Gogol & Company for Joy Williams

Titolo: L'ospite d'onore
Autore: Joy Williams
Data di pubbl.: 2018
Casa Editrice: Black Coffee
Genere: Raccolta di racconti
Traduttore: Sara Reggiani e Leonardo Taiuti
Pagine: 660
Prezzo: Euro 18,00

Eccomi a raccontarvi un nuovo evento ospitato alla Libreria Gogol & Company di Milano, giovedì 25 gennaio.
Ve lo racconto perché è stato appassionante, e perché è stato presentato in questa occasione un libro di grande spessore, intendo a livello di pagine, perciò richiederà tempi di lettura importanti e attenti prima di poter formulare qualcosa che si possa definire recensione. Ma i motivi sono anche altri, non solo le pagine richiederanno una lunga lettura, ma altri aspetti (positivi) la rallenteranno, e ne parlerò fra qualche riga.

Del luogo vi ho detto, e spero che molti di voi lo conoscano già e possano confermare a tutti gli altri cio che dico: è un posto fantastico, il luogo ideale, una vera casa per i libri e una casa per le persone, un luogo accogliente sotto ogni punto di vista, un luogo dove si respirano serenità, libertà, e si assaporano invitanti profumi di dolci, e vini inebrianti. A tal proposito suggerisco di avvicinarsi alla zona enogastronomica o estremamente preparati, o estremamente disponibili ad imparare, ad ascoltare i competenti consigli degli addetti. Non andateci solo perché avete sete o fame. Vi perdereste una dimensione essenziale.

Mattatori della serata Marco Rossari, noto e bravo scrittore milanese, ma soprattutto a mio parere ottimo narratore, e Marta Ciccolari Micaldi nota ai più come La McMusa, traduttrice, scrittrice, docente, guida turistica, cosa posso aggiungere se non dire che con noi quella sera c’era un vero esempio di donna multitasking nel campo letterario, in particolare Nord-americano. Marco e Marta hanno presentato al pubblico in libreria, la novità di un’emergente casa editrice italiana con base a Firenze, Edizioni Black Coffee, realtà che si occupa di letteratura nord americana con particolare attenzione agli autori esordienti e alla pubblicazione di grandi opere diciamo così, dimenticate. La novità è “L’ospite d’onore” scritto da Joy Williams, scrittrice un po’ trascurata dal mondo letterario globale, che però ha realizzato un volume di racconti giudicati dai più grandi scrittori americani quali Don De Lillo, Bret Easton Ellis, Raymond Carver ed altri, come un’opera eccezionale, straordinaria, unica.

Questa raccolta di 46 racconti è uno scrigno che custodisce il lavoro completo sul racconto da parte dell’autrice, coprendo un arco di cinquant’anni e dando modo di poter conoscere non solo il personaggio, ma l’evoluzione dello spirito, dello stile, dell’amore per la scrittura, che ha animato Joy Williams nel produrre i suoi capolavori. “Ma state bene attenti”, ci ammonisce subito Marco, e io riporto esattamente le sue parole: “Temete le vecchie signore hippy come Joy! Lei non vi racconterà storie edificanti o troppo romantiche, ma vi farà paura, sarà urticante, spaventosa, va insomma temuta. Joy non vi accoglierà nella casa delle bambole, ordinata, pulita, facendovi entrare dalla porta principale. Vi farà entrare dalla finestra, e troverete un gran casino.

E allora Marta ci ha letto uno dei racconti contenuti nel libro, presentandoci così l’autrice nel modo più consono, portandoci idealmente nei luoghi di Joy, luoghi che Marta conosce, dal punto di vista letterario, forse ancor meglio di chi ci abita e abbiamo immaginato l’autrice china sui suoi fogli, o con lo sguardo alla finestra a cogliere immagini, suoni e colori da regalare ai suoi lettori.

E ancora, Marco ci ha raccontato la scrittura di Joy, Marco che la scrittura la possiede e la lavora, ci ha detto sottovoce Marta, e tutti noi spettatori ce ne siamo ben resi conto.
Marco ci ha raccontato che Joy Williams non cerca la gradevolezza nello scrivere, non è lirica la sua scrittura, non usa paroloni, è quasi terraterra e nello stesso tempo sofisticatissima. I suoi racconti sono esplosioni, lampi, sono campi minati dove il botto capita talvolta all’inizio, talvolta più avanti, talvolta nelle ultimissime righe. Insomma, una grandissima autrice.

Mi sto dilungando, ma questa serata, che spero si potrà vagamente immaginare, è stata davvero grande. Una presentazione, un reading, una lezione di letteratura. Dovrei scrivere ancora molto per condividere anche la bella riflessione sul rapporto di amore e odio tra racconto e romanzo. E ho lasciato in sospeso un passaggio iniziale che almeno questo svelo presto. Dicevo che la lettura di questo gran libro sarà lunga e lenta. Deve essere così, ci ha raccomandato Marco. “Leggete i racconti senza un ordine specifico, uno o due alla volta, e poi appoggiate il libro sul comodino. Lo riprenderete domani.” Ora andate, comprate e leggete “L’ospite d’onore” pubblicato da Edizioni Black Coffee, a piccole dosi, dopo i pasti. Ciao. Claudio DP.

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