anghel. Marilù, l’ultima vera puttana domiciliata nel locale, che ama vestire i panni della moglie morta di Pepi, uno dei clienti più fedeli. Clarissa – bellissima e triste – che finalmente ha deciso di sognare. Sugar, il proprietario del Miradar, che insieme alla sorella Moira affoga nei debiti e passa le giornate a consultare siti di agenzie matrimoniali.
Come in una ballata, questi personaggi mescolano rabbia, insofferenza, cinismo e passione. Tutti hanno bisogno di raccontarsi. E tutti lottano, a modo loro, per strapparsi alla logica di cui sembrano essere prigionieri. C’è chi ce la fa e chi soccombe.

“Miradar” di Ilaria Mavilla. Dal 19 settembre in libreria. Feltrinelli editore.

SAGGI

Che forza e rigore nelle parole che Ernesto Rossi scrisse sui partiti negli anni Cinquanta dalle colonne de «il Mondo». Vale la pena davvero riproporle e farle leggere a tutti. Il male che oggi viene in superficie Rossi lo denunciava già allora con assoluta lucidità. I partiti come macchine di potere e basta, dove i soldi sono tutto, il programma niente. Chi ha i soldi più facilmente ricopre importanti funzioni nella macchina parlamentare e nelle istituzioni. Detta regole, favorisce accordi, tratta su tutto. Ma i soldi non bastano, servono favori, vantaggi economici, posti di lavoro. Una denuncia netta contro i partiti di allora e un sistema che per forza di cose mette chi fa politica nella condizione di allearsi anche con le mafie e la criminalità. Più soldi, più voti, più potere. Questo libro propone gli articoli che Rossi scrisse specificamente sulla questione del finanziamento ai partiti e che non sono mai stati proposti da soli in un unico volume.

“Contro l’industria dei partiti” di Ernesto Rossi. Dal 20 settembre in libreria. Chiarelettere editore.

L’Italia per crescere e svilupparsi non può assolutamente eliminare il Mezzogiorno, ma deve invece risolvere i problemi che lo attanagliano. Questa la tesi di fondo da cui parte Giovanni Valentini in questo suo pamphlet provocatorio e faziosamente filomeridionale. Fin dagli anni immediatamente successivi all’Unità d’Italia, secondo Valentini, i meridionali non hanno mai davvero sentito di far parte dello stato italiano, perché lo stato si è sempre manifestato come qualcosa di esterno e di invasivo, fonte di sfruttamento e di oppressione. Da questo è nato e si sviluppato, fino a raggiungere le dimensioni attuali, il proliferare dell’Antistato nelle sue varie forme, dall’assenteismo al clientelismo, alle false pensioni, alla malavita organizzata. Oggi sono moltissime le risorse del Sud che lo Stato deve finalmente valorizzare. Se non si salva il Sud non si salva nemmeno l’Italia.

“Brutti, sporchi e cattivi. I meridionali sono italiani?” di Giovanni Valentini. Dal 20 settembre in libreria. Longanesi editore.

“La fine del Cristianesimo” è il secondo libro di una trilogia esplosiva, dopo aver scoperto la vera storia del diluvio universale e aver decriptato la Bibbia svelando come è stato costruito Dio, attraverso il primo volume “Oltre la mete di Dio. Come l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo”, ora è la volta del seguito dove si parla di Gesù e degli Apostoli come personaggi inventati costruiti su dei rivoluzionari uccisi per crocifissione dai Romani, il tutto dimostrato da prove che documentano anche l’inesistenza di San Paolo, San Filippo e Santo Stefano. Per la prima volta Gesù e gli Apostoli verranno identificati con i loro veri nomi. Ma perché e in che modo sono stati costruiti questi personaggi? Cosa rivelano le fonti dei numerosi autori storiografici dell’epoca? È forse possibile che le prove della loro inesistenza siano insite negli stessi Vangeli? Le risposte a questi e numerosi altri quesiti contenute nel testo cambieranno tutto ciò che fino ad ora credevamo di sapere riscrivendo 2000 anni di storia appositamente dimenticata. Inoltre le sconvolgenti scoperte della fisica quantistica sulla natura olografica del nostro universo ci daranno la possibilità di capire quali furono gli eventi che portarono alla creazione del potere religioso. Il mondo che abbiamo conosciuto è solo un immenso ologramma, la nostra storia una grande bugia, il nostro passato una storia da riscrivere!

