L’euforia del sabato dell’Incubatore

Oggi è stata  una delle giornate  più lunghe ed impegnative del Salone del Libro e l’Incubatore non è da meno!
La giornata parte subito con un’aria di allegria a divertimento grazie all’editore 6pollici, una neo nata casa editrice che per ora conta solo 4 titoli, a cui oggi hanno dato un volto.

 

Erano infatti presenti Laura Corsini autrice di “ Non si dispendono
Tartasse”
, Francesco Mastinu autore di “ Concatenazioni”, Marco Bocci di “Gli italiani mi capiranno” e infine Marta Panunzio autrice di “Bianco notte”. Questi fantastici quattro ci hanno fatto passare dei piacevoli momenti in un clima allegro e famigliare. Gli autori non solo ci raccontano le loro storie personali e i luoghi da cui hanno preso spunto, ci fanno immergere tra le righe dei loro racconti tra amore e sensi di inadeguatezza.

Come sempre all’ora di pranzo la striscia business oggi incentrata sul ruolo e la funzione dell’ufficio stampa all’interno della produzione editoriale.
Di cosa si tratta quest lavoro? “La visibilità sui giornali è un grande aiuto per le vendite: chi legge il giornale legge anche libri. Nel budget di un piccolo editore serve la figura dell’ufficio stampa, che è il dottore della visibilità”, dice Fiammetta Biancatelli, in passato nell’ufficio stampa della Nottetempo e poi Newton-Compton e ora freelance alla Del Vecchio Editore.

L’ufficio stampa è percepito come un mestiere da giornalista, ma non è vero, si occupa di comunicazione e non di informazione, esalta il valore di un’idea e la promuove; si tratta di dare uno spettro della mission della casa editrice, si occupa di parlare con gli editori, le case cinematografiche, gli autori. Chi si occupa di ufficio stampa deve leggere, guardarsi attorno, studiare e far studiare gli altri; per gli editori minori, i social network non sono solo strumento di promozione, ma come mezzo di informazione e raccolta dati, un mezzo per capire come comunicare e come muoversi.  

Ma la giornata è ancora lunga, e ci aspettano ben quattro presentazioni di libri ovviamente presenti all’interno dell’incubatore e due reading di poesie.

Il primo libro è “Perversi e felici” di Carlo Rosso edito da Golem. Il libro nasce dall’esperienza clinica dell’autore che nell’arco della sua carriera  ha raccolto casi legati alle trasgressioni sessuali. E’ proprio la trasgressione il tema centrale del libro, unito al quesito esistenziale di ogni coppia: perchè l’amore e il desiderio sessuale portano spesso alla rottura di un rapporto. 

Il secondo intervento che riscuote moltissimo interesse è la presentazione del libro del presidente dell’associazione Gesef Vincenzo Spavone. La storia di cui tratta il libro parte da lontano quando una famiglia si ritrova senza figli e si va alla ricerca di una motivazioni, all’improvviso però ti accorgi di non essere solo a combattere contro il mondo il mondo degli assistenti sociali. 

In seguiti siamo andati alla presentazione di Ultima: la Città delle Contrade di Carlo Vicenzi, un libro steampunk  edito da Dunwich. Lo steampunk è un genere letterario che vuole cercare il futuro… nel passato. Il più classico degli esempi: lo scrittore si immagina di essere nel Periodo Vittoriano e pensa cosa potrebbe riservare il futuro per un uomo del su tempo: un grande aereo a vapore nel 1890 è fantascienza. Questo è lo steampunk. Oppure si può pensare al futuro, guardando al passato. Verne è il pre-cursore dello steampunk, immaginando di arrivare sulla luna con un mezzo della sua epoca. Ultima è ambientato in un’Italia comunale fatta di ingranaggi, tubi e vapore, dove l’incontro tra steampunk e tradizione si tinge di sangue, intrighi e competizione sfrenata. Fantascienza è voler parlare di qualcosa attraverso qualcos’altro, senza gridare in faccia a qualcuno il messaggio, perchè spesso questo non sortisce effetto. Lo steampunk è usato volutamente come un involucro artificiale che contiene una tradizione centenaria italiana trasformata e messa in un’ottica fantascientifica.

Subito dopo, non abbiamo potuto fare a meno di fermarci a sentire la conferenza sul nuovo libro Noi e Lui: Raccnti a Moravia, una raccolta di inediti scritti da studenti delle scuole superiori di cinque ragazzi under 18 e altri cinque over 18, vincitori di due concorsi indetti dalla casa editrice 26Lettere. È un libro che vuole riunire la scuola secondaria, l’università e la società; non è solo un’opera fine a se stessa, ma un modo per avvicinare i giovani alla lettura, attraverso la scrittura. Riccardo Antonilli, direttore di 26Lettere interviene: “la nostra missione principale è coniugare una scrittura creativa che si basa sull’esempio dei maestri, Moravia in primis, per portare il mondo dei libri ai giovani”. 

A metà giornata, dopo un’anteprima a suon di musica sarda, passiamo un’ora di lettura di poesie di Giovanni L.F. Fiabane, un piccolo spazio tranquillità in questa frenetica vita di salone. 

Per concludere la nostra giornata un altro reader, frizzante ed interattivo ad opera di Alessandra Rocca. L’autrice insieme alle sue immancabili collaboratrici e alla partecipazione del pubblico ci legge alcune sue poesie raccolte nel suo nuovo libro “L’amore non si cura con la citrosodina”.
Una reader digestiva diciamo, che ci aiuta a digerire ogni aspetto della vita: dal rapporto con i genitori alla matematica. 

 

 

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Sara Papetti

Anna Vivarelli, scrittrice per bambini, ha dichiarato durante una mia intervista: «Nella vita bisogna darsi una chance, non sai mai quando arriverà il libro che ti farà amare la lettura». Per me è stato così: avevo sei anni e accompagnavo mia mamma, una divoratrice di libri, in biblioteca. Ho accettato su suo consiglio “Gastone ha paura dell’acqua” della serie del “Battello a vapore” e da allora non ho mai smesso di leggere e cercare nuovi generi, nuove ispirazioni. Da appassionata di crime, solo legata ai gialli, soprattutto quelli di Camilla Lackberg, ma non rifiuto mai nessun libro, soprattutto se posso leggerlo in compagnia di un buon dolce.

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