L’isola senza nome – Rebecca Walker

Titolo: L'isola senza nome
Autore: Walker Rebecca
Casa Editrice: Frassinelli editore
Genere: Romanzo
Traduttore: Silvia Fornasiero
Pagine: 153
Prezzo: 17.50 €

Avere vent’anni e desiderare una vacanza avventurosa ed esotica, magari un viaggio un po’ trasgressivo, in compagnia dell’amica del cuore. Chi a quest’età non ha provato tale desiderio? “Nel giro di qualche giorno, io e Miriam elaborammo un piano. Avevamo già viaggiato insieme, ma stavolta saremmo state via per un anno, forse due”(pag.11). Così inizia l’avventura della protagonista di questo “magico” romanzo: proprio magico perché in sé racchiude tante e tali immagini ed emozioni da trasformare ogni momento raccontato in una favola affascinante ed incantevole.

E prende avvio il viaggio, un viaggio destinazione Africa e genitori consenzienti, destinato a finire con il ritorno a casa.“Nel nostro rapporto l’Africa non era estranea, minacciosa o esotica. Era una fonte di ispirazione, abbondava di individui straordinari dall’intelletto eccezionale che avevano  dato contributi preziosi all’umanità” (pag.45). E la ricchezza dei paesaggi, i colori, l’intensità dei profumi, le voci e la sensualità della gente, sospingono le due ragazze sempre più a sud del continente,verso un’avventura senza limiti. Rebecca Walker ha saputo tratteggiare con abili pennellate ogni angolo di paesaggio tanto che il lettore in ciascuna riga, in qualsivoglia pagina, pare l’abbia dinanzi agli occhi e il suo richiamo giunge così forte da renderlo partecipe delle stesse sensazioni.

Quasi un richiamo ancestrale guida la protagonista e l’amica verso un’isola al largo delle coste del Kenya, dove ad aspettarla ci sarà l’amore “il profilo dell’isola apparve all’orizzonte e poi all’improvviso arrivammo nella minuscola cittadina, […]Ero già catturata da quello che mi succedeva intorno”(pag.33-34). L’amore, totale ed assoluto, ha un nome: Adé, un giovane swahili, “Da lui emanava una sincerità non comune, un misto di umiltà e consapevolezza di sé, di fiducia e di modestia, e quando si voltò a guardarmi rimasi per un attimo senza fiato davanti alla sua bellezza priva di presunzione”(pag.39).

Lei per Adé è l’unica, eccezionale, tanto da meritarsi un nuovo nome, Farida. E mentre l’amica  prosegue il viaggio, lei, Farida, decide di fermarsi per vivere fino in fondo quell’amore e diventare una vera donna. L’isola senza nome è ben di più di un romanzo d’amore, molto di più anche di un diario di viaggio; è la storia della trasformazione di una ragazza in donna, è un ponte gettato tra due mondi e due culture. Farida si adatta subito alla scarsità di risorse dell’isola, alla lingua swahili, alla religione musulmana, ma una serie di eventi drammatici la costringeranno a lasciare l’isola, e l’amore, e a rientrare negli Stati Uniti.

Romanzo indimenticabile, pieno di poesia, scritto in una prosa essenziale che ha saputo trasformare le parole in immagini vivide e impressionanti. Inebriante: da leggere tutto d’un fiato.

 

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