Kajin e la tenda sotto la luna – Enzo Infantino e Tania Paolino

Titolo: Kajin e la tenda sotto la luna
Autore: Enzo Infantino e Tania Paolino
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Pellegrini Editore
Genere: Narrativa
Pagine: 200
Prezzo: 15 €

Racconti in cui non ci sono né vinti né vincitori, ma nei quali ci si riconosce solo uomini in balia di un destino ingovernabile. Cieca è la sofferenza che travolge tutti, così disse Schopenhauer, ma tra queste pagine non viene rappresentata la volontà del mondo intero, ma solo quella di una parte. La Siria è un affare sporco nelle mani di pochi; è stata messa sottosopra per interessi economici; è il simbolo di un capitalismo che non sarà mai sano.

Questo libro è stato scritto da due autori calabresi, Tania Paolino ed Enzo Infantino. Lei è professoressa di Storia e Filosofia al Liceo Metastasio di Scalea; lui è un volontario di Palmi, che da anni prende parte a missioni umanitarie con il solo scopo di scendere in campo contro le ingiustizie.

Ingiustizie… troppe quelle che Infantino ha visto nel campo di accoglienza di Idomeni, in Grecia, dove i profughi siriani sono giunti in massa al termine di viaggi in cui la speranza era morta prima ancora di partire. Tutti in fuga dai soldati in nero dell’Isis, distruttori della pace, uomini famelici per i quali nulla è vero e tutto è concesso e che l’Occidente ha sentito come minaccia solo dopo aver concluso i propri affari.

La Paolino ha ascoltato con attenzione le testimonianze raccolte sul campo da Infantino. Le ha impreziosite con quel magico tocco chiamato letteratura. Il risultato è un libro agrodolce, in cui la realtà si trasforma in messaggio da tramandare.

Né vinti né vincitori, scrivo all’inizio di questa recensione, perché da una parte ci sono le testimonianze dei profughi, dall’altra quelle delle persone che abitano nei pressi di Idomeni. E proprio gli autoctoni, che subiscono l’invasione della disperazione, si ritrovano a fare i conti con un mondo che non conoscono. I bambini sono i veri protagonisti di queste pagine, questi piccoli fuggitivi che hanno negli occhi le immagini di una guerra insensata, di un mare attraversato con tenacia, di un campo di accoglienza sorto tra l’immondizia e il fango. Eppure, nessuno di loro ha perso il sorriso e la voglia di giocare… la serenità sta dove regna l’accoglienza, grazie alla quale ogni disgrazia può essere offuscata.

I due autori non hanno dimenticato di riportare anche le testimonianze delle donne e degli uomini strappati dalla loro vita quotidiana e gettati nel caos di un conflitto al quale non si è mai voluto porre rimedio. Per questi motivi, alla luce di ciò che apprenderete leggendo questo libro di poetica denuncia, tutto ciò che vediamo oggi appare ancor più insensato.

La guerra è tutto ciò che non appartiene alla vita, ma è anche l’arma attraverso cui l’umanità nega il suo diritto all’esistenza. L’esistenza, ossia, quella inestimabile ricchezza alla quale il capitalismo non ha mai badato.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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