Incubatore – Se stiamo insieme…ma potremo mai?

Allo spazio Incubatore le sedie sono tutte occupate e molti si fermano addirittura in piedi pur di restare ad ascoltare. Anche al tavolo i protagonisti sono più del solito: a parlare, intervistati da Claudio Finelli, anche curatore del libro, si alternano alcuni degli autori che hanno contribuito al libro Se stiamo insieme, una raccolta di racconti sull’omosessualità, e un professore da anni impegnato sui diritti legati al riconoscimento delle coppie di fatto.

Si parte con una breve introduzione del responsabile culturale dell’ArciGAY, Giorgio Ghibaudo, e poi inizia Francesco Botti, il cui racconto condito di ironia amara parla dei rapporti di forza tra etero e omosessuali, delle ipocrisie e problemi che si presentano anche nelle situazioni più normali. Ivan Cotroneo racconta poi l’esperienza di un proprio amico e ci parla del suo scritto, una lettera amara che racconta del poco che resta a chi non ha diritto di parola quando muore il proprio compagno. Gianluca Polastri riflette su cosa è cambiato rispetto a dieci anni fa rispetto alla lotta per i diritti: nulla all’apparenza, di certo non il riconoscimento dell’omosessualità che in Italia siamo molto in ritardo dall’avere, ma la contestazione sta continuando ponendo l’accento sempre di più sulla necessità si norme che tutelino il «risveglio felice» di molte coppie di fatto italiane.

Arriva poi il professor Vattimo, accolto con un caloroso applauso, il quale ci spiega che in Italia è particolarmente importante la contestazione per via dell’ostracismo vaticano che c’è nei confronti dell’omosessualità, poiché «uno Stato che non prevede l’esistenza di coppie omosessuale è uno Stato che va cambiato»: è questione di diritti umani! Bisogna però anche andare oltre e arrivare quelle che sono davvero le necessità (e peculiarità) degli omosessuali. Dopo il suo intervento brillante, infarcito di aneddoti e battute sagaci, il professore lascia la parola a Edoardo Savarese, che già ha pubblicato un libro con tematiche omosessuali per la E/O edizione: il discorso vira all’economico e al giuridico, sulle possibilità e sull’opportunità dell’avere un riconoscimento pubblico effettivo, ma anche sull’impatto psicologico che ha il non vedersi riconosciuti dalla società come entità unica. Luigi Vaira, scrittore del libro Diverso sarà lei, riflette invece con amarezza dell’immobilismo che pare caratterizzarci, immobilismo che ormai suona obsoleto, senza senso, poiché rimarca una diversità che di fatto non ha motivo di esserci, di una realtà che non deve essere rimossa o nascosta.

Per ultimo, ci si presenta Alessandro Gallo, uno degli editori di Caracò edizioni la giovane casa editrice che con grande coraggio e lungimiranza si è spesa per promuovere e sostenere questo libro. E con un piccolo gioco finale (l’urlo molto napoletano ‘statt calm and lieggete nu libr’ che darà il via ad un curioso contest-flashmob) chiudiamo questo evento particolare, che ci ha fatti sorridere ma anche riflettere con più attenzione su una tematica così delicata com’è quella del riconoscimento degli omosessuali.

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