“La fine del Cristianesimo” di Alessandro e Alessio De Angelis. Dal 20 settembre in libreria. Uno editori.

Moltissime ricerche scientifiche ed epidemiologiche segnalano che nel corso degli ultimi trent’anni il tasso di incidenza dei tumori è aumentato del 40 per cento in paesi come gli Stati Uniti, la Norvegia e la Svezia.
Sempre in questo lasso di tempo la progressione delle leucemie e dei tumori cerebrali tra i bambini (secondo quanto sostengono gli studi dell’International Agency for Research on Cancer) è stato del 2 per cento annuo. Per non parlare dell’evoluzione simile per le malattie neurologiche (Parkinson e Alzheimer) e autoimmuni. Come spiegare questa epidemia inquietante, che colpisce soprattutto i paesi “sviluppati”?
Alla domanda risponde Marie-Monique Robin in questo libro choc, frutto di un’inchiesta condotta per due anni tra America del Nord, Asia ed Europa (anche in Italia). Nell’appoggiarsi su numerosi studi scientifici, ma anche sulle testimonianze dei ricercatori e dei rappresentanti delle agenzie di regolamentazione, l’autrice dimostra che la causa principale di questa vera e propria epidemia è di tipo ambientale. In particolare per la presenza di decine di molecole chimiche che hanno invaso il nostro ambito quotidiano e l’alimentazione dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Per questo, l’autrice ripercorre l’intera catena produttiva del cibo: dall’utilizzo dei pesticidi nei campi fino all’impiego di additivi e plastiche per uso alimentare nei nostri piatti. Nel fare ciò mette a nudo il sistema di valutazione e omologazione dei prodotti chimici, attraverso gli esempi emblematici dei pesticidi, dell’aspartame e del bisfenolo A. E infine descrive le pressioni e le manipolazioni messe in atto dall’industria chimica per mantenere sul mercato prodotti altamente tossici.

“Il veleno nel piatto” di Marie-Monique Robin. Dal 19 settembre in libreria. Feltrinelli editore.

GIALLI, NOIR E THRILLER

L’amore come vano tentativo di sfuggire a un destino segnato fin dalla nascita da un padre che ha deciso per te ogni cosa.
E la follia come unica via di scampo. Edoardo, universitario pugliese a Bologna, racconta la storia della propria pazzia amorosa. Novello Orlando metropolitano, solo piú innamorato e molto piú furioso, Edoardo rievoca, in un continuo gioco di specchi con il proprio passato, il trauma del primo animale ucciso dal padre macellaio, l’orrore del sangue che cola dalle carcasse appese, l’avventura del viaggio in treno verso l’università e l’incontro con Stella, una ragazza appassionata di morsi e golosa di sangue, di cui si innamora all’istante. Ogni settimana il padre manda i tagli di carne piú pregiati al figlio che studia lontano e lui li usa per far colpo sugli amici. Quando però Stella lo tradisce, per Edoardo la carne diventa ossessione. Inizia a spacciarla, tagliandola in banconote, che utilizza come denaro contante. In un mondo perennemente allucinato, popolato da belve fameliche, dove tutto sembra possibile. Persino la redenzione.
La vita degli studenti e la provincia pugliese si caricano di accenti mitici e ancestrali. Sangue, sacro e droga, si confondono in un unico grido d’amore e follia.

“Lo spacciatore di carne” di Giuliano Sangiorgi. Dal 18 settembre in libreria. Einaudi editore.

