Le novità in uscita dal 2 all’8 febbraio

unnamed (1)Seamus Heaney, definito da Robert Lowell «il più importante poeta irlandese dopo Yeats», è stato uno dei giganti della poesia di lingua inglese del Novecento, primato consacrato dal premio Nobel per la Letteratura di cui è stato insignito nel 1995. È scomparso nell’estate del 2013, lasciando l’orizzonte aperto alla sterminata letteratura post-mortem che attende gli uomini di genio. In questo saggio critico, Paolo Febbraro ripercorre la vita di Heaney attraverso la sua opera e rilegge la sua opera attraverso la sua vita, tracciando un ritratto che coniuga biografia e critica letteraria, da cui emerge una visione complessiva del poeta, del suo tempo e della sua arte. Una biografia critica arricchita dai colloqui privati che Febbraro ha avuto con Heaney in virtù dell’amicizia che li legava. Scopriamo così un uomo combattuto tra la vocazione poetica, che ha bisogno di silenzio perché i versi possano fiorire, e la necessità di prendere posizione nel fragore del conflitto che lacera l’Irlanda, ma soprattutto teso tra la fedeltà a certi luoghi naturali, all’Ulster rurale della sua infanzia, e l’appartenenza ad altri luoghi simbolo del lavoro intellettuale come le università nelle quali studiò e insegnò. Il lavoro delle campagne e la missione poetica, che Heaney considera due diversi modi di «scavare» e cerca incessantemente di conciliare, per evitare che una di queste identità tradisca l’altra, sono intimamente parte del suo essere. Per le profondità che arriva a scandagliare, Leggere Seamus Heaney è un testo fondamentale per chi già ama il poeta irlandese e vuole approfondirne la poetica, ma anche un ottimo punto di partenza, una prima pietra di guado, per chi di Heaney non conosce ancora nulla.

Leggere Seamus Heyney di Paolo Febbraro

Fazi editore

Giovanni Cadorna è un fisico alla soglia dei cinquant’anni. Dopo un divorzio e il successo raggiunto con la pubblicazione di un libro scettico unnamed (2)sulla possibilità della vita oltre la morte, inizia a dubitare delle proprie certezze in seguito al ritrovamento di un dipinto che lo costringe a fare i conti con il passato e il ricordo di una donna, morta tragicamente più di vent’anni prima. Decisivo, all’interno di un intreccio costantemente in bilico tra ossessione e raziocinio, ragione e occulto, risulterà l’incontro con Olga, figlia dell’artista esoterico presunto autore dell’opera, che, insieme ad altre figure femminili cariche di significato, darà vigore a una storia fino allo scioglimento della vicenda personale e familiare del protagonista come del mistero legato al quadro. Con una cura formale di rara evidenza e una lingua densa di risvolti emotivi, l’autore affronta qui un tema delicato come quello della comunicazione con l’aldilà nonché argomenti universali come la libertà individuale, il desiderio di paternità e l’amor filiale.

La lottatrice di sumo di Giorgio Nisini

Fazi editore

 

unnamed (3)Due cadaveri ripescati da un canale non parlano. È questo il problema dell’ispettore van den Bovenkamp della polizia di Utrecht. Troppo tempo passato nell’acqua ha reso irriconoscibili i volti delle vittime, cancellato le impronte digitali. Restano solo il frammento di un tatuaggio e una misteriosa medaglietta, oltre a una testimone ben poco affidabile. Che i morti non parlano lo sa bene anche Franz La Fata, uomo d’onore e killer palermitano, irresistibile per le donne ma ben deciso a starne lontano perché «un soldato non s’innamora». Finché, nel luogo più impensato, incontra Gaia, fragile, complicata e bellissima.

Un ispettore stanco che presto si troverà di fronte un terzo cadavere e un assassino alle prese con un cuore che non sapeva di avere: vicende lontane, in due Paesi diversi, destinate però a intrecciarsi inestricabilmente. La pista di van den Bovenkamp lo porterà dai due sconosciuti annegati a una splendida ed equivoca bielorussa, Ludmilla Zamiatenko, mentre l’indagine si allarga fino a toccare i traffici della politica siciliana e a minacciare la criminalità organizzata internazionale…

Dalla cupa primavera olandese alla bellezza avvelenata di Palermo si dipana un thriller che coinvolge con le sue atmosfere, conquista con le voci e le storie di due personaggi straordinariamente reali, avvince con un intrigo in cui buoni e cattivi si confondono in un mortale gioco di specchi.

