La Compagnia della Tèpa – Francesca Schiavo Rappo

Titolo: La Compagnia della Tèpa. Dodici atti di vandalismo sociale
Autore: Francesca Schiavo Rappo
Data di pubbl.: 2019
Casa Editrice: L'Argolibro editore
Genere: Narrativa
Pagine: 101
Prezzo: € 12,00

La Compagnia della Tèpa è il libro d’esordio di Francesca Schiavo Rappo.  La trentacinquenne scrittrice cilentana decide di affacciarsi al mondo delle patrie lettere scegliendo con coraggio la misura del racconto.

Sono dodici i racconti che compongono il suo libro e come scrive Milena Esposito nella prefazione, la loro lettura ci cogli di sorpresa, ci spiazza, lasciandoci sognare, sperare, immaginare. Facendoci ragionare.

Insomma, ci sono tutte le premesse per leggere un buon libro. In effetti per me così è stato.

Brevità, leggerezza e rapidità, restando fedele agli insegnamenti delle Lezioni americane di Italo Calvino, l’autrice entra nel mondo delle parole costruendo una scrittura sommessa per storie interiori che scavano nell’essenza di un’esistenza tutta da raccontare.

Francesca Schiavo Rappo inventa con una scrittura sospesa trame che si perdono tra sogno e realtà.

I suoi personaggi sembrano usciti da un mondo fantastico ma le loro storie rappresentano e raccontano la realtà con le sue profonde contraddizioni.

Uomini e donne che fanno i conti con il tempo ma anche con il loro inconscio. Personaggi che si raccontano qui e ora attraverso i loro sogni.

«Sonno e veglia, digiuno e nutrimento, parola e silenzio, persino la minzione e la defecazione accadevano esclusi da qualsiasi equilibrio, da qualsivoglia regolarità. Non c’erra nulla che potessi agganciare al certo, all’ovvio, allo scontato, al fisiologico».

La Compagnia della Tèpa con le sue dodici storie, che la sua autrice chiama atti di vandalismo sociale, è un viaggio narrativo convincente nei territori del possibile e dell’impossibile dove tra assurdo e paradosso, ma anche con il fiabesco, il lettore incontrerà la realtà con i suoi limiti e le sue schizofrenie quotidiane.

La scrittura di Francesca Schiavo Rappo si apre soprattutto all’interiorità del mondo ed è capace di creare immagini davvero suggestive (il libro è impreziosito da alcuni disegni di Cristina Nasta che interpretano a meraviglia i demoni della scrittura di Francesca).

In ogni storia troveremo un frammento di memoria, un angolo di verità da esplorare, seguiremo anche le indicazioni che non portano da nessuna parte, ci perderemo assorti nel niente di questo qui e ora che ogni giorno ci assedia.

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