Novità in uscita nella settimana dal 10 al 15 Settembre 2012

ROMANZI

Ricordi i tuoi sogni di bambina? Clara da piccola ha scritto una lista per non dimenticarne nessuno. Nuotare con i delfini, trovare una cura per gli attacchi cardiaci, diventare insegnante, prendere un cucciolo, imparare l’alfabeto Morse, trovare il vero amore… Una lista dimenticata che Clara credeva di aver perso, ma che adesso stringe tra le mani per la prima volta dopo anni. Gliel’ha spedita la sua maestra delle elementari, è stata lei a custodirla per tutto questo tempo. Adesso che Clara ha perduto tutto, quei piccoli sogni sono l’unica àncora a cui aggrapparsi anche se sembrano impossibili. Eppure sono l’unico modo per farle ritornare il sorriso. Clara decide impulsivamente di realizzare tutti i suoi desideri di bambina, uno dopo l’altro, perché dentro di sé sa che non ha alternative per guarire le ferite del suo cuore. Molti sogni sembrano irrealizzabili o semplicemente inconcepibili. Come può rimpiazzare il vaso rotto della madre del suo vecchio amico Lincoln, se si è trasferito con la sua famiglia da più di vent’anni senza che se ne sapesse più nulla? Per non parlare del trovare il vero amore: dopo tutto quello che è successo, è impensabile. Ma a ogni traguardo raggiunto Clara scopre un pezzo in più della vera sé stessa. E in una girandola di imprevisti e incontri inaspettati, capisce anche che cercare la donna che avrebbe voluto essere da piccola potrebbe riservarle dolci sorprese…

“La lista dei desideri dimenticati” di Robin Gold. Dal 13 settembre in libreria. Garzanti editore.

Sofia si veste sempre di nero è la nuova prova narrativa di Paolo Cognetti, autore di Manuale per ragazze di successo e Una cosa piccola che sta per esplodere. Nei suoi racconti, cesellati con la finezza di Carver e Salinger, ha saputo rappresentare con sorprendente intensità l’universo femminile. Ed è ancora una donna la protagonista del suo nuovo libro, un romanzo composto da dieci racconti autonomi che la accompagnano lungo trent’anni di storia: dall’infanzia in una famiglia borghese apparentemente normale, ma percorsa da sotterranee tensioni, all’adolescenza tormentata da disturbi psicologici, alla liberatoria scoperta del sesso e della passione per il teatro, al momento della maturità e dei bilanci. Con la sua scrittura precisa e intensa, che nasconde dietro l’apparente semplicità una straordinaria potenza emotiva, Cognetti ci regala il ritratto di un personaggio femminile indimenticabile: una donna torbida e inquieta, capace di sopravvivere alle proprie nevrosi e di sfruttare improvvisi attimi di illuminazione fino a trovare, faticosamente, la propria strada. Un libro avvincente in cui ciascun lettore troverà momenti di bellezza e di dolore, di ansia e di riscatto, che riconoscerà di aver vissuto anche sulla sua stessa pelle.

“Sofia si veste sempre di nero” di Paolo Cognetti. Dal 13 settembre in libreria. Minimumfax editore.

La trentenne Leilani Trusdale non ce la fa più: i ritmi frenetici, le pressioni costanti e il carattere burbero dello chef Baxter Dunne, che ormai dedica più tempo alla sua trasmissione televisiva che alla cucina, sono ormai diventati insostenibili. Insomma, è giunto il momento di darci un taglio. Così, dopo oltre quattro anni di duro lavoro e poche soddisfazioni come executive chef del ristorante «Gâteau» di New York, Leilani decide di tornare nella città natale della bisnonna materna dove vive suo padre, sulla piccola isola di Sugarberry, per realizzare il sogno che coltiva sin da ragazzina: aprire una pasticceria di cupcake, un luogo caldo e magico dove poter creare irresistibili dolcetti da decorare con golose glasse. E le cose sembrano andare subito per il verso giusto, anche grazie all’aiuto degli amici di sempre, del padre e dell’intera comunità di Sugarberry, tutti convinti che il suo talento e la sua passione possano finalmente trovare un degno riconoscimento. Quando però viene a sapere che Baxter ha intenzione di girare la prossima serie del suo show proprio a Sugarberry, Leilani inizia ad agitarsi, ad emozionarsi… perché, in fondo al cuore, sa che il suo scontroso ex-capo è proprio l’ingrediente «magico» che le manca per essere felice. Prima però sarà necessario superare la dura scorza di Baxter e mettere a nudo il suo lato dolce, nascosto eppure irresistibile, come un cupcake…

“Un amore di cupcake” di Donna Kaufmann. Dal 13 settembre in libreria. Tre60 editore.

