Visionari – Tiziana Gazzini

Titolo: Visionari.Simbolisti esteti dandies e altri sognatori
Autore: Tiziana Gazzini
Casa Editrice: Fefè editore
Genere: saggistica
Pagine: 290
Prezzo: €15,00

A questo tempo cieco e crudele manca molto la lucidità profetica dei visionari.

Dobbiamo ricorrere al grande mondo della creatività per scovare tracce illuminate di pensiero capaci di indirizzare l’esistenza verso una prospettiva.

Mai come in questo momento di turbamenti abbiamo bisogno di riscoprire la verità dei visionari.

È quello che fa Tiziana Gazzini in Visionari. Simbolisti esteti dandies e altri sognatori.

Un libro che si propone di essere una passeggiata nei mondi onirici di grandi artisti, che hanno deciso di essere visionari.

Joséphine Baker, Balthus, Anna Maria Ortese, Mario Praz, Kavafis. Questi alcuni dei visionari presenti nella galleria costruita dall’autrice.

«Dietro ogni ritratto di questo libro- scrive Francesco Forlani nella prefazione – c’è sempre un’ulteriore visione, un rimando, una sequenza e ho immaginato, da lettore, di poter disporre di un dispositivo stereoscopico, sul modello delle finte macchinette fotografiche che si vendevano nei negozi delle città d’arte, quelli in cui scattando la fotografia ti facevano apparire nel visore la piazza, la fontana, il cielo in una prospettiva tale da farteli sembrare veri al punto di poterli toccare».

Li tocchiamo uno per uno i visionari mentre leggiamo le pagine di questo libro, ci sentiamo partecipi del loro pensiero, camminiamo con i piedi per terra in compagnia delle le loro divagazioni che ci leggono e ci comprendono.

Tiziana Gazzini scrive che il denominatore comune tra i visionari che abitano questo libro è la dissipazione. Restare in bilico tra etica ed estetica è un gesto da funamboli che non conosce vertigini e respinge ogni rete di protezione.

L’autrice consiglia di avvicinarsi a queste pagine, ai luoghi, alle immagini e alle vite che racconta, con lo spirito del flâneur. Questo libro lo ha pensato e scritto come una flânerie senza meta se non quello di giare in tondo lungo la spirale del tempo, col solo rischio di incontrare se stessi.

Così, girovagando a caso nella galleria del tempo dei visionari, troviamo Paul Valéry che si perde nel viaggio spaesato della complessità dove smarrisce i limiti e trova abbandoni in cui il reale è solo un’isola nel mare dei possibili.

Che grande e necessario visionario è stato Kavafis ed è straordinario trovarlo in questa galleria.

Sono davvero belle le parole che Tiziana Gazzini dedica all’immenso poeta greco: «Kavafis, erede dell’alessandrinismo di tutte le epoche, nelle ore notturne ricercava i piaceri dell’amore socratico nel bordello sotto casa, familiare dispensatore di un facile eros, oppure in qualche locale malfamato. Ma da tutto questo nasceva solo poesia».

Sfogliando il libro ci troviamo davanti alle opere di Tamara De Lempicka e alla la sua visione cubista, un cubismo sintetico, come scrive Tiziana Gazzini, con spunti e accenni déco, in cui si leggono la moda e il trucco, ma anche i vizi di un’epoca e di una classe sociale, quella alto borghese e aristocratica.

Questo libro ci propone un viaggio straordinario nel mondo dei visionari e delle loro ossessioni, è un percorrere il perimetro della loro lucidità, è un perdersi nelle vite di questi personaggi straordinari che hanno ribaltato i punti di vista più diffusi e che spesso hanno edificato dimore e castelli, dando corpo e materia alle loro visioni.

Perché i visionari sono una luce che non tramonta mai, mentre intorno tutto diventa cenere e noi abbiamo il dovere di abbracciarli se non vogliamo spegnerci nell’età della ragione.

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