Vita dopo vita – Kate Atkinson

Titolo: Vita dopo vita
Autore: Kate Atkinson
Data di pubbl.: 2014
Casa Editrice: Nord
Genere: Narrativa
Traduttore: Alessandro Storti
Pagine: 515
Prezzo: 18,60 €

Il cuoricino. Un piccolo cuore indifeso che batte all’impazzata. Fermato all’improvviso, come un uccellino caduto dal cielo. Un solo sparo. Caddero le tenebre.

Tante vite per un’unica protagonista. Possiamo riassumere così l’opera di Kate Atkinson, scrittrice inglese, che con quest’opera si è aggiudicata nel 2013 il Goodreads Choice Awards.

Protagonista del romanzo è Ursula, nata nel 1910, morta innumerevoli volte, ma capace sempre di ritornare in vita. Per lei la morte è solo un breve passaggio da un momento all’altro. Ad ogni risveglio, che avviene sempre lì, dove qualche istante prima la tragedia ha trionfato, Ursula riprende la sua vita. Incontra altre persone, affronta nuove situazioni e si imbatte in una nuova fine.

È una trama strana quella architettata dalla scrittrice britannica, non priva di colpi di scena, ma che non ha nulla a che vedere con il paranormale. È come se l’autrice avesse voluto raccontare la storia di un’anima, di una coscienza che viene investita dagli eventi bui del XX secolo. Non ci sono però contenuti moralistici, non c’è un giudizio storico.

Ursula è un’anonima presenza, liberata dalle catene del tempo, che si aggira nella storia dell’umanità. Atkinson, insomma, crea un’allegoria della vita in cui principio e fine sono sinonimi. La sua opera è una “tesi”, parte da un’intuizione che pian piano viene spiegata e provata. Elemento questo che accomuna la Atkinson a Saramago.

Ma Ursula è anche una condannata all’immortalità e per certi versi il suo “peregrinare” tra l’inizio e la fine dell’esistenza, non l’avrebbe fatta sfigurare tra i componenti della famiglia Buendìa, di Cent’anni di solitudine. Anche lei, infatti, ignora quale sia la sua missione terrena.

Dal punto di vista tecnico, la scrittura della Antkinson prende a piene mani dallo stile di un altro grande della letteratura britannica, ossia Ken Follet. I personaggi sono ben costruiti. In alcuni punti però il romanzo scende di ritmo, non sempre ci interesseranno le tante scene domestiche che l’autrice si sforza di presentarci, anche perché molte volte appaiono scollegate tra di loro.

Per il resto siamo davanti a un ottimo romanzo capace di catturare l’attenzione del lettore e di lasciare nel cuore quella giusta dose di mistero che solo la vera letteratura sa donare.

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Martino Ciano

Classe 1982, vive a Tortora, comune della provincia di Cosenza. Promesso ragioniere, lascia la partita doppia per la letteratura, la poesia, la musica e il giornalismo. Si laurea in Scienze Storiche all’Università La Sapienza di Roma. Attualmente è corrispondente per l’emettente televisiva Rete 3 Digiesse. Nel 2011, l’incontro con Gli amanti dei libri, per cui cura la rubrica Amabili letture. Collabora anche con le riviste letterarie Euterpe, Satisfiction e Zona di Disagio di Nicola Vacca. Ama scrivere racconti, alcuni dei quali sono stati pubblicati su siti e riviste on-line. Tra questi, La logica del difetto è nel catalogo dalla Bla - Bookmark Literary Agency di Paolo Melissi. La sua pagina personale facebook è Dispersioni 82. AMABILI LETTURE: I libri che mi piacciono, i classici che mi hanno formato, il profumo delle parole che mi hanno riempito l’anima. Sono un lettore anarchico, che si sposta da un genere all’altro con il solo obiettivo di saziare le mie curiosità. Voglio condividere con voi le mie impressioni sulle opere che mi hanno reso un divoratore di parole. In questo spazio verrà data voce agli esordienti, agli autori dimenticati, ai poeti, ai sognatori, agli irregolari. La letteratura è arte e scrivere d’arte è il mestiere più bello del mondo.

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