A tu per tu con… Giampaolo Pansa

*foto di AntonioPiù

Giampaolo Pansa, 76 anni, non ha certo bisogno di presentazioni; è un mostro sacro del giornalismo italiano, attualmente collabora con il quotidiano “Libero”, dopo aver lavorato per anni, tra gli altri, a “La Stampa” e a “Repubblica”. Non solo giornalista ma anche prolifico scrittore, soprattutto di saggi e libri storici; celebri quelli “revisionisti”, dedicati al periodo storico appena susseguente alla caduta del fascismo. Abbiamo raggiunto Pansa, di cui è appena uscito nelle librerie l’ultimo libro intitolato “Poco o niente. Eravamo poveri, torneremo poveri”, al telefono.

Direttore: Com’è nato e di cosa parla il suo nuovo libro?

Pansa: Il libro è nato osservando la gente che mi sta attorno, in treno o al bar; è una storia delle famiglie italiane a partire dal secondo Ottocento fino agli inizi del Novecento, al fascismo. Scrivendo il libro ho pensato ai giovani di oggi, che non sanno nulla della storia della loro famiglia e ho notato che ci sono grandi analogie tra il passato e oggi; i sogni sono gli stessi, così come le povertà. Molti pensano che l’800 sia stato un secolo tranquillo, in realtà fu un’epoca terribile.

Oggi alcuni di questi giovani scendono in piazza, sono i cosiddetti Indignados. Cosa pensa di questo fenomeno?

La manifestazione di Roma è stato un flop clamoroso, gli Indignados credono ingenuamente che una laurea possa risolvere tutti i problemi, così come gridare slogan contro il capitalismo e le banche, quando in realtà ci sono molti mestieri che nessuno vuole fare più. Gli Indignados sono comunque una spia di una società sempre più difficile e di un futuro sempre più oscuro.

Nel suo precedente libro “Carta Straccia”, che abbiamo recensito sul nostro sito, ha fatto emergere un ritratto impietoso dello stato in cui versano i nostri giornali. Come vede il futuro dell’informazione?

Sono molto affezionato alla carta stampata che credo avrà sempre il suo spazio; in generale ho più fiducia dell’informazione su carta che di quella on line. Non mi fido molto dei siti web da quando una volta mi hanno fatto vedere un sito in cui si parlava di me; mentre leggevo credevo parlassero di un’altra persona.

Nella sua attività di scrittore si è occupato molto di storia italiana, soprattutto del periodo post fascista. Cosa bolle in pentola nel futuro di Pansa scrittore?

Sto già scrivendo un nuovo libro per Rizzoli che dovrebbe uscire la prossima primavera ma non posso dire di più; anticipo che parlerò ancora di storia italiana, ma di un periodo più recente.

Lei è anche un acuto osservatore della politica italiana. Prospettive future secondo Pansa?

La politica italiana è paralizzata; abbiamo un governo morto, incapace di prendere decisioni, e un’opposizione capace solo di chiedere un passo indietro a Berlusconi. Nel mezzo, schiacciato tra i due blocchi, giace il Terzo Polo. Se vedo nero il futuro dei giovani, quello dei partiti lo vedo nerissimo.

Nel ringraziarla per questa intervista, le chiedo un saluto per “Gli Amanti dei Libri”.

Vi faccio gli auguri, siete coraggiosi; io con il web ho un rapporto difficile, penso che non sarei in grado nemmeno di ritrovare questa intervista.

Ringraziamo Giampaolo Pansa per la sua disponibilità.

Vi segnaliamo anche la recensione del libro “Carta Straccia”.

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  • Pingback: Cartastraccia – Giampaolo Pansa | Gli Amanti dei Libri()

  • http://www.coltellisardiartigianali.com Leandro Boi

    Vi prego consegnate questo messaggio personalmente al Dottor Giampaolo Pansa. Grazie

    Salve dott. Pansa, mi chiamo Leandro Boi e sono un coltellinaio di Guspini. Sto scrivendo un libro sulle origini ed eventuale primordialità in Sardegna del coltello “la guspinesa”. Mi ritrovo tra le mani la Sua presentazione al libro “Ti condurrò fuori dalla notte”, dove parla di Suo Padre, quale soldato del Genio aggregato alla Brigata Sassari che le ha fatto dono del disegno di questo coltello usato dai nostri fanti in trincea.
    Sarei onorato di avere la Sua preziosa collaborazione per questo libro nel quale potesse inserire la Sua testimonianza della conoscenza del coltello suddetto ed eventualmente il disegno fatto da Suo Padre.
    Con rispettosa ammirazione, cordiali saluti
    Leandro Boi

  • angelo gualeni

    Il mio intervento odierno non è un commento ad un Suo libro. Libri, però, che leggo con piacere ed attenzione. E’ un domanda: perchè nei Suoi libri non ha mai affrontato nè direttamente e/o indirettamente la vicenda della morte di Aldo Gastaldi/Bisagno? Eppure credo che la “cosa”, tenuto conto che Bisagno fù da subito (forse come la mafia che prima bacia e poi…)nominato :1°/ Partigiano d’Italia ma poi è stato dimenticato. La faccio con me d’accordo nel consideare che la Resistenza non fù sola”rossa” no?
    La ringrazio se Vorrà prenderne atto.
    Cordialmente Suo
    Ke Linse

    • http://NONcel'ho zanchet elda

      Buon giorno, dott. Pansa, ho la sua stessa età, io ariete e lei bilancia.( Fra poco ) Sono un’insegnante in tre lingue, alle superiori : ragionieri e geometri. ancora mi chiedono ripetizioni d’inglese e di francese e di latino.! Allora, vengo al sodo. Ho comperato il nono suo libro cioè Sangue Sesso e Soldi….Dalla pagina 160 alla 190 tratta quegli anni disastrosi e RIANDAI AL PASSATO ! Vivevo da 7 anni con una persona che frequentava da due anni il Bo ( università di Padova), in medicina ma era UN MAOISTA E SEGUACE DI LENIN E STALIN.Un giorno gli gettai sul viso un bicchiere di vino rosso dicendo ” adesso sei rosso davvero”. La notte di Natale del 1974 lo trovarono morto, a Nevegal, dentro la nostra roulotte !!! L’AVEVANO UCCISO. Disperazione e rabbia; ero all’oscuro di tutto.Sua sorella mi disse che aveva una pistola sotto il cuscino. Mia suocera mi accusò di aver mandato da lui UN SICARIO; il processo durò fino al 1982 !!!! Tutto a tacere ed in fumo andò. Ecco la mia tragedia , ora : HA MAI SENTITO PARLARE DI UN FATTO DEL GENERE ! Grazie e la saluto e mi complimento per i suoi GRANDI ( non in misura..) libri, pieni di notizie VERE, SCRITTO BENE, mi interessano tanto e, ad una nuova uscita, COMPERO. Ora, vorrei mandarle, in qualche “buco ” che mi dirà, due “libercoli”. Il primo tratta la mia vita , ricavata dai miei diari, iniziati a 15 anni e parla di mio padre, un insegnante…con tessera fascista, logico ma anche brigata nera !! Non le dico quello che passammo, da piccoli..solo con nonna perché mamma morì a 26 anni.
      Se si degna di leggermi, mi farebbe UN PIACERONE !! Saluto e la stimo molto e ……..mi è simpatico. elda.

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