Il bacio della Bielorussa di Antonio Paligaro

Guanda Editore

 

L’immigrazione, che contribuisce e contribuirà sempre più alla crescita demografica del Vecchio Mondo, pone le nazioni europee e l’Europa unnamed (4)stessa di fronte alla questione della propria identità. Siamo individui spontaneamente cosmopoliti che ora, a causa dello shock dell’alterità, scoprono il loro essere. Scoperta preziosa, ma anche pericolosa: dobbiamo combattere a tutti i costi la tentazione etnocentrica di perseguire le differenze e di erigerci a modello ideale, senza per questo soccombere alla tentazione penitenziale di rinnegare noi stessi per espiare i nostri errori. La buona coscienza ci è preclusa, ma ci sono dei limiti anche alla cattiva coscienza. La nostra eredità, che non fa certo di noi degli esseri superiori, merita di essere preservata, nutrita e trasmessa tanto agli autoctoni quanto ai nuovi arrivati. Resta da capire, in un mondo che sostituisce l’arte di leggere con l’interconnessione permanente e che stigmatizza l’elitarismo culturale in nome dell’uguaglianza, se c’è ancora qualcosa da ereditare e trasmettere.

Alain FinkielkrautL’IDENTITÁ INFELICE

Guanda editore

 

 

unnamed (5)Ti amo tanto così è un libro con cui giocare in due, per raccontarsi e dirsi l’amore: 96 pagine illustrate su cui si può scrivere e disegnare, per poi ritrovarsi e leggersi. Così ognuno può mettere tutto se stesso e godere tutto dell’altro, giocando, rincorrendosi, suggerendo vestiti e passi di danza, sogni e lucchetti, completando grafici e infografiche, segnando mete lontane o sognando cose nascoste dalla nebbia o dalle nuvole… come nell’amore, per l’appunto.

Ti amo tanto così

Edizioni Sonda

Il disastro sociale ed ecologico in cui siamo immersi discende dall’aver distrutto l’armonia del nostro habitat e la sua straordinaria biodiversità,unnamed (6) alterando profondamente il nostro rapporto con essa, con noi stessi e soprattutto quello con gli altri animali. L’isolazionismo che nel corso dei secoli l’umanità ha stabilito rispetto alla natura e in particolare verso i suoi abitanti ci ha fatto dimenticare che degli animali abbiamo bisogno «come compagni, come stimolatori di empatia e cura, come strumenti per alimentare e plasmare la nostra mente e come parenti che ci ricordino la nostra vicinanza al resto del mondo vivente». Il nostro modo di concepirci come dominatori gli uni sugli altri e sulla Natura sta all’origine dell’attuale crisi ambientale e della relazione tra questa e le altre forme di oppressione sociale: la guerra, la violenza sulle donne e la schiavitù intra-umana.

Un mondo sbagliato di Jim Mason

Sonda editore

download (2)Madrid. La luce si riflette sulle immense pareti a specchio del palazzo. Emma guarda dalla finestra il mondo che si perde in quell’intenso bagliore. È seduta alla scrivania di un ufficio con cui non ha alcuna affinità. Perché fare l’impiegata in una grande azienda non è mai stata la sua aspirazione. Ma Emma deve ricominciare dopo il fallimento della sua storia d’amore e del sogno di diventare una scrittrice. Il posto di assistente è arrivato al momento giusto.

Eppure quel lavoro non è come se l’aspettava. Il suo capo, Sebastián Trenas, passa le giornate a leggere libri: nessuna telefonata, nessuna riunione. Emma non riesce a spiegarselo, ma il suo sesto senso le suggerisce di non fare domande.  Fino a quando arriva il giorno in cui non può più fare finta di niente. Mettendo in ordine alcune carte in vecchi faldoni, smuove qualcosa che doveva rimanere nascosto. Da allora tutto cambia: Trenas perde la carica di vicepresidente e dopo pochi giorni muore.

Emma si sente in colpa e ha paura di quello che le sta accadendo intorno. Deve scoprire quale verità si cela dietro quegli uffici lussuosi e quelle pareti di cristallo. Perché nulla è come appare. E ora che due oscuri personaggi, due fratelli manager di successo, hanno sostituito il suo capo, la ragazza è convinta che i suoi sospetti siano fondati e che sia necessario scavare nel passato. Un passato che parla di bugie e segreti, di amori clandestini e di adozioni difficili. Solo in sé stessa Emma può trovare il coraggio per svelare il mistero. Perché c’è chi vuole fermarla. C’è chi vuole che su ogni cosa ricada il silenzio. Un silenzio a cui Emma ha deciso di dare finalmente una voce.