LA FIRENZE DI LORENZO DE’ MEDICI, PICO DELLA MIRANDOLA, MARSILIO FICINO E LEONARDO DA VINCI. Qui Mauricio Coloma dovrà fronteggiare pericolosi cospiratori e rischiare la vita, prima di scoprire quale grande potere si nasconda dietro l’anello che la sua famiglia si tramanda da genera- zioni. In punto di morte il padre glielo ha donato rivelandogli un segreto: non è cristiano di nascita, ma ebreo convertito. I Coloma discendono dal rabbino Abraham Abulafia e da tempo custodiscono quell’anello di smeraldo su cui sono incise le parole Luz, luz, más luz. Sconvolto, Mauricio lascia la natia Spagna alla volta dell’Italia, nella speranza di vendere il gioiello e rifarsi una vita a Firenze. Appena giunto in città, non solo riesce ad arrivare al cospetto del Magnifico e a offrirgli la pietra preziosa, ma lo salva addirittura dalla congiura de’ Pazzi. Il ragazzo si guadagna così un posto alla corte fiorentina, e riceve da Lorenzo un incarico di prestigio nella banca di famiglia. Sembra un nuovo inizio: per Mauricio si spalancano le porte del palazzo dei Medici, dove entra in contatto con i più grandi artisti e uomini di scienza dell’epoca. Eppure inquietanti pericoli incombono su di lui e sul Magnifico: l’ascesa del terribile Savonarola, le invidie di tanti nobili fiorentini… Ma chi sono i con- giurati che vogliono la rovina di Lorenzo e di Mauricio? Quali poteri possiede lo smeraldo di cui tutti vogliono a ogni costo impossessarsi? Quali misteri cela la sua criptica iscrizione?

“Il patto dei penitenti neri” di Augustin Palatchi. Dal 20 settembre in libreria. Newton Compton editore.

RAGAZZI

Si mormora che il celeberrimo Black Bart, il pirata più feroce mai esistito, antenato delle proprietarie dell’unico negozio di moda femminile del villaggio, frequenti ancora Pembrose e i suoi dintorni. La cosa ovviamente scatena la curiosità di Minerva: aiutata dai suoi due amici, scopre che sul pirata si tramanda una leggenda. Sembra che in vita sia stato così cattivo che un’antenata gli abbia lanciato una maledizione: il suo spirito non troverà pace finché non compirà almeno una buona azione. E se la leggenda fosse vera? Dopotutto, a Pembrose la linea tra possibile e impossibile è molto sottile.

“Minerva Mint. La leggenda del pirata Black Bart” di Elena Puricelli Guerra. Dal 18 settembre in libreria. Battello a Vapore. 

La grammatica vi fa paura? Quando consegnate una verifica tremate già al pensiero dei segnacci rossi e blu che la tempesteranno? Be’, un brutto voto non è niente al confronto a quello che succede ai protagonisti di questo libro, ragazzi come voi che, grazie a un misterioso benefattore, trascorrono una settimana in una villa-castello nel cuore di una valle sperduta dove piove sempre, i cellulari non prendono, non c’è internet e qualcuno ha pure tagliato i fili del telefono. In compenso, ci sono pericolose creature delle tenebre – licantropi, vampiri, fantasmi e mostri assortiti – che attaccano quando sentono l’odore degli errori di grammatica. Fra torri, fossati, un’inquietante biblioteca, corridoi bui, misteriosi rumori notturni, inspiegabili apparizioni e naturalmente un passaggio segreto, l’orrore incombe sugli errori. Con l’aiuto del professor Mangiafuoco, i ragazzi dovranno salvare la pelle districandosi fra i trabocchetti di verbi transitivi, intransitivi, attivi e passivi, di soggetti, predicati e complementi, di pronomi relativi e congiuntivi a rischio, di punti, virgole e perfino punti e virgola, per scoprire poi le regole della fabbrica delle parole e i segreti del vocabolario.
Fino al colpo di scena finale.

“La grammatica ti salverà la vita” di Massimo Birattari. Dal 19 settembre in libreria. Feltrinelli editore.

