Voi non sapete che non ho paura – Ludovica Ripa Di Meana

Titolo: Voi non sapete che non ho paura
Autore: Ludovica Ripa Di Meana
Data di pubbl.: 2020
Casa Editrice: Garzanti editore
Genere: Poesia
Pagine: 420
Prezzo: € 25,00

Ludovica Ripa di Meana è una poetessa clandestina e appartata. Lei è stata battezzata «l’onda anomala della letteratura italiana del Novecento». La sua opera resta ancora sconosciuta a molti, ma credetemi vale la pena approfondire.

Garzanti manda in libreria Voi sapete che non ho paura, un volume che raccoglie quarant’anni di attività poetica.

Davide Tortorella, il curatore, ci ricorda nell’ introduzione che Ludovica Ripa di Meana è stata ignorata dalle storiografie anche se di lei hanno scritto Bo, Segre, Garboli, Vertone e Risset.

La parola è una frusta tra le mani di Ludovica Ripa di Meana. La sua poesia è un bisturi perché scava la vita dal buco nero della carne che sanguina.

Con una voce che non cerca mediazioni e non vuole filtri, la poetessa scrive per ferire. Tra controcanti e enigmi, in versi e in prose di frammenti, si leggono questi testi (o parte di essi) come pugnalate di rara intensità.

La voce di Ludovica Ripa Di Meana è limpida, priva di metafore. In ogni verso si prende confidenza con il suo pensiero perché nelle sue poesie lei scrive solo quello che pensa.

La sua scrittura morde perché sa attaccare, ferisce perché vuole sanguinare.

Come il suo amato Bacon, la poetessa con la scrittura ci racconta la macelleria della nascita. Entra nella profondità del tempo e della sua carne viva: scrivere come uno stare qui e ora per rammendare i giorni.

E poi con le parole affonda come se in mano avesse una lama: «I nuovi benpensanti, protetti dalla loro pregiudiziale bontà, rozzificano la realtà: impazienti di non aver grane con se stessi, fanno scarpetta nella loro coscienza “pulita”, che si pone astrattamente sempre dalla parte chiara, esplicita di un dato reale»; «tu comunismo io non ti perdono / quello che hai fatto –VILE – ai miei poeti»; «La ricchezza che nasce come misura, fa perdere la misura. Povera ricchezza, sempre affamata di sé!».

La poesia di Ludovica Ripa Di Meana è bella perché è libera, impregiudicata e spregiudicata anche quando interroga per enigmi il mondo di Dio.

Nei versi e nei frammenti di Voi non sapete che non ho paura incontriamo finalmente la poesia onesta che si avvale di un pensiero critico, complesso e soprattutto libero da condizionamenti retorici e da qualsiasi canone.

«Solo la poesia – vera – riesce a essere nello stesso tempo radente e abissale» scrive Ludovica Ripa Di Meana in uno dei suoi tanti frammenti del libro.

Lei la poesia vera la fa da quarant’anni. Lontana dal proprio ombelico e da tutte le forme narcise di io ipertrofico, Ludovica scrive poesie ponendosi domande, guardando verso l’Atro e non allo specchio, affidando la suo pensiero ingenuo la ricerca della verità.

«Voi non sapete che non ho paura / io sono ingiusta: posso perdonarmi. /Io sono pronta per l’espiazione/ Appendilo al tuo cuore quel che ho detto».

Solo la poesia vera riesce a essere nello stesso tempo radente e abissale. Quella di Ludovica Ripa Di Meana è poesia vera perché sa essere la voce di un cuore che si mette a nudo, completamente.

 

 

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