Una nonna precipita nell’oblio della vecchiaia cancellando dalla memoria dapprima la figlia e poi la nipote, e chiudendosi nel castello inattaccabile di chi si approssima alla fine. Niente sembrerebbe destarla alla vita, né il cibo né le premure dei familiari. Un giorno, però, la nipote le porta una granita gelata, un piccolo gustoso monte Fuji identico a quello assaporato qualche anno prima a un chiosco non lontano da casa, e allora la nonna ritrova un guizzo di gioia e vitalità. Una donna gravemente ammalata decide di dedicare i suoi ultimi giorni a insegnare alla sua bambina come preparare un buon misoshiru, la zuppa di miso, la pasta di soia fermentata servita in una ciotola di brodo denso. Ha promesso al marito di preparargli ogni giorno l’adorato piatto e non vuole che, dopo il suo congedo dal mondo, un’altra donna, estranea alla famiglia, assolva quel compito.
Una coppia alla vigilia della separazione si reca nella penisola di Noto per un’ultima cena. Il tipico aroma speziato dei funghi matsutake, il sashimidi cernia macerata con alga konbu e un bel po’ di sake fanno dileguare per un istante rimpianti e tristezza dell’addio.Due gay progettano un doppio suicidio a Parigi e trovano la modalità giusta per porre fine alla loro esistenza davanti a ostriche crude con composta di pesche e mousse di pesce affumicato, scampi alla brace con spuma al profumo d’arancia, zuppa di granchio fredda con sorbetto di pomodorini ciliegia e altre prelibatezze…
I personaggi del nuovo libro di Ito Ogawa celebrano quasi tutti degli addii – il congedo dal mondo, dagli affetti più intensi, da un lungo rapporto d’amore, dai luoghi più cari – in compagnia di un cibo. Per un breve fugace momento, il cibo – una cena nel ristorante preferito, la zuppa dimiso, i funghi matsutake, una granita gelata – lenisce la crudeltà dell’addio e restituisce il piacere della vita e le gioie del palato.
Ito Ogawa scivola con grazia, poesia e umorismo tra le vite dei suoi personaggi e mostra come nella civiltà giapponese il culto della buona cucina attraversi ogni fase dell’esistenza, come un rito imprescindibile. L’accurata preparazione di un piatto, l’arte di deliziare il palato con una grande ricetta sono qualcosa di più di un sofisticato modo di provvedere al nutrimento: sono gesti che incidono talmente nelle emozioni e nel sentimento, da rendere persino gli addii indimenticabili.

“La cena degli addii” di Ito Ogawa. Dal 13 settembre in libreria. Neri Pozza editore.

Non è vero che in Andalusia il tempo è sempre bello, né che la Guerra di Spagna è finita nel 1939. Ne sa qualcosa Nino, figlio di una guardia civile di stanza nella provincia montuosa di Jaén. Ancora nel 1947, il leggendario partigiano Cencerro imperversa sui monti e Nino, che vive con la famiglia nella caserma del suo piccolo paese, non potrà mai dimenticare quell’estate: il giorno di luglio in cui Cencerro si è suicidato per sfuggire alla cattura, facendosi beffe delle autorità per l’ultima volta; il mulino accanto al fiume dove va a pesca di granchi con Pepe il Portoghese, misterioso e affascinante forestiero che diventa suo amico e modello; il podere delle Bionde, famiglia di sole donne, vedove e orfane, che resistono orgogliose alle vessazioni del franchismo; la violenta repressione che segue l’avvento di un nuovo Cencerro; la maturata convinzione che mai seguirà le orme del padre nella Guardia civil. Mentre scopre un mondo nuovo grazie ai romanzi di avventura di cui è avido lettore, Nino impara a poco a poco a interpretare il proprio, il mondo violento della caserma dove le urla dei prigionieri non lo lasciano dormire, quello di un paesino dove convivono omertà e tradimenti di due fazioni opposte e inconciliabili. E capisce perché il padre gli fa studiare dattilografia, capisce perché in quella «guerra interminabile» i nemici di suo padre non sono i suoi.