Le mille luci del mattino di Clara Sanchèz

Garzanti

Mimmo è un uomo tra gli uomini che si spoglia di se stesso e si consegna all’amore di Dio, immerso nel silenzio e nella pace dell’adorazione delunnamed (7) Santissimo Sacramento. I giorni, i mesi, gli anni si susseguono alla Sua presenza e con l’autore ci scopriamo ad interloquire con Lui, prendendo coscienza delle nostre fragilità, amati e sorretti dalla Sua mano nelle difficoltà, mai abbandonati, nonostante la nostra incredulità. Il lettore si ritrova insieme all’uomo divenuto diacono, con lo sguardo rivolto al santo volto, a chiedere perdono dei peccati, ad essere risanato per mezzo della Sua infinita misericordia, rendendo grazie per le gioie che Egli ha posto sul suo cammino. Domenico Aragona consegna questo suo personalissimo Diario ai suoi fratelli e sorelle, affinché nessuno si senta solo e si ricordi sempre che l’Amore di Dio è per tutti i Suoi figli. Egli è il Padre di tutti. Bisogna abbandonarsi a Lui, al Suo amore, ai Suoi insegnamenti per trovare la pace, per non perdersi nella frenesia del mondo, per avere un cuore nuovo. L’autore fa esperienza della parola profetica che Dio consegna al suo cuore, e lui al nostro, diventando, così, testimonianza di questo dono.

Alla tua presenze di Domenico Aragona

La Rondine Edizioni

 

 

566-3820-2_250X_Una vita nuova, gli hanno regalato, e Angelo non può proprio lamentarsene. Una casa  gigante con giardino a Bologna, mamma e papà ricchi, moderni, colti, impegnati. Pronti a esaudire ogni suo desiderio. Certo questo paradiso gli è costato caro: la sua vera famiglia, scoppiata insieme all’appartamentino dove era cresciuto, la nonna, Napoli e tutto il resto. A scuola ora lo chiamano “marocchino”, ma tutto sommato riesce a farsi accettare presto da tutti, o quasi, anche se a calcio è sempre il peggiore. E all’oratorio lo pigliano in squadra a turno, come una malattia. Angelo sembra un bambino come gli altri, malgrado ciò che gli è capitato, ma ha uno sguardo tutto suo, sa leggere negli occhi e nelle parole degli adulti, sa riconoscerne bugie e ipocrisie. Sa prevederli, spiazzarli, a volte perfino spaventarli. Sa vedere il mondo che lo circonda, anche nelle profonde differenze che separano come fossero continenti le sue due città. La Napoli senza mare che ha lasciato e la Bologna senza pace degli anni Settanta, così perfetta solo in superficie. Come i suoi nuovi genitori. Ma in fondo all’ironia con cui si muove nelle vite degli altri, alle lacrime che non versa mai, ai giochi ingenuamente pericolosi che riempiono le sue giornate, Angelo nasconde qualcosa. Lui lo chiama “il nero”, come quello dei polpi. Qualcosa di cattivo, istintivo e scuro che gli impedisce di dimenticare. Di perdonare. La voce innocente e irriverente di un ragazzino che ha visto e vissuto già troppo.

Il buio ha paura dei bambini di Emilio Marrese

Piemme

Una delle più amate protagoniste della lirica internazionale si racconta a cuore aperto, fra sorrisi, lacrime e abbondanti spruzzate di genuina 566-4062ry-5_250X_autoironia. Katia Ricciarelli ha scelto dieci memorabili figure femminili dell’opera lirica per ripercorrere la sua straordinaria parabola esistenziale, gli amori appassionati, la sfolgorante carriera. In questa vita, che sembra un melodramma, ci sono il ricordo di una famiglia poverissima e di un padre che l’abbandona appena nata, le difficoltà degli inizi e la passione per il canto che giustifica qualunque sacrificio per pagarsi il conservatorio. E poi i teatri e i registi, i direttori d’orchestra e i corteggiatori famosi, ma anche i desideri normali di una donna, che oggi si prodiga per trasmettere alle giovani generazioni la cultura del bel canto. Se la lirica è il “demone” che l’ha condotta a calcare i palcoscenici di tutto il mondo, l’ostinata fiducia nel domani e in Dio è stata l’“angelo custode” nei momenti difficili. Nel racconto – che intreccia vicende personali alle avventure delle grandi interpretazioni di Traviata, Tosca, Desdemona, Mimì e molte altre – la cantante parla della sua vita di ieri e di oggi, e si rivolge non solo alle donne, ma a tutte quelle persone che, nella fatica del quotidiano, cercano quella serenità che, come lei stessa scrive, «ti permette di trascorrere le giornate con il “sole nel cuore”».