VARI

Pur essendo una patologia molto diffusa, il mal di testa rappresenta ancora per tanti un fenomeno «misterioso» a cui ci si dovrebbe rassegnare. In realtà, soprattutto se è frequente e prolungato, è provocato da una estesa serie di fattori, quali un’eccessiva contrazione dei muscoli di capo, viso e collo o un problema psicologico, esplicito o latente. Per individuare le tessere del complesso mosaico delle cause e per intervenire nella maniera più efficace, il medico deve procedere a un’accurata raccolta dei dati e all’esame clinico e deve inoltre acquisire notizie sui più importanti eventi vissuti dal paziente (che deve essere aiutato a capire quale sia la possibile origine del suo problema e quali siano i mezzi più idonei per contrastarlo). In Capire il mal di testa e combatterlo con successo, Franco Mongini elenca alcuni dei «mali» che spesso si sovrappongono e talvolta si accumulano in ciascuno di noi. Analizza accadimenti, modi di pensare e comportamenti che si accompagnano al mal di testa ed esamina i segni che testimoniano la presenza di un disagio più o meno marcato (anche se non di rado essi passano inosservati). Infine indica i punti salienti di un programma non farmacologico (comprendente alcuni semplici esercizi che si possono eseguire in casa e sul luogo di lavoro) per ridurre quella temibile contrazione muscolare di cui si è sovente vittime inconsapevoli. Lettura irrinunciabile per chi soffre di cefalea, questo libro rappresenta una preziosa fonte di informazione e conoscenza anche per chi non vive, se non occasionalmente, questo problema.

“Capire il mal di testa e combatterlo con successo” di Franco Mongini. Dal 20 settembre in libreria. Lindau editore.

Sentiamo dire spesso che è importante adottare uno stile di vita sano che riduca i rischi di sviluppare malattie come il diabete, l’ipertensione, le dislipidemie o certe forme di tumore. L’investimento in salute che facciamo ora, a fronte di un modesto sacrificio, porterà i suoi frutti domani in termini di benessere. Non è un concetto così semplice da applicare, soprattutto per un paziente affetto da diabete, eppure la dieta è fondamentale. Percorrendo gli scaffali di un luogo simbolo come il supermercato – pieno di prodotti allettanti ma non sempre salubri -, gli autori forniscono informazioni utili e consigli preziosi, validi non solo per chi soffre di diabete, ma anche come stile di vita e prevenzione generale.

“Il diabete si combatte al supermercato” di Alberto Bruno e Marco Accossato. Dal 20 settembre in libreria. Vallardi editore.

Questo libro offre La prova scientifica dell’esistenza dello Spirito sia che si tratti dei nostri morti, degli Angeli, degli Spiriti Guida o del Sacro Spirito – e dimostra che la promessa dello Spirito è quella di offrire guida e aiuto nel vivere la nostra vita. L’autore accompagna il lettore in un viaggio personale nel mondo degli angeli e degli spiriti e rivela la loro esistenza e il loro desiderio di aiutarci. Ognuno di noi, infatti, ha Spiriti Guida personali, a volte chiamati Angeli Custodi, i quali svolgono un ruolo attivo nel guidare le nostre vite. Lo Spirito può giocare un ruolo fondamentale nella guarigione e nella salute di noi stessi e del pianeta. Con questo libro puoi imparare a comunicare e a chiedere allo Spirito di aiutarti. Il Dr. Schwartz ci parla delle sfide e delle ricompense che possiamo ottenere se ci colleghiamo con lo Spirito; il senso di vuoto, di solitudine, di disperazione sono, in realtà, dovuti al ritenere che viviamo in un universo materiale, “senza spirito”. Il nostro continuo bisogno di mangiare, ad esempio, ha a che fare con un bisogno spirituale non appagato. Che cosa succederebbe se invece scoprissimo che lo Spirito è intorno a noi, pronto a riempirci di energia, di speranza e di protezione per la nostra vita? Che cosa succederebbe se lo Spirito fosse come l’aria o l’acqua sempre disponibile intorno a noi? Che cosa succederebbe se noi permettessimo allo Spirito di lavorare dentro di noi? Quest’opera mostra come possiamo sintonizzarci e ricevere guida dallo Spirito e dagli Spiriti.

“La prova scientifica dell’esistenza dello Spirito” di Gary E. Schwartz. Dal 20 settembre in libreria. Macro editore.

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