“Il ragazzo che leggeva Verne” di Almudena Grandes. Dal 13 settembre in libreria. Guanda editore.

Normandia, 1918. Leon e Louise amano pedalare controvento verso l’oceano. Verso quel piccolo antro tra gli scogli, sferzato dalle correnti, il loro rifugio, il lor nido. Lì, di fronte alla vastità dell’orizzonte, tutto è possibile. È possibile amarsi, con la spensieratezza e l’intensità dei loro sedici anni. È possibile immaginare un futuro insieme, lontano dalla guerra, dalle detonazioni, dalla morte. E sancire la loro unione con una promessa: “Ora e per sempre”. Ma per quanto si illudano di tenerla lontana, la guerra è vicina, fin troppo vicina a loro. Sulla strada del ritorno un bomba li divide. Leon crede che lei sia morta e così Louise di lui. Eppure l’eco di quella promessa fatta tra le onde è destinata a durare ancora a lungo. Dieci anni dopo, a Parigi, mentre insorgono i presagi di una nuova guerra,  Leon si è rifatto una vita. Ma una sera tutto cambia: il metrò è affollato, eppure nell’istante in cui i due vagoni si sfiorano, Leon la vede, nell’angolo del vetro libero vicino alla porta. Gli stessi occhi verdi, le lentiggini e i folti capelli scuri, l’immancabile sigaretta, come allora. Ne è sicuro: quella è la sua Louise. A separarli solo un metro d’aria e due finestrini. E due vite che hanno ormai preso direzioni diverse: lui ha moglie e famiglia, e lei ha scelto di stare da sola, fiera della propria indipendenza. Ma non importa. Anche se il futuro è pronto a dividerli di nuovo, ci sarà sempre un momento, un giorno, un’istante in cui si rincontreranno. Perché quella promessa non ha mai smesso di vivere. E anche se tutto è ancora impossibile, è destinata a durare per sempre.

“Ogni istante di me e di te” di Alex Capus. Dal 13 settembre in libreria. Garzanti editore.

In una cittadina sull’isola di Porto Rico, Felicidad Hidalgo trascorre le sue giornate nella panetteria della zia, con cui vive dall’età di dieci anni. La donna è fredda e scontrosa e la tratta come una serva, ma la fervida immaginazione di Felicidad la protegge da qualsiasi difficoltà. Avvolta dalla fragranza del pane appena sfornato e dalla soffice nuvola bianca della farina, la ragazza ascolta in silenzio i segreti e i pettegolezzi delle clienti che frequentano il negozio. La notte sogna la sua casa lontana. Quando chiude gli occhi riesce quasi a sentire il dolce canto delle rane, la brezza leggera che spira tra le case del villaggio, e le risate dei genitori che non vede da anni. E per sentirsi meno sola, immagina un principe azzurro, uno spirito che la accarezzi e si prenda cura di lei, come faceva da bambina nei momenti più difficili. La vita in città infatti l’ha allontanata dalla povertà, ma non dalla solitudine, almeno fino a quando Aníbal, un ragazzo portoricano che vive a Chicago, non oltrepassa la soglia della panetteria. Felicidad si lascia travolgere dalla passione, lo sposa e decide di seguirlo negli Stati Uniti. Il matrimonio però non è affatto rose e fiori come sperava. Aníbal infatti non ha alcuna intenzione di rinunciare all’intraprendente vita da single che conduceva prima di sposarsi. Bello e affascinante, conquista con estrema facilità tutte le donne che incontra e intreccia una relazione con Marta, figlia divorziata e molto disinibita della sua padrona di casa. Felicidad si rende conto di avere ottenuto quelle comodità che pensava irraggiungibili, ma a prezzo del più opprimente isolamento, e quando scopre che il marito ha una relazione, decide di sparire senza lasciare tracce. In una terra che non è la loro, Felicidad e Aníbal dovranno voltarsi indietro alla ricerca di quella scintilla che un tempo aveva acceso il loro amore, per non perdersi, e per ritrovarsi ancora una volta, l’uno nello sguardo dell’altra.

“Io credo nell’amore” di Marisel Vera. Dal 13 settembre in libreria. Newton Compton editore.

