Viaggio nella paura – Eric Ambler

Titolo: Viaggio nella paura
Autore: Ambler Eric
Data di pubbl.: 2015
Casa Editrice: Adelphi
Genere: thriller
Traduttore: Mariagrazia Gini
Pagine: 226
Prezzo: 17 €

Gennaio 1940. Mr Graham è un ingegnere inglese che lavora nell’industria bellica. Dopo avere assicurato alla sua azienda il riequipaggiamento della flotta turca, dovrebbe ripartire da Istanbul per rientrare in patria. Ma le cose vanno diversamente. Al suo rientro in albergo dopo un’ultima serata al cabaret, uno sconosciuto gli spara e fugge dalla finestra. La ferita è lieve, ma lo shock è notevole per un uomo dall’indole pacifica e razionale come lui. I servizi segreti turchi lo costringono a rinunciare alla comoda carrozza sull’Orient Express e a imbarcarsi su un modesto mercantile italiano diretto a Genova. Tutti i passeggeri sono stati controllati, a quanto sembra, ma per Graham è difficile stabilire di chi potersi fidare. Si va dalla ballerina Josette al mellifluo commerciante turco Kuvetli, dai coniugi francesi Mathis all’anziano archeologo tedesco Haller. Un breve scalo ad Atene rimescola la situazione, con un nuovo passeggero. Il pericolo non è il suo mestiere, ma Mr Graham non può fare altro che mantenere i nervi saldi in un implacabile crescendo di tensione.

Eric Ambler fa parte degli autori brillantemente ripescati da Adelphi. Alle parole “agente segreto” la mente andrebbe subito a Ian Fleming e al suo 007 (anch’essi ripubblicati da Adelphi), se non fosse che Mr Graham precede James Bond di diversi anni. Certo, anche qui l’intreccio sembra costruito apposta per ricavarne un film, e così è stato, con un certo Orson Welles fra gli attori, ma siamo lontani dall’eleganza e dalla disinvoltura di Sean Connery e Roger Moore. Ci si muove in un ambiente ruvido, ritratto dall’autore con maestria, a cui il mélange di lingue e nazionalità contrapposte, sullo sfondo della Seconda Guerra Mondiale, aggiunge un tocco di realismo ben riuscito. La forza dell’intreccio non cala mai, e anche il lettore non può abbassare la guardia, perché intervengono continui capovolgimenti di fronte. Graham si rivela il tipico eroe problematico, coinvolto suo malgrado in un gioco più grande di lui. Più che una partita a scacchi, si direbbe una mano di poker fra giocatori molto abili nel bluff, nella quale occorrono calma e sangue freddo, in attesa del momento giusto.

È la stessa attesa che si intravede, più nascosta, nelle conversazioni dei personaggi a proposito della guerra ormai cominciata. “Noi possiamo apprendere solo se abbiamo un’aspettativa di vita. L’Europa è troppo concentrata sulla propria distruzione per occuparsi di cose come queste“. Ambler coglie il momento che precede il precipitare degli eventi, in un thriller tra i migliori del genere, in sorprendente anticipo sui tempi.

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Damiano Latella, classe 1985, piemontese, ama la Francia, la Spagna e gli accenti messi al posto giusto. Pur non traducendo, si tiene in allenamento collaborando con la rivista «tradurre». Non capisce chi si lamenta della mancanza di buoni libri.

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