L’ElzeMìro – Il gusto del fisioterapista 10

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                                                                                         Charles Sheeler (1883–1965) Classic Landscape, 1931

Il gusto del fisioterapista 10 scusandomi dello scorso rimbalzo. Elzemiro non so quando potremo riprendere le sessioni di fisio. Tra zone rosse e aranciate bersela questa d’appresso.

Il mondo als schreckliche Voraussicht di suole.
Da starne certi, di tutto i resti – usted si duole –
sono le scarpe, scarpe ammonticchiate,
scarpe al calcagno tutte scalcagnate
a furia d’essere messe e levate,
scarpe cani terrorizzati, smollate,
nere, coi lacci coi tacchi, ma innumerevoli,
morte accanto ai letti, fuori dagli usci immobili
stanno le scarpe… Residua disdetta
l’ombra dei piedi nella soletta.

quindi rischiarati le notizie Elzemirabile. il punto è su colui che scompare. perché o è che arriva una richiesta di riscatto o ricatto o lo sparito è sparato o affondato in cemento armato giusto così per farlo sparire e si vedrà col tempo. oppure c’è l’intento autonomo. magari poi per tornare bel bello volto rifatto griffato modello esportazione di capitali luridi. così va il mondo. stile gerarca nazista o piduista o apripista. drive through castello in tirolo. cappellano adatto alla bisogna poi vaticano. non proprio. un convento intra moenia, giardini porporati. deliziosi uccellini. campanelle. in attesa di generalità e poi via sud america. occhiali neri e divisa da piccolo borghese. il teppista il delinquente preferisce stare all’ombra di governi costruiti sulla delinquenza e la cazzuola della massoneria. anche adesso. la musica è finita gli amici se ne vanno. questo per chiarire che sotto la loggia ho fatto la spia. so benissimo che trattavano armi coi colonnelli argentini. arabiani. brasileiri. cileni. persiani c’era un filibustiere faxista che lavorava per una fabbrica di munizioni. sempre armato. anche in loggia gli si vedeva il gonfiore all’ascella e non era il fetido bubbone del don rodrigo. ogni frase cominciava con io e finiva con mio. vantava amicizie coi kennedy e palle. prove di tutto questo fetore poche. peccato. e tutte protette dal segreto di stato. tanto per precisare perché sono stato lì.  criminali professionisti. gente che ha studiato la malafede o non si arriva ai vertici degli stati. uniti o no. passaporti falsi ce li ho persino io tuttavia. per tuttavai. falsi per modo di dire. perciò tutti veri tranne alcuni dettagli che direi fantasia. propendo con molta ammirazione per me stesso per questa seconda ipotesi. insomma il nostro notaio perduto. ma ma ma ma ma un momento. rewind. ho detto che c’era da pararsi il culetto. il mio di me e soprattutto di deniz. ripeto mai trascurare gli avvertimenti. si devono intendere come gli inviti. estesi a tutti del tuo circoletto di là dove sei debole. per questo ci dicevano a scuola. scuola militare. stay over and get over. in lingua hai capito il giochetto, vacci a letto e fila via diretto. allora il bello è avere una casa sicura. ne ho passate. mi sono fatto la mia. è vicina qui a baires. di frontiera diciamo frontiera. aria buona. alpi. alcuni passi intorno per darsi alla fuga. a piedi. auto. treno. condominio. ampio parcheggio sotterraneo. ingresso a codice che serve a niente. lo metti in corto ed entri ma i condomini bramano la sicurezza sovra ogni cosa e la democrazia per decidere il colore degli autobus al resto pensano le società di meccanica di precisione. cannoni automatici. mitragliatrici binate. bell’appartamento giusto per. intestato a società solo nome. tutto in regola. bella terrazza su ampio prato vista di qua e di là. il fiume in mezzo da divisorio. visori notturni. sembra strano ma se uno va in una casa sicura la rende sicura il più possibile perché è lì che verranno a cercarti. qualche sensore di movimento per la notte. cosette per blindarsi un pochino. mica rambo. ricordarsi che la fuga è la migliore delle difese. mai attestarsi. In questo caso relativamente al sicuro ci si può muovere in paese. il condominio è fuori così da filare via di corsa sulla nazionale nord est sud e cipperemerlo. ma in paese c’è la coop di qua e di là. hai ferramenta. bottiglierie. pasticcerie. ufficio postale. grande stazione autobus. pompe di benzina di qua e di là. memo auto sempre col pieno. memo. se usata cinque minuti va riempita di nuovo. farsi uno schema di dove si può arrivare con un pieno. e consultare una mappa dei rifornimenti per strada. aperti la notte nel caso. e colpo in canna. non amo le armi per le armi ma al bisogno. aspirina dum dum. deniz è tranquilla qui come tutti i turchi perbene che si disintossicano da erdogan. va a fare la spesa mai da sola. sempre con me. parlo io. lei francese. se deve dare all’orecchio meglio per francese che per altro. allora il notaio. ho saputo. fa il mediatore di opere d’arte. mediatore e acquirente.  in casa non avevo notato che poster. originali ma poster. ma ma ma ma ma ma. scambio rapido di mail col suo ufficio. insisto e scopro che fa parte di un trust di acquisto di opere d’arte. notizie cavate a distanza dalla sua segretaria integerrima. ma guardi che è tutto alla luce del sole. sì sì povero cuore. so che l’arte non la compra perché gli piacciono le ninfee di monet ma perché valgono biliardoni. che questo possa portare all’omicidio non lo credo. non del tutto possibile ma le vie del fondamentalismo sono molteplici. all’omicidio però può portare la politica e scopro che il nostro notaio è più che in odore di destra. cosa non si trova in internet e stando seduti per qualche ora. al notaro gli puzzano proprio le mani. la pazza che scrive ai bambini no. lei è no vax.  gira e rigira per la rete l’ho scoperta a blaterare in un blog titolato no fear. niente paura ‘sto cazzo. sua comare una psicoanalista cattolica fondamentalista. scrive anche sul foglietto di una setta lux foci. il latino attizza. insomma tra paura e fuoco le cura il figliolo io dico a favole. chiacchiere e acqua santa. scrivono insieme le due. ognuno dal proprio osservatorio paranoico “che il covid è stato creato per comandare l’uomo dall’interno con i vaccini a rna messaggeri  a modificare la firma del creatore e formare una nuova specie di umani impuri e schiavi” e che “chi prenderà questo marchio non avrà più l’immagine di dio ma di lucifero l’angelo ribelle”. manca una fermata all’M16 e al giubbetto antiproiettile. anzi due passi a piedi e sono arrivate. non avrei potuto immaginare al vederla nel suo tutta stirata. ispirata e inguainata in collant guardatemi bene in mezzo ai segni del benessere capitale. come tutto questo si mescola alla sparizione del notaio domanderai elzemiro. all’assalto di casa mia. alle botte a pancho e al quasi omicidio di felis. ai due gemelli pugili sgozzati. e all’invito a due chiacchiere da parte di chi non so chi. ebbene lo saprei se andando da chi non so chi fossi uscito vivo. ma sono vivo proprio perché non ci sono andato. come faccio a esserne sicuro. oggi sento che mi elzemiri di domande elzemiro. lo so. sono stato addestrato a sapere quando l’incertezza naturale della tua personale esistenza sta prendendo certezza di prossima ventura inesistenza. bon ora sto a cuccia e da qui grazie al miracolo internet indago sul giro della tratta delle tele. ma ma ma ma ma ( c’è quasi un guizzo letterario in questi ma ma ma vero elzemirato) non ho detto della cortesia del nano; una cosa tra signore un caffè in casa sua. fatto apposta per farmi capire qualcosa. che non vive facendo il mister in un palestra di fasci combattenti. casa di gusto. niente avanzi di pizza su un tavolino rimediato da un vecchio inquilino. qui siamo nel nuovo tutto suo. un po’ di ikea chi non ce l’ha. ma niente puzze di stantio da sotto il lavello di cucina. due livelli. zona appartata agli antipodi di baires. stradina oscura. una sassata e va a buio l’unico lampione residuato bellico che il comune non sostituisce dal 1944 immagino. strada privata. villettina. stile cooperativa di tranvieri. tutta rifatta. sopra due camere. ci ha tenuto a mostrarmele. un bagno tutto di marca grohe. un closet probabile rimessa di armi. ma non sto lì a chiedere di vederle. ci tieni le armi gli ho detto ridendo. ridacchia. giù altro bagno soggiorno cucina appena entrati. bella. isola con piano a induzione. misterioso klarstein suona preziosissimo. e d’infilata un corridoio che sfocia nel living. giardinetto annesso. molti quadri alle pareti. due enormi. due fondi in pratica. uno sull’azzurro uno sul grigio. mi dice che sono di un tale stingel. stingel stangel, ho cercato. da 50.000 a 500.000 vive a niuork. vedi dove può portare la boxe. insomma mi ha fatto capire che scucendogli lui si potrebbe scucire.
Hasta cuando sea chaval.

