I ragazzi di prima classe. La storia dei tennisti sopravvissuti al disastro del Titanic – Daniele Azzolini

Titolo: I ragazzi di prima classe. La storia dei tennisti sopravvissuti al disastro del Titanic
Autore: Azzolini Daniele
Casa Editrice: Absolutely Free editore
Genere: saggistica narrativa sportivo-storica
Pagine: 216
Prezzo: 15.00

“Il Titanic era chiamato… la nave dei sogni. E lo era… lo era davvero.”dal film Titanic, 1998

Daniele Azzolini, giornalista sportivo dalla sensibilità molto particolare e sottile, ha voluto ricordare nelle pagine di questo volume edito da Absolutely Free la tragedia del Titanic, il transatlantico britannico per eccellenza nella storia di tutti i tempi che nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 andò a collidere contro un icebearg, naufrangando rovinosamente.

Una vera e propria città galleggiante che con questo disastro consegnò alla morte più di 2000 persone. Cento anni fa i passeggeri del Titanic vivevano una delle notti più terribili della storia dell’umanità. Cento anni dopo un uomo decide di scrivere di quella notte, ma di farlo in un modo differente rispetto a ciò che fino ad oggi è stato scritto, commentato, detto, sentito.

Azzolini decide di far parlare i sopravvissuti, o meglio, due degli scampati al terribile incidente e da buon giornalista sportivo sceglie come protagonisti due tennisti: Richard Norris Williams e Karl Behr. Il primo, giovanissimo, salito sulla nave con il padre era in viaggio verso la realizzazione della sua carriera agonistica; il secondo, più adulto, era sul Titanic per inseguire e perseguire l’amore per la sua amata Helen, colei che diverrà poi sua moglie. I destini dei due giovani si intrecciano e il loro racconto diventa motivo e pretesto per narrare l’evento passato alla storia.

Pochi i personaggi inventati, ma tutti ben inseriti nella struttura del romanzo, che presenta una scrittura confidenziale e giovane, corretta e raffinata. Interessante è il metodo di scrittura che l’autore decide di utilizzare, ovvero il metodo proprio alla sua professione: l’intervista. Siamo nell’aprile del 1922 e Azzolini fa parlare Richard Williams attraverso un’intervista per il Sunday Mercury realizzata per celebrare i dieci anni dalla tragedia, intervista che presto si trasforma in una sorta di monologo.

Senza troppi giri di parole, il libro ci riporta alle immagini del film diretto da James Cameron, colossal uscito in Italia nel 1998. Non manca nemmeno qui la storia d’amore, quella tra il tennista Karl Bahr ed Helen, storia realmente accaduta ma descritta in modo velato, quasi solo accennata, per aggiungere una parvenza di lieto fine alla tragedia vissuta dai superstiti.

Quello che comunque scaturisce maggiormente dal racconto è il punto di vista di Richard, ovvero come lui decreti ripetutamente che in quella terribile notte, salvato dalle gelide acque dell’oceano, per lui sia ricominciata una nuova esistenza. Come se tutto quello che c’era stato prima di allora si fosse azzerato: tutto da rifare da capo, rinascere una seconda volta. Richard vedrà in questa rinascita la sua lotta e una vittoria personale sia sul piano fisico (la catastrofe rischiava di fargli perdere l’uso delle gambe), sia sul piano più strettamente legato alla carriera da tennista. Richard Williams confiderà al giornalista del Sunday Mercury che nulla d’altro avrebbe potuto capitargli nella vita di così doloroso, come se, a soli diciassette anni, per lui ci fosse già stata la resa dei conti finale e non avrebbe dovuto esserci più tempo per avere ancora paura. Non ne valeva la pena.

A cento anni dal dramma, che si consumò al largo delle Coste del Labrador, questo libro dona un nuovo punto di vista, intimo e corale, quasi un omaggio a coloro che non sono tornati ma anche a coloro che sono morti e rinati. Un romanzo piacevole e sicuramente molto affascinate, non solo per chi pratica il tennis ma anche per chi invece è totalmente fuori da questo mondo e da questa disciplina. 

 

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