L’iguana non vuole – Giusi Marchetta

Titolo: L’iguana non vuole

Autore: Giusi Marchetta

Editore: Rizzoli

Genere: Narrativa

Anno di pubblicazione: 2011

Numero di pagine: 292

Prezzo: € 17,50

“L’iguana non vuole “ è un mantra che Andrea ripete a se stesso tutte le volte che la situazione gli sfugge di mano e questa frase sarà l’unico strumento che aiuterà Emma a vincere numerose battaglie. Ci troviamo a Torino e la protagonista di questo romanzo è una giovane professoressa napoletana, emigrata al Nord alla ricerca di un lavoro, alle prese con graduatorie, chiamate e incarichi non all’altezza della sua preparazione.

Questa storia racconta le vicende di molti giovani insegnanti con la disperata pretesa di svolgere il mestiere che hanno scelto e che, con passione e amore, accolgono anche quello che sembra più lontano dalla loro indole.

Emma, pur essendo laureata in lettere antiche e avendo conquistato con lotte e fatiche l’agognata abilitazione, si trova ad essere chiamata a Torino per una supplenza annuale come insegnante di sostegno. Come molti insegnanti sanno, una supplenza annuale non si può rifiutare. Così, mettendo da parte le relazioni, la famiglia e le aspettative, Emma si trova a fare i conti con Andrea, un ragazzo autistico, e con molti altri studenti diversamente abili a cui la scuola non riesce a dare le adeguate risposte. Emma lotta, spera, ama, ma talvolta questo non basta e nonostante l’impegno, la dedizione, la fatica e l’amore alcune lotte non si vincono.

L’autrice attraverso questo romanzo ci ricorda che vale la pena di lottare e ricominciare questo lavoro ogni anno con passione, perché malgrado le graduatorie, le leggi non scritte, le ingiustizie e le sconfitte, in fondo “l’anno prossimo andrà meglio” (pag.281). Sebbene le classi talvolta siano difficili, gli studenti ti logorino e la vita degli insegnanti sia spesso messa da parte, ogni docente nel suo cuore sa che la scuola è dentro di sé per quanto dolorosa, cupa, difficile, egli si ripeterà ogni mattina: “il mio posto è questo” (pag.9). Allora forse sono quest’amore e questa passione che rendono la scuola un posto speciale dove continuare ogni anno ad amare e sperare. La scuola è qualcosa in cui, nonostante tutte le contraddizioni, continuare a credere.

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