Di denti invincibile armata
di un lampo celeste in attesa;
una peste sottesa
d’intenti; stillata.

Fin

Nota dell’Elzemiro che così saluta e se ne va: als schreckliche Voraussicht  sta per Il mondo come tremenda previsione di suole. Parafrasi o parodia del famoso titolo di Arthur Schopenhauer Il mondo come volontà e rappresentazione.

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Pasquale D'Ascola

Pasquale Edgardo Giuseppe D'Ascola, già insegnante al Conservatorio di Milàno della materia teatrale che in sé pare segnali l’impermanente, alla sorda anagrafe lombarda ei fu, piccino, come di stringhe e cravatta in carcere, privato dell’apostrofo (e non di rado lo chiamano accento); col tempo di questa privazione egli ha fatto radice e desinenza della propria forzata quanto desiderata eteronimìa; avere troppe origini per adattarsi a una sola è un dato, un vezzo non si escluda un male, si assomiglia a chi alla fine, più che a Racine a un Déraciné, sradicato; l’aggettivo è dolente ma non abbastanza da impedire il ritrovarsi del soggetto a suo Bell’agio proprio ‘tra monti sorgenti dall’acque ed elevate al cielo cime ineguali’, là dove non nacque Venere ma Ei fu Manzoni. Macari a motivo di ciò o, alla Cioran, con la tentazione di esistere, egli scrive; per dirla alla lombarda l’è chel lì.

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