Da donna a donna di Katia Ricciarelli

Piemme

566-4341r-1_250X_1914. Mentre la I guerra mondiale minaccia di fare in pezzi l’Europa, il re di Spagna Alfonso XIII riceve una lettera che cambierà per sempre il corso della sua guerra. La lettera di una bambina francese, Sylvie, che gli chiede aiuto per ritrovare suo fratello disperso al fronte; lo chiede proprio a lui, l’unico re che ha deciso di non fare la guerra. Alfonso, che ha appunto scelto la via della neutralità, di fronte a quelle parole piene di speranza, scritte con la grafia incerta dell’infanzia, capisce che quando una guerra minaccia il tuo mondo, non puoi restare a guardare. Decide così di aiutare, all’insaputa del governo francese, la piccola Sylvie. Da quel momento, moltissime altre lettere cominceranno ad arrivare a corte – lettere di madri, figli, mogli. E il re sceglierà una donna – Blanca, la figlia ribelle dei marchesi di Alerces, determinata, emancipata, decisa – per mettere insieme un ufficio clandestino che li aiuti. Sotto la guida di Blanca, e dei suoi collaboratori, molte lettere troveranno risposta, molte vite si ricongiungeranno, e molti destini si compiranno. E la stessa Blanca troverà un amore che forse non sapeva di stare aspettando. Un episodio vero della storia europea raccontato per la prima volta: la missione di pochi, coraggiosi eroi che, negli anni in cui il vecchio mondo spariva per lasciare il posto alla modernità, aiutarono tantissime persone, e che Jorge Díaz racconta in un intreccio avvincente di storie, amori, perdite e ricongiungimenti degno di Ken Follett.

La collezionista di lettere di Jorgè Dìaz

Piemme

Giovane reporter francese, Anna Erelle ha indagato a fondo la «propaganda digitale» dello Stato Islamico e i metodi di reclutamento utilizzati unnamed (8)dai jihadisti su Internet, la cosiddetta «Jihad 2.0». Nel corso delle sue ricerche è venuta in contatto con decine di giovani europee «reclutate» sui social network e dichiaratesi pronte a partire per la Siria.

Per comprendere meglio il fenomeno e realizzare un reportage ha creato l’identità fittizia di «Mélodie». Dalla pubblicazione del suo testo Anna Erelle ha ricevuto diverse minacce. Vive sotto scorta e sotto falsa identità.

Nella testa del Jihadista di Anna Erelle

Tre60

 

 

 

 

copAveva trovato il suo alter ego andando a vivere in una baracca fra le nevi dell’Himalaya per nutrirsi di quell’immenso silenzio: un’anticipazione del distacco da quell’ammasso di cellule impazzite che era diventato il suo corpo. Una sublimazione interiore fermata dai tragici eventi dell’11 settembre 2001. Afferrando appieno il pericolo universale di quell’attentato, ne immaginò le conseguenze anche perché, mentre in molti si limitavano alla cronaca, lui (che gli uomini di Bin Laden li aveva incontrati) non ebbe difficoltà a scrivere che, per loro, quello delle armi non era un mestiere, ma qualcosa di più. Una missione che affondava radici anche nella fede islamica. Lui, allora, dopo aver raccontato i grandi conflitti del ‘900 e dopo aver scritto “Lettere contro la guerra” si fece Pellegrino di Pace, testimoniando, in tante platee del Belpaese la sua esperienza, riproponendosi a partire dalla prima frase del suo primo libro: “La guerra è una cosa triste e ancora più triste è il fatto che ci si fa l’abitudine”. Ora i testi, a lungo rimasti inediti – trascritti e introdotti dal suo amico Mario Bertini e arricchiti da un’intervista al figlio Folco e da immagini inedite – arrivano in libreria con i tipi dell’Editrice La Scuola e il titolo “Le parole ritrovate
Le parole ritrovate di Tiziano Terzani
editrice la scuola

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