Il libro sospeso al Salone del libro

Un’iniziativa che sta facendo il giro delle librerie italiane è senza dubbio il Libro Sospeso. Ispirato al noto caffè sospeso di Napoli è infatti possibile fare la stessa cosa con un libro, ecco l’articolo dove ve ne parliamo: http://www.gliamantideilibri.it/archives/39575

Ovviamente tale progetto non poteva assolutamente mancare al Salone del libro di Torino, per questo l’ultimo giorno siamo andati a tirare un po’ le somme dalle due case editrici che hanno deciso di portare questo progetto negli stand del salone: Effatà edizioni e Keller editore.

Effatà, nata nel ’95 fortemente radicata nel piemontese, è una casa editrice caratterizzata dalla voglia di offrire libri che aprano il cuore e la mente, lo stesso nome di origine ebraica significa infatti “apriti”.

Qui al loro stand l’iniziativa è stata accolta positivamente anche dai visitatori, “abbiamo notato, soprattutto dalle persone che hanno ricevuto il libro, che la cosa che più li colpisce non è tanto il libro quanto la dedica che trovano all’interno. Sapere che una persona ha pensato a te tocca delle corde particolari che ti fanno emozionare, ed era proprio uno dei nostri obbiettivi!”.
L’affluenza è avvenuta ad ondate, soprattutto negli ultimi tre giorni del salone, con ore molto piene a altre di calma piatta. La fascia d’età più partecipe è quella compresa tra i 30 e i 60 anni, sicuramente per una questione economica che spinge i più giovani ad acquistare un libro per sé piuttosto che per uno sconosciuto.

Effatà può quindi ritenersi pienamente soddisfatta di questo progetto, hanno rischiato ma per fortuna i risultati si sono visti!

Purtroppo non si può dire lo stesso di Keller, casa editrice la cui  linea editoriale è costruita attorno a libri che trasmettono idee forti capaci di comunicare la complessità del mondo. Anche loro credono molto nell’iniziativa del libro sospeso come strumento per la promozione della lettura, tuttavia al salone non ha dato i risultati sperati.

Un solo libro è stato lasciato sospeso in cinque giorni di salone, questa è la triste realtà che hanno vissuto allo stand “noi comunque ci abbiamo provato” – ci dicono – “ non cambieremmo niente di questo progetto, ha tutti i numeri giusti per continuare a diffondersi ed è una cosa che ci auguriamo con il cuore!”

Due facce della stessa medaglia: da una parte euforia e positività di fronte all’idea di donare a un perfetto estraneo un libro, dall’altra vediamo forse troppo egoismo. Un egoismo che fa sempre più parte della nostra società, dove i pochi soldi che si guadagnano si preferisce spenderli per se .
Nonostante ciò siamo anche noi tifiamo molto per questo progetto e anche noi, come Keller, speriamo che il messaggio che lo accompagna si diffonda sempre più nel nostro Paese! 

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