Carola – Barbara Garlaschelli

Autore: Barbara Garlaschelli

Titolo: Carola

Editore: Frassinelli

Genere: romanzo

Anno di pubblicazione: 2013

 Numero di pagine: 308

Prezzo: € 18,50 

Estate 1905. Carola, ragazzina sedicenne, sta facendo il bucato in riva al Naviglio. Come ogni giorno aiuta sua madre nei lavori quotidiani. Vicino a lei, in una cesta, c’è la sorellina preferita che la segue come un’ombra e che lei accudisce con tanto amore. Carola è presa dai suoi pensieri e, nel momento in cui si volta per dare uno sguardo alla sorellina, scopre la cesta vuota. Passa l’intera giornata a cercarla, ma quando si rende conto che non può tornare a casa senza di lei, decide di fuggire, con la speranza di ritrovarla.

Sulla strada incontra un gracile e sporco ragazzino, di nome Leo, che le parla con un linguaggio quasi incomprensibile. Decide di seguirlo fino a dove vive: un accampamento di attori girovaghi, i cosiddetti “scavalca montagne”. Affascinata dal loro mondo decide di rimanere con loro entrando a far parte della compagnia. Inizia una nuova vita per Carola, fatta di viaggi per l’Italia in villaggi più o meno accoglienti, dove con gli occhi spera di incontrare prima o poi lo sguardo della sorellina scomparsa.

Diventa bravissima a cucire abiti di scena e impara ad amare la sua nuova vita, ma soprattutto instaura con Leo un legame profondissimo, quasi simbiotico. Purtroppo le cose belle finiscono presto: a seguito di un fatto increscioso è costretta a lasciare la compagnia, ma soprattutto il suo amato “fratello adottivo” Leo. Per la seconda volta Carola si trova a reinventarsi una nuova esistenza e non sarà l’ultima volta. Conoscerà Parigi, l’amore di un uomo tranquillo, la tragedia della prima guerra mondiale e, a sorpresa, l’amore passionale.

“Quello che temo sopra a tutto è il momento di prendere congedo, di salire in carrozza; ogni idea è sconnessa per la fretta. Bisogna aver la mente a tutto: le valigie, gli scialli, le chiavi… e nella ressa ci si saluta male, senza parole. È brutto. Io non vorrei partire, ma trovarmi partita. Allora riacquisto la piena libertà.” Con questa citazione, presa in prestito dall’opera “La Sirena” di Giacosa, l’autrice raffigura l’essenza della vita di Carola.

Un romanzo poetico, delicato, profondo, che affronta un argomento a mio parere poco conosciuto: il teatro itinerante di inizio Novecento, un mondo affascinante e tragico, con la sua lotta per la libertà a costo di ogni sacrificio. Ne affronta gli aspetti positivi e negativi, la quotidianità e le opere rappresentate.

Quest’ opera è anche un excursus sulla prima metà del XX secolo: ci immerge nelle atmosfere della Milano e della campagna circostante all’inizio del secolo, della Parigi della Belle Époque, della tragedia delle guerre mondiali. L’autrice ha il dono di saper descrivere i personaggi e i luoghi in modo talmente vivido che pare di assistere dal vivo ad ogni scena. 

Poche volte mi capita, dopo aver finito un libro, di inchinarmi alla maestria a alla bravura dell’autore: questa è una di quelle, bellissimo. 

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