Milano, maggio 1986. Damiano, diciassette anni, ha due amici: il carismatico Ivan ed Ermanno, figlio di Regine, un’enigmatica tedesca dalle relazioni pericolose. Il più grande affetto del protagonista è però la sorella Marianna, che manifesta i primi sintomi di una cardiopatia destinata ad aggravarsi. L’esistenza di Damiano muta quando viene coinvolto da Ivan in uno scherzo tragico ai danni di Ermanno. Nel 2011 Damiano è ormai un quarantenne che vive di lezioni private. E non sa che il destino sta per colpirlo. Ermanno, che non si era mai riavuto dall’esperienza del 1986, si spara. Per vendicarlo sua madre impone a Damiano di uccidere Ivan, nel frattempo diventato sindaco di un paese sul lago d’Iseo. In cambio gli promette di concedere il cuore del figlio a Marianna per un trapianto. Una vita per una vita.

“Il tempo dell’innocenza” di Raul Montanari. Dal 12 settembre in libreria. Dalai editore.

Un carteggio emozionante tra Lou Andreas Salomé e Anna Freud. Le riflessioni su loro stesse si intrecciano con un intenso, devoto legame affettuoso, cui non bastano le parole, ma ha bisogno di scambiare gesti, regali, cibi, persino vestiti. Sullo sfondo della fine della Prima Guerra Mondiale nel 1922 fino alle soglie della Seconda nel 1937, le due donne ci raccontano la povertà in Germania e le avvisaglie del Nazismo, la nuova Comunità di ebrei, emigranti da ogni parte dell’Europa, raccolti intorno alla Psicoanalisi. Una «tribù» in cui le vite degli psicoanalisti si annodano, a volte tragicamente, a quelle dei pazienti in un modo per noi, oggi, scandaloso. Anna diventerà una ragazza emancipata che, tenace, decide del proprio destino, pur restando a fianco di un padre smisurato come Freud. Ma affiora soprattutto un nuovo modo di pensare la vita da queste lettere. La psicoanalisi esce dalla patologia, si apre alla comprensione della normalità. Per la prima volta l’individuo viene dotato fin dalla nascita di una vita psichica autonoma, ricca di pulsioni, sogni, fantasie.

“Legami e libertà” a cura di Francesca Molfino. Dal 12 settembre in libreria. La tartaruga editore.

SAGGI

Il Novecento è stato segnato dalla lotta della democrazia contro i regimi totalitari: nel 1945, alla fine della Seconda guerra mondiale, è stato sconfitto il nazifascismo, con la caduta del Muro di Berlino nel 1989 si è sgretolato il comunismo. Oggi, per molti osservatori la sfida alla democrazia arriverebbe dai fondamentalismi religiosi e dal terrorismo, oltre che dalle brutali dittature che li proteggono. Per Todorov questa visione è sbagliata, fuorviante e pericolosa. Oggi la democrazia non ha più nemici esterni in grado di metterla in pericolo. I rischi per la democrazia ora arrivano invece dal suo interno: un individualismo spinto all’eccesso, un neo-liberismo avido e senza più regole, la deriva populista. È proprio per questo che oggi la democrazia, per sopravvivere, ha bisogno di rinnovarsi: alla ricerca di un nuovo equilibrio tra i valori su cui è fondata.

“I nemici intimi della democrazia” di Tzvetan Todorov. Dal 13 settembre in libreria. Garzanti editore.

Un giovane insegnante di Lettere racconta la scuola oggi. Il suo sguardo curioso verso gli studenti ne restituisce la voce vera, di un candore e di un’esattezza che sorprendono, commuovono, fanno sorridere.

Il libro di Giancarlo Visitilli rivela adolescenti disillusi ma non arresi, che chiedono agli adulti di crederci ancora. Questo docente inconsueto, fissato con don Milani e De André, vuole soprattutto capire «cosa passa nella testa dei ragazzi, a quale ritmo si muova il loro cuore», e perché troppo spesso definiscano il mondo dei grandi «un invito al massacro». Attraverso un quotidiano, ostinato confronto con una classe nell’anno della maturità, il prof ascolta e ci racconta storie che parlano di amore, malattia, diversità, integrazione, violenza, anoressia, guerra: insomma, di vita. Perché, anche in una scuola abbandonata a se stessa, e spesso intrappolata in vecchi schemi, Visitilli non rinuncia a quella che considera la sfida piú importante del suo mestiere: spingere ogni ragazzo alla ricerca della felicità.

“E la felicità, prof?” di Giancarlo Visitilli. Dal 11 settembre in libreria. Einaudi editore.

THRILLER, GIALLI E NOIR

Washington, 30 gennaio 1835. Un uomo si fa largo tra la folla, punta una pistola al petto del presidente Andrew Jackson e preme il grilletto. Per fortuna, l’arma s’inceppa e l’attentatore viene assicurato alla giustizia: dagli interrogatori, risulta subito che si tratta di uno squilibrato, convinto di essere il re d’Inghilterra. Eppure il suo gesto non è stato un raptus di follia: quell’uomo, in realtà, era stato plagiato da una mente acuta e perversa…

New York, oggi. Una raffica di proiettili si abbatte sull’ingresso dell’Hotel Cipriani, mancando per un soffio il presidente Daniels, appena sceso dalla sua limousine blindata. Benché la reazione dei servizi segreti e dell’FBI sia istantanea, Daniels preferisce affidare l’indagine sull’accaduto a Cotton Malone, un ex agente del dipartimento di Giustizia, perché è l’unica persona di cui si possa fidare: quel viaggio a New York era infatti top secret e quindi nell’entourage del presidente degli Stati Uniti si nasconde un traditore. Malone dovrà smascherarlo prima che possa colpire di nuovo, e soprattutto dovrà risalire agli uomini che hanno guidato la sua mano. Uomini che hanno fatto del ricatto e dell’inganno una ragione di vita, che hanno stretto un giuramento di sangue fin dai tempi della Dichiarazione d’Indipendenza, che si sono passati il testimone per oltre duecento anni e che adesso stanno per rovesciare l’ordine mondiale…

“Il sigillo dei traditori” di Steve Berry. Dal 13 settembre in libreria. Nord editore.

VARI

Poesia, storia, economia: ecco alcuni degli argomenti trattati fulmineamente da Ezra Pound in questo suo biglietto da visita, che offre al lettore curioso – l’unico che ai suoi occhi meriti la fatica dello scrittore – un’intensa raccolta di pensieri e aforismi che sono altrettante munizioni per quella battaglia ingaggiata dall’autore dei Cantos contro la pigrizia intellettuale. A quasi quarant’anni dall’ultima edizione (Scheiwiller, Milano 1974), l’Archeometro ripropone le attualissime pagine di Carta da Visita, corredate da un saggio di Luca Gallesi dedicato alla vicenda biografica del poeta americano.

“Carta da visita” di Ezra Pound. Dal 12 settembre in libreria. Bietti editore.

I tarocchi sono carte molto antiche e con la loro identità misteriosa richiamano da sempre l’interesse di persone di ogni età, gruppo sociale e livello d’istruzione. A differenza di altri libri, questo volume si concentra sull’obiettivo di insegnare al lettore a utilizzarli e a interpretare le loro risposte “speciali”. Si tratta dunque di un testo di consultazione pratica, perché ciascuno scopra le “sue” risposte alle infinite domande che ci poniamo quando dobbiamo affrontare situazioni che non ci appaiono chiare o che non sappiamo affrontare razionalmente perché siamo emotivamente coinvolti.

“Imparo a interpretare i tarocchi” di Lucia Dacò. Dal 13 settembre in libreria. Vallardi editore.

Questo è un libro che parla d’amore, ma non solo. È un libro concepito con amore e per amore. È stato scritto per tutte le donne e gli uomini che hanno bisogno di fiducia, e di incoraggiamento, nel complesso momento della vita in cui si diventa genitori, in cui nasce una famiglia. Questo non è un romanzo, ma un racconto di vita vissuta, che mi auguro possa servire da esempio ad altre donne e ad altri uomini. A ogni esperienza è collegata una parte tecnica che da essa prende spunto, dandomi l’occasione di spiegare il modo in cui lavoro. Mi auguro che i dettagli tecnici che completano il testo possano servire a coloro che, come me, hanno scelto di aiutare a portare alla luce la vita.

“Partorire scegliendo” di Maria Pia Pandolfo. Dal 12 settembre in libreria. Uno editore.

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