Voglio solo ammazzarti – Stefano Piedimonte

Titolo: Voglio solo ammazzarti
Autore: Piedimonte Stefano
Casa Editrice: Guanda editore
Genere: Romanzo
Pagine: 256
Prezzo: 16.00 €

Ciruzzo Stiv Ciops stava rifinendo la sua app intitolata, proprio in onore al carcere di Poggioreale, “I-Pog”. Uno sfarfallio sulla quarta webcam disturbava l’insieme. In ogni caso c’era di che essere felici: anche di notte, anche a quell’ora infame, quando pure un occhio umano avrebbe fatto fatica a distinguere le figure dei secondini a spasso sulla vetta di Poggi-Poggi, le sue webcam ne individuavano i contorni con assoluta precisione. Era proprio un mago, Stiv Ciops. Fanculo ai fruttivendoli. Qualcuno, dopo l’ultima riunione, gli aveva detto “sei tu il deus ex machina”. Lui non aveva capito cosa significasse, e si era ripromesso di controllare su wikipedia. Nel frattempo era rimasto contento. Quel “deus ex machina” gli dava una solennità messianica, si immaginava come un ibrido fra un “deus” e una “machina”, un testone con capelli e barba bianca e il busto di un pc, una specie di divino Teletubbies. Tanta era la stima per il deus ex machina che i suoi committenti gli avevano perfino spiegato lo scopo di quell’app così attesa. Fra le quattro mura del carcere di Poggioreale c’era un padiglione. Nel padiglione c’era una cella. Nella cella c’era il capo dei capi. Anche detto “lo Zio”. Ebbene: lo Zio di stare a Poggi-Poggi ne aveva le palle piene”.

Dopo il successo di “Nel nome dello Zio” (Guanda 2012) Stefano Piedimonte è tornato in libreria con il romanzo Voglio solo ammazzarti,  secondo capitolo della saga dedicata a “Lo Zio”, un boss della camorra napoletana ossessionato dal Grande Fratello. La vicenda questa volta si sposta dai Quartieri Spagnoli, in cui è ambientato il primo romanzo, al carcere di Poggioreale, anche detto “Poggi Poggi”.  Lo Zio è stato tradito da qualcuno del suo clan, è stato arrestato e ha un solo scopo: evadere per vendicarsi. Con l’aiuto di un genio dell’informatica, un ex fruttivendolo soprannominato  dal clan “Stiv Ciops”, mette a punto un piano molto singolare per fuggire. Riuscirà lo Zio a scappare dal carcere? Scoprirà chi l’ha venduto alla polizia?

Stefano Piedimonte scrive un romanzo sulla camorra che non è né un libro-denuncia né tanto meno un libro-inchiesta sulle malefatte e sulle nefandezze dei malavitosi. Voglio solo ammazzarti è un romanzo che smitizza i malvagi piuttosto, che ne oscura il fascino, che denuncia  il male attraverso l’arma vincente dell’ironia. Ne risultano una storia divertente e avvincente, insieme ad una carrellata di personaggi sinistri ma volutamente non affascinanti, ridicoli, goffi piuttosto, e stupidamente lesionisti verso se stessi e verso gli altri. Uomini che sono solo parodie dei corrispettivi “eroi” geniali e vincenti: Stiv Ciops, il mago dei computer, Spic e Span, il sicario che non lascia tracce e Erripò, il cocainomane dagli occhialini tondi.

Piedimonte tratta con affettuosa ironia anche gli eroi buoni, persone comuni ma con un animo da sognatori. Primo fra tutti Wu, il funzionario di polizia che ha messo dentro lo Zio, uno che in fatto di bruttezza può veramente dire la sua: “Prendi il volto di Woody Allen, sbattilo venti volte contro il cofano di un’auto e avrai la faccia di Wu”, dice – uno che sogna di essere come Harry Bosch, il detective dei romanzi di Connelly, ascolta Art Pepper ma che a Harry Bosch non somiglia affatto.

I riferimenti al cinema e alla letteratura americana, ai reality della tivù e alla musica jazz regalano un tocco in più in fatto di originalità e di stile ad una storia già di per sé divertente e di piacevole lettura.

“Nell’aria si spargevano le note di You’d be so nice to come home to, il sassofono suggeriva ipotesi, creava congetture, argomentava con sottilissima arguzia. Se è difficile quadrare il cerchio, lo è ancor più colorare un soffio. Art Pepper c’era riuscito: aveva dato al respiro umano i colori dell’arcobaleno”.

 

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Giovanna Capone

Non dirò di me che ho sempre amato leggere, che ho imparato a leggere prima del tempo e che ho trascorso la mia infanzia leggendo libri e neppure che ho amato molto le favole. Per apprezzare la lettura occorre che arrivi il momento giusto e che si abbia la mente sgombra da altri pensieri.Quando capisci che il momento giusto è arrivato? Quando incontri qualcuno che ti spiega che, a volte, non è importante quello che c'è scritto in un libro ma il modo in cui è stato scritto, quando sullo scaffale di una libreria la copertina di un libro attira la tua attenzione e capisci che quello sarà il tuo libro, quando sei curioso di sapere se un titolo accattivante nasconde una storia altrettanto brillante. Cosa significa leggere? Riscoprire qualcosa di te, qualcosa che hai sempre saputo ma che nessuno se non un grande scrittore è riuscito ad esprimere